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Inzaghi: “Rigore clamoroso su Immobile. Il girone era tosto, ma alla portata”

chiaraluce_paola@libero.it'

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Simone Inzaghi ai microfoni di Lazio Style Channel commenta così l’amara sconfitta che condanna forse la squadra biancoceleste all’eliminazione dall’Europa League: “Avremmo sicuramente meritato di vincere e c’è rammarico per non aver concretizzato quanto messo in campo e non siamo stati aiutati da alcune situazioni. Dovevamo sfruttare anche meglio il primo tempo. E’ un girone stregato, e forse con il Cluj se non finiva con una sconfitta forse era un discorso aperto. Dobbiamo essere bravi a lasciarci questa serata alle spalle, dove avremmo meritato di più tra andata e ritorno. Dovevamo gestire meglio il vantaggio e cercare con più cattiveria il raddoppio, non ci sta perdere tutte e due le partite ma ci deve essere di aiuto per crescere”.

Il tecnico ha parlato poi a Sky Sport: “L’episodio del rigore pesa, perchè è un episodio clamorosa ad un quarto d’ora dalla fine che probabilmente ci avrebbe permesso di andare in vantaggio. In ogni caso alla squadra per spirito e sviluppo di partita ho poco da recriminare, però dobbiamo fare mea culpa perchè dovevamo fare il secondo gol, dovevamo essere più cattivi perchè con 23 situazioni create in area avversaria non possiamo limitarci a fare un solo gol. Dopo queste due partite andiamo a casa senza punti e probabilmente andiamo a casa dall’Europa e mi dispiace tanto per quello che abbiamo dimostrato sul campo. Può essere l’Europa League dei rimpianti perchè in  queste due partite perse ci abbiamo messo del nostro, dovevamo essere più cattivi in alcuni momenti della gara, dopo l’1-0 è successo come all’andata e dovevamo essere più cattivi perchè gli scozzesi concedevamo e sapevamo che loro non mollano mai e quindi dovevamo essere più cattivi in determinati momenti della gara. Caicedo e Leiva hanno stretto i denti vista la squalifica di Cataldi e Correa che non poteva venire neanche in panchina e quindi ho dovuto forzare su alcuni. Siamo arrivati un po’ contati con la squalifica di Cataldi che per me pesa stasera è pesata molto. C’è rammarico perchè abbiamo fatto la partita giusta che dovevamo fare. Dispiace perchè era un girone difficile, ma ampiamente alla nostra portata. Penso che c’è grande rammarico e dovevamo fare di più viste le 23 situazioni da gol. Ai miei ho detto che dopo il vantaggio avremmo dovuto insistere perchè ci lasciavano spazi poi sappaimo che è una squadra che non molla mai e come all’andata ci hanno punti”.

Per concludere il tecnico analizza la gara in conferenza stampa: “Qualificazione compromessa? Probabilmente sì, ma c’è ancora qualche speranza. C’è rammarico, perchè il girone era difficile, ma alla nostra portata. Leiva e Caicedo in un’alttra occasione non li avrei schierati, ma avevamo delle defezioni. Dopo il vantaggio serviva approfittare e segnare il secondo gol, questo ci è mancato. Anche il rigore clamoroso per noi probabilmente avrebbe cambiato la partita. La nostra interpretazione alla gara è andata bene, dovevamo vincere. Peccato per gli errori individuali gravi che abbiamo commesso. I giocatori hanno fatto quello che avevo chiesto, non ci sono colpevoli: Berisha è andato vicino al gol, poi ha sbagliato ma gli altri potevano recuperare“.

 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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