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Per Lei Combattiamo

CorSera | Immobile per il poker: Lazio spietata con il Toro

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La Lazio, con l’accoppiata Fiorentina-Torino, vince per la prima volta due partite consecutive in campionato. Simone Inzaghi la aspettava, questa benedetta continuità, per non rimpiangere gli errori in difesa e guardare dritto verso la Champions. Superato il primo quarto del cammino, la Lazio ha gli stessi punti del Napoli (e del Cagliari), 1 in meno della Roma e 3 dell’Atalanta: tutto secondo le stime, nonostante Inzaghi abbia ripetuto spesso che «avremmo meritato qualche punto in più». Sui tre di ieri sera non ci piove. Novità, rispetto a Glasgow e Firenze, il primo gol arrivato non in contropiede, ma con un bomber improvvisato come Francesco Acerbi, che ha lasciato inchiodato Sirigu segnando come non gli capitava dal 22 dicembre: «Avevo spazio per calciare, quando mi è arrivato il pallone non ci ho pensato due volte», aveva detto alla fine del primo tempo. Aggiungendo: «Non bisogna abbassare la guardia». E invece la Lazio l’ha chiusa. Con chi? Ovviamente con Ciro Immobile. Prima il gol numero 98, poi il 99 con la maglia della Lazio, che in questo campionato sono il numero 11 e il numero 12. Dopo il regalo a Caicedo di Firenze, stavolta Luis Alberto prima del rigore si è precipitato a raccogliere il pallone per metterlo tra le mani di Ciro. «C’era da dare un segnale al campionato – dice Immobile -. Dopo Firenze abbiamo passato giorni in serenità, vivendo quasi come fossimo una famiglia, e abbiamo festeggiato un’altra bella vittoria». E pensare che Immobile non era al 100%: «Ci ho messo un po’ per entrare in partita, ma con il passare dei minuti è andata meglio. Sono felice: mi trovo bene con i miei compagni: stiamo facendo qualcosa di importante, i tifosi ci sono vicini e dopo un inizio difficile stiamo ingranando». Esulta anche Inzaghi: «Gara dominata, un’altra grande prova di squadra ma ora pensiamo al Milan». Tutto era cominciato con la consegna di una maglia a Gabriele Paparelli – il figlio di Vincenzo, tifoso ucciso allo stadio 40 anni fa – dalle mani del presidente Claudio Lotito. Una serata iniziata con il ricordo e finita in festa. CorriereDellaSera

 


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Il Messaggero| Lotito ha promesso a Sarri che lo sosterrà sempre di più, per fare “qualcosa di grande”

edo9923@hotmail.it'

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Il volto di Tommaso Maestrelli ora gigantenteggia dentro la curva sud che da ieri, nelle sfide casalinghe della Lazio, prende ufficialmente il nome dell’indimenticato tecnico dello scudetto 1973/74, che avrebbe compiuto 100 anni venerdì prossimo, il 7 ottobre. Mentre Alan Donati, figlio di Aldo, cantava l’inno con «su c’è er maestro che ce sta a guardà», Lotito ha consegnato alla famiglia una targa al monumento, che verrà celebrato dal club nei prossimi giorni, e poi venerdì in Campidoglio. Emozionato, il figlio Massimo, sventola la bandiera di Maestrelli: «Questo ricordo me lo fa sentire vivo». Ciò che colpisce è la crescita di consapevolezza della squadra, che ha recepito ciò che Sarri vuole sul campo. Sontuosità tecniche di un Milinkovic-Savic tremendamente migliorato dopo 15 mesi di cura-Sarri, a quelle di Felipe Anderson che quando trova fiducia fin dal primo pallone poi non si ferma più, fino a Zaccagni che sta imparando finalmente i tempi dei movimenti a venire incontro e a scappare via, mentre Luis Alberto è andato forse più a sprazzi degli altri, ma tre o quattro tocchi nitidi li ha offerti. La Lazio attaccava bene e segnava anche lo scorso anno, ma difendeva male. Questa invece è già la seconda difesa del campionato con soli 5 gol incassati, non ne prendeva così pochi da 21 anni, coi difensori centrali che erano Nesta e StamProvedel continua a convincere, il ricordo di Reina e Strakosha pare un incubo rimosso. La Lazio si gode una domenica coi fiocchi prima di mettersi a tavola, tanto offre il numero 21. Con la doppietta di ieri sale a quota 51 reti con la maglia della Lazio, è al nono posto dei bomber nella storia del club. Già 4 centri e 5 assist in sole 10 apparizioni in questa stagione per il numero 21, rimasto per l’ennesima volta a Roma nonostante le voci di mercato.

Romagnoli ha segnato il primo gol con la maglia della Lazio, tanta la gioia e l’emozione: «Mi terrò la maglia perché è la più importante che ho». Lotito ieri ha festeggiato all’Olimpico con la Lazio, dopo il successo sullo Spezia: «Ringrazio tutti, Sarri, Tare, la squadra. Con questa vittoria avete dimostrato ancora una volta l’unione della nostra famiglia. Se continuerete a giocare con questo spirito e questa compattezza, regalerete grandi soddisfazioni a me e a tutta la tifoseria», assicura il patron col microfono di fronte alla torta. Sopra la panna c’è una “S” e la scritta “Congratulazioni senatore”, Immobile (insignito oggi alle 17 al Coni del premio “Beppe Viola”) gli consegna una targa: «Al nostro condottiero, che diventa senatore della Repubblica, con onore e merito. La Tua Prima squadra». E allora Lotito replica: «Volli, volli, fortissimamente volli. Questa non è solo la mia vittoria, ma anche la vostra. Per la prima volta nella storia la Lazio ha un rappresentante nelle istituzioni, nel Parlamento, non è poca roba. Ora che sto nel Governo, possiamo cambiare ogni stortura. Questa non è più una Lazietta, è già una grande società». Prima del brindisi in sala, anche le congratulazioni negli spogliatoi a Sarri per il lavoro svolto nel suo ultimo mese di lontananza. Lotito ha promesso al tecnico che lo sosterrà sempre di più perché «abbiamo gettato le basi per fare qualcosa di grande e non finirà».

Il Messaggero

 


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