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Lazio-Udinese nel segno di Klose e Di Natale: più di due calciatori

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Lazio-Udinese, una gara che evoca il passato, soprattutto richiama i nomi di grandi uomini, di chi in un modo o nell’altro ha fatto la storia. Due giocatori che con i loro gol, il loro carisma e la loro correttezza  sono entrati nel cuore dei tifosi e del calcio. Una data li accomuna: 15 Maggio 2016, entrambi si ritirarono dal calcio giocato proprio quel giorno. Allo Stadio Olimpico di Roma durante il match Lazio-Fiorentina, Miroslav Klose giocava la sua ultima partita in assoluto, concludendo la sua carriera con l’aquila sul petto. Il risultato di quella gara non è stato esaltante, ma ai tifosi regalò almeno un ultimo gol su calcio di rigore. Più a nord dell’Italia, alla Dacia Arena, alla stessa ora, si affrontavano invece Udinese-Carpi, e Antonio Di Natale disputava l’ultima partita della sua carriera. La partita non finì con un risultato soddisfacente, i bianconeri persero per 1-2, ma Antonio proprio come Klose segnò il suo ultimo gol su calcio di rigore.

CARRIERA 

Da una parte 171 presenze e 63 reti per “Il Pescatore di Gol” Miro Klose con la maglia biancoceleste dal 2011 al 2016. Dall’altra invece 446 presenze e 227 reti per “Totò” Di Natale con la maglia dell’Udinese per ben 12 anni  (2004-2016). Stagioni per entrambi condite da grandi gol e prestazioni sempre al top. Numeri quasi alla pari se invece contiamo le reti e le presenze totali in carriera: 683 presenze e 268 gol per Klose, mentre 686 presenze e 300 gol per Di Natale. Nella loro carriera hanno stabilito alcuni record, che permettono loro di essere ricordati per sempre nella storia della Serie A e di tutto il calcio.

MIRO KLOSE

Il biancoceleste ha fatto la storia non solo a Roma ma anche con la sua Nazionale. Proprio da quest’ultima si può iniziare: il bomber tedesco nei Mondiali del 2014 diventa il giocatore più prolifico della storia dei Mondiali, staccando Ronaldo (il Fenomeno), raggiungendo quota 16 gol. In Serie A ha fatto volare la Lazio con i suoi gol, soprattutto nella stagione 2014-2015 sotto la guida di Stefano Pioli. Una Lazio strabiliante che a suon di gol scalava la classifica, gol soprattutto suoi. Uno in particolare viene ricordato: il 31 Maggio 2015 mette a segno il gol del 2-4 nella gara contro il Napoli al San Paolo, match che porterà i biancocelesti a ritornare in Champions League dopo 8 lunghi anni. In più con questo gol raggiunge la decima posizione, a pari merito con Simone Inzaghi, tra i calciatori ad aver segnato più reti con la maglia della Lazio. Il 13 Marzo 2016 stabilisce un ultimo record. Durante il match contro l’Atalanta mette a segno una doppietta che gli permette di diventare lo straniero biancoceleste che ha realizzato più reti nei campionati italiani.

TOTO’ DI NATALE

Nato a Napoli il 13 ottobre 1977, Antonio Di Natale ha fatto la storia della Serie A, battendo moltissimi record contro grandi campioni come Baggio. Con lui l’Udinese ha raggiunto l’apice della sua storia, portandola in alto nelle classifiche e facendola conoscere al calcio internazionale. Il 31 Agosto del 2004 firma con il club friulano, in quell’anno la squadra raggiunge il quarto posto e per la prima volta approda in Champions League. Comincia a stabilire i primi record dalla stagione 2009-2010, supera il primato di reti di Bettini e taglia il traguardo delle 100 marcature in A. Il 23 Ottobre del 2011, grazie ai suoi numerosissimi gol l’Udinese raggiunge per due anni di fila i preliminari di Champions League. Ma non è ancora abbastanza, Di Natale vuole ancora di più, ha tanto da dare nonostante i suoi 37 anni ormai. Nella stagione 2014-2015 taglia un grandissimo traguardo: le 400 presenze e le 200 reti in Serie A. Il 3 maggio 2015 supera Roberto Baggio per numero di gol in Serie A, con un fantastico colpo di tacco. Un calciatore strabiliante che è riuscito in tutta la sua carriera a mettere a segno record su record, senza mai fermarsi. Un animo buono, ma competitivo e da cui prendere esempio, per la sua voglia e la sua grinta.

PIU’ CHE GIOCATORI 

Miro Klose e Totò Di Natale sono stati, non solo per i rispettivi club, ma per tutto il calcio degli esempi di calciatori ma soprattutto di uomini. Uomini con dei valori, con uno spirito calcistico raro da trovare, con una grinta e voglia di migliorarsi continua. Per i loro club hanno dato tanto, anzi tutto, hanno continuato a giocare fino a 38 anni senza mai accennare la stanchezza o i segni dell’età. Hanno dato sul campo sempre il 100%, continuando a stabilire record e numeri da veri bomber. In un match contro il Napoli, il centravanti Miro Klose diede prova della sua correttezza e di quanto i valori contassero più di un gol. In quella gara segna una rete di mano nei primi minuti, ma subito confessa. L’arbitro Luca Banti dopo aver convalidato il gol e ascoltato il giocatore decide di annullarlo. Questo gesto è stato in seguito elogiato dal presidente della FIFA Joseph Blatter. E pensare che in quegli anni la VAR non esisteva ancora.

 


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