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Lazio-Lecce, il doppio ex Rossi: “Sulla carta non dovrebbe esserci partita, ma tutto può accadere nel calcio”

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Intervenuto ai microfoni del Quotidiano di Puglia, Delio Rossi analizza da doppio ex la gara dell’Olimpico tra Lazio e Lecce: “Non vado più allo stadio. I tifosi romanisti mi identificano come allenatore della Lazio. E domenica poi non vivrei la partita serenamente. Io tifo per le squadre che ho allenato ma da sempre, per un fatto culturale, sto dalla parte del più debole. Sulla carta non ci dovrebbe essere partita, il divario dei valori in campo è pari ai costi delle due formazioni. Ma il bello del calcio è proprio in ciò che può comunque accadere. La partita appartiene alla serie del “Davide contro Golia”. Ma il Lecce la parte di Golia l’ha già interpretata con successo contro Milan e Juventus“.

Lazio diversa da quella che allenava – Lotito si era appena affacciato sulla scena del calcio nazionale. Veniva da un altro mondo, lontano da quello del pallone. Quella Lazio era sull’orlo del fallimento. Con me puntava su un allenatore che non aveva ancora un pedigree. Cogliemmo risultati importanti con giocatori giovani, dovevamo colmare in un certo modo le lacune con le quali ci si misurava“.

Su Liverani –Giocatore e uomo straordinario, gran capitano. Andò via, destinazione Fiorentina, e lo rivolli poi a Palermo, dove il capitano era Miccoli e Fabio autentico leader dello spogliatoio“.

La Lazio di oggi –Sono altri tempi, è un altro calcio, che mi fa rimpiangere la dimensione umana di quegli anni del calcio dei Moratti, dei Rizzoli, dei Cragnotti, dei Viola, dei Sensi, dei grandi presidenti italiani. Oggi conta la dimensione dei fatturati. Lotito oggi è uno che può permettersi di rifiutare cento milioni per un giocatore. È una grande Lazio. Da terzo, quarto posto. Se dà sempre il massimo“.

 


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La Repubblica | Lazio, ora a centrocampo allarme stanchezza: con la Juve si cambia

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Se le partite durassero un tempo solo, la Lazio sarebbe da scudetto. Purtroppo non è così, ma la ricerca da parte di Sarri di un modo per evitare, o almeno limitare, i cali sistematici dei suoi uomini nella seconda parte delle gare per ora non ha dato frutti. Il problema della sua squadra infatti non è l’approccio. Al contrario, è proprio nella mezz’ora iniziale che la Biancoceleste dà il meglio, senza concedere nulla (nessun gol subito in A è arrivato prima del 38°). All’intervallo i punti conquistati da inizio campionato sarebbero 44: due in più del Napoli. Gli uomini di Spalletti però ne hanno guadagnati 11 nella ripresa. Mentre la Lazio ne ha persi 6. Anche le dirette concorrenti per la Champions hanno tutte un saldo attivo in classifica: +1 l’Inter, +8 l’Atalanta, +9 il Milan e addirittura +11 la Roma. Il gol di Nico Gonzalez domenica è stato il quarto in campionato subito nei primi 10 minuti della ripresa, dopo quelli di Lautaro contro l’Inter (unico indolore perché i tre punti sono arrivati comunque), di Candreva contro la Salernitana e di Kean contro la Juventus. Se ci si aggiunge la rete di Strefezza al 57° di Lecce- Lazio, ecco completo il quadro degli approcci shock ai secondi tempi. Nell’ultima gara con la Fiorentina, ad aver influito sulla prestazione sottotono, soprattutto del centrocampo, è stata la stanchezza mentale e fisica. Per la quarta volta in 21 giorni è stato schierato dall’inizio lo stesso terzetto, Milinkovic-Cataldi-Luis Alberto. E tutti e tre hanno giocato almeno 70 minuti da Lazio-Empoli in avanti. Non a caso contro i viola i ritmi di gioco sulla mediana si sono alzati proprio quando sono entrate le forze fresche. Un indizio rilevante in vista della Coppa Italia, giovedì all’Allianz Stadium di Torino. Ieri Sarri ha concesso una giornata di riposo ai suoi. Oggi inizierà a preparare il match con la Juve e qualche rotazione nella formazione iniziale è lecito aspettarsela. Soprattutto ora che tutta la rosa è tornata a disposizione, Radu a parte. In mezzo al campo Vecino si candida per una maglia da titolare: probabile che il tecnico faccia rifiatare uno tra Luis Alberto e Milinkovic, ma occhio anche all’opzione vertice basso per dare respiro a Cataldi. Da ora in avanti inizierà un nuovo ciclo di incontri ravvicinati per la Lazio, con sette partite in ventisette giorni, tra Coppa Italia, campionato e Conference League. Necessario perciò fare i conti con la gestione fisica delle forze. Anche perché dal mercato, salvo colpi di scena, non sono previsti regali. Ieri l’agente Enzo Raiola è stato a Formello. Ha parlato con la società di Fares, per il quale si cerca una sistemazione in queste ultime ore. C’è un’offerta dalla Turchia: lo vuole l’Antalyaspor, che però gli garantirebbe uno stipendio più basso rispetto agli 1,2 milioni attuali. Lui non vuole rinunciare a parte della somma e la Lazio non ha intenzione di partecipare al pagamento. Il tempo per sbrogliare questa situazione è poco. Resta in stand-by l’arrivo di Luca Pellegrini, pronto a trasferirsi in extremis se si riuscisse a cedere Fares. La Repubblica

 


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