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CorSera | Ciro meglio del super trio Juventus

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Avete presente Ronaldo, Higuain e Dybala, la loro classe, la loro fama, anche i loro ingaggi? Ciro Immobile ha segnato di più. E non più di ciascuno dei tre campioni della Juve presi singolarmente, ma di tutti quanti messi assieme: 15 gol contro 13 (5 Cristiano, 4 a testa i due argentini). Visto che tra meno di due settimane la Lazio sfiderà proprio i bianconeri in campionato, questo è un buon punto di partenza per affrontare il confronto–che si ripeterà il 22 dicembre a Riad, in palio la Supercoppa italiana – con un po’ di fiducia aggiuntiva. La rete che Immobile ha realizzato al Sassuolo dà ulteriore consistenza a un percorso personale che finora è stato impressionante, al punto che in Europa un solo attaccante ha fatto meglio di lui: Lewandowski, centravanti del Bayern, il quale in Bundesliga è arrivato a 16. Così Ciro è al terzo posto nella classifica della Scarpa d’oro, che tiene conto anche della difficoltà dei vari tornei nazionali: in testa c’è ovviamente il polacco di Monaco a quota 32 punti (2 per ogni gol), al secondo tal Erik Sorga a 31 (è un giovane attaccante del Flora Tallinn il quale ha realizzato appunto 31 reti in Estonia, ma il campionato è già finito e non potrà andare oltre), quindi il laziale a 30, sull’ultimo gradino del podio ma in procinto di salire ancora. Staccati tutti gli altri, a cominciare da Werner e Vardy che sono a 24. Immobile ha nel mirino altri record: le 11 giornate consecutive nelle quali sono andati in gol Batistuta e Quagliarella (lui è a 8) e, guardando più lontano, le 36 reti in A di Higuain ai tempi del Napoli, oltre al terzo titolo di capocannoniere (solo Nordahl ne ha conquistati di più, cinque). Ma l’aspetto più importante di tutti questi numeri strabilianti è che, grazie alle prodezze del centravanti, la Lazio è volata da sola al terzo posto in classifica, staccando anche il Cagliari che ieri ha pareggiato a Lecce. Mai come stavolta si ha la sensazione che i biancocelesti abbiano la possibilità di raggiungere quella Champions che Lotito ha posto come obiettivo imprescindibile per definire positiva la stagione della squadra di Inzaghi. CorriereDellaSera

 


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Il Tempo | Processo Lazio

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Intervallo, più che una pausa, è quasi la fine della partita. La Lazio crolla nel secondo tempo: fosse solo per i primi 45′ avrebbe già mezza Champions in tasca. Con quelli contro il Verona sono diventati 17 i punti persi da posizione di vantaggio. E ancora una volta contro una ‘piccola’ della Seria A. Con le squadre che occupano attualmente tra l’undicesima e la ventesima posizione, i biancocelesti hanno ottenuto appena 21 punti, solo tre in più rispetto a quelli messi in cassaforte con le prime dieci della classe. Sarebbero bastate un pizzico di attenzione in più e maggiore cattiveria agonistica per portare in porto determinate sfide (vedi i quattro punti gettati alle ortiche contro le ultime tre).

Il problema principale continua a essere l’abisso nel rendimento tra primo tempo e ripresa. Dei 17 gol subiti, addirittura 14 sono stati incassati nella seconda parte di gara (solo Bologna, Napoli e Juve hanno bucato la Lazio nei primi 45′). Una situazione che si è accentuata nel 2023 visto che contro Lecce, Empoli, Fiorentina e Verona sono stati buttati via 9 punti. Un tesoretto enorme visto che la lotta Champions sempre più serrata e qualsiasi passo falso può avvantaggiare una rivale. Non è finita qui perché dalla gara con l’Inter in poi la squadra di Sarri non ha più vinto quando ha subito gol. In un momento così delicato del campionato non si può parlare di dettagli. Ecco perché, al netto di qualche decisione discutibile da parte di Sarri (vedi i soli due cambi contro l’Hellas), la società ha dimostrato di stare apertamente dalla parte dell’allenatore. Adesso sono i giocatori a salire sul banco degli imputati per le prestazioni troppo altalenanti. Il presidente Claudio Lotito e il diesse Tare si aspettano una reazione immediata già dalla sfida di sabato contro l’Atalanta. Dal punto di vista del tecnico, il problema è principalmente mentale. «Lavorare su queste cose non è semplice, parliamo di risvolti mentali che non coinvolgono un giocatore ma venticinque teste. Sarebbe un’impresa ardua anche per lo psicologo più affermato d’Europa, stiamo cercando di prenderne atto che sarebbe già qualcosa di importante», un concetto che Sarri ha ribadito più di una volta. È altrettanto evidente che ci sia qualcosa anche sotto l’aspetto della preparazione atletica e della condizione fisica. In tanti sono stati spremuti per mancanza di alternative, impensabile continuare così per i prossimi mesi. In vista del match contro i bergamaschi, in programma sabato 11 febbraio allo Stadio Olimpico di Roma, si aggiunge il pericolo cartellini. I diffidati in casa Lazio infatti sono tre: Casale, Cataldi e Marusic. In caso di ammonizione non sarebbero a disposizione per la gara contro la Salernitana, valida per la 23esima giornata. Il Tempo/Daniele Rocca

 


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