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ESCLUSIVA | Butinar: “Non mi sorprende la Lazio, ma deve arrivare la Champions! Per Immobile parlano i numeri”

chiaraluce_paola@libero.it'

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E’ tifoso interista, ma il suo lavoro gli permette di studiare il mondo del calcio a 360° e sotto un’altra prospettiva: mettere a nudo le caratteristiche dei protagonisti. Imita, tra gli altri, Roberto Mancini e Mario Balotelli e in questa esclusiva intervista rilasciata alla redazione di LazioPress.it Gianfranco Butinar ci racconta dei suoi prossimi progetti. E anche delle aspettative e delle sue riflessioni sui temi più scottanti della settimana senza SerieA.

Con le tue imitazioni non lasci scampo neanche a Roberto Mancini. Contro la Bosnia l’Italia ha conquistato la decima vittoria consecutiva. Superata la storia Pozzo come miglior serie della storia azzurra, dove può arrivare questa delegazione ad Euro2020?

“Sono amico di Roberto e, anche mettendo da parte il sentimento dell’amicizia, è veramente una gran cosa quello che sta facendo. Ha portato freschezza, gioventù, idea di calcio… e quasi il 70% di possesso palla nella maggior parte delle partite: il record ne è una conseguenza naturale. Secondo me è il più bravo di tutti, e lo dico da quando allenava la Lazio. Al prossimo Europeo può arrivare fino a giocarsela con tutte: è la speranza degli italiani”.

Daresti più spazio ad Immobile e credi sia l’attaccante italiano più forte in stagione?
“I numeri parlano, Immobile deve solo continuare a fare tanti gol. Sarà sicuramente utile e determinante per l’Italia, nonostante un contesto chiaramente diverso anche tatticamente rispetto alla Lazio, per come giocano le due squadre”.

Balotelli si o Balotelli no?
“Balotelli si, ma dipende da lui. Nessun allenatore lo conosce meglio di Roberto e sa quanto può dare potenzialmente. Ma l’ultima grande stagione di Mario è ormai troppo vecchia, a 29 anni col Milan che conquista la qualificazione in Champions; poi troppe apparizioni per uno del suo livello. Per questo dico che, proprio in un periodo in cui dopo Belotti e Immobile c’è il vuoto in Italia, dipende solo da lui. Ma deve fare in fretta”.

Quanto e come può influire tutta la situazione legata ai cori negli stadi?
“Non credo influisca più di tanto: le scelte sono tecniche. Dipenderà da cosa e come farà Mario da qui alla prossima primavera”.

Quale pensi possa essere la soluzione e fin dove credi si arriverà di questo passo?
“Non si finirà mai di parlarne, come di violenza, politica e buche; sono argomenti spesso tristi, che sono sociali e più importanti del calcio. Vanno combattuti senza strumentalizzare: servono i fatti”.

Da tifoso interista, cosa pensi dell’atteggiamento di Conte in merito al progetto societario?
“Penso che sia un metodo paraculo per farsi prendere tre giocatori a gennaio e non due. Secondo me ha sbagliato a fare quella sfuriata, sarebbe stato meglio un mea culpa perché in realtà, secondo me, loro sono entrati in campo per amministrare e in Champions a questi livelli è rischioso. Fosse stato un problema di squadra satura o stanca non avrebbe fatto il forcing per cercare di raddrizzare la partita sotto 3-2. Conte sta facendo molto bene in campionato ed è un grande professionista: pensa come pochi altri al curriculum, ma non deve passare che quando l’Inter vince è merito suo mentre quando perde è per gli errori di programmazione della società”.

A proposito di progetti, quali sono quelli di Gianfranco Butinar?
“Il mio progetto è portare avanti quattro spettacoli già pronti e in calendario, e fare prima o poi qualcosa in televisione, che sia da presentatore o showman. Radio e teatro restano, però, le situazioni artistiche più belle e più vere, anche se mi sono divertito anche nel cinema facendo un film da protagonista.

Inter in Champions, che percorso ti aspetti al rientro dalla sosta?
“La situazione è veramente ardua, ma dipende sempre dall’Inter. E’ fondamentale vincere a Praga e aspettare quello che succederà tra Barcellona e Dortmund per giocarsi poi tutto all’ultima partita. Difficile ma non impossibile”.

In campionato resta la sola forza capace di contrastare il dominio della Juventus?
“Secondo me l’unica forza che rimane in grado di contrastare la Juventus, è la Juventus stessa! Finora ci sta riuscendo anche grazie all’ottimo rendimento dell’Inter. Penso e lo dimostrano i fatti che quando vuol vincere e decidere la Juve lo faccia con autorevolezza. Non mi convince Sarri: avesse giocato Allegri come i primi due mesi di questa stagione ci sarebbero state polemiche sul poco spettacolo offerto. E mi sembra sia cambiato davvero ben poco”.

Al terzo posto c’è la Lazio: ti sorprende la squadra di Inzaghi?
“Non mi sorprende la Lazio perché è un’ottima squadra, e poi con Napoli e Milan deficitarie, l’Atalanta col doppio impegno e la nuova Roma bisogna prendere quest’anno non solo gli elogi ma anche la qualificazione in Champions”.

Che giocatore compreresti dalla Lazio e perchè?
“Dalla Lazio prenderei alcuni giocatori molto forti o di prospettiva come Correa, e magari un Acerbi nel pieno della maturità. Chiaro che all’Inter uno come Milinkovic Savic farebbe fare davvero il salto di qualità”.
 


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ESCLUSIVA | Pellegrini in biancoceleste, il papà: “Ha voluto fortemente la Lazio, la tifiamo da sempre. Orgoglioso della sua scelta”

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Una scelta di cuore, zero pensieri al denaro: Luca Pellegrini ha voluto la Lazio, mettendo davanti allo stipendio l’ambizione di un bambino che sognava di giocare all’Olimpico. Il difensore classe ’99 è un nuovo giocatore biancoceleste; il club laziale lo ha prelevato in prestito con diritto di riscatto dalla Juventus. Il terzino sinistro ha iniziato la stagione con la maglia dell’Eintracht Francoforte ed è approdato nella Capitale, volenteroso di essere confermato a fine campionato.

Per commentare il passaggio di Luca in biancoceleste è intervenuto in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it il papà Mauro, che non nasconde l’emozione: “Il mio commento non può che essere di un entusiasmo infinito…. noi siamo una famiglia di laziali da sempre. Luca ha fatto un gesto d’amore incredibile nei confronti della Lazio. Ha rinunciato a molto da un punto di vista economico, io da genitore non posso che essere felice della scelta di mio figlio, dei valori e dei principi che ha messo prima dei suoi interessi economici. E non lo dico tanto per dire. La qualità della vita vale più di qualsiasi cifra. E per lui andare nella sua squadra del cuore è il massimo. Ora per lui sarà felicità pura giocare al calcio. Aggiungere altro è superfluo. Ha voluto fortissimamente la Lazio“.

 


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