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Manfredini: “Con Immobile la Lazio parte sempre 1-0. Mi aspetto la solita Juventus”

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La sfida tra Lazio e Juventus come un viatico Champions importante per i biancocelesti che non vogliono accontentarsi e proveranno a gettare un occhio verso la testa della classifica. Per presentare la sfida, ai microfoni di TuttoJuve.com, ha parlato l’ex laziale Christian Manfredini: ” La sfida di sabato potrebbe rappresentare la volta giusta per la Lazio per dimostrare che è diventata grande. In questi anni lo staff e i calciatori hanno lavorato benissimo. Il piazzamento raggiunto è sempre in Europa e in più occasioni ha sfiorato la Champions e nell’ultimo anno ha vinto la Coppa Italia. Dopo tanti successi, la Lazio ospita la formazione più forte degli ultimi otto anni e può provare davvero a fare il colpaccio. È lecito sognare qualcosa in più. La differenza tra la Lazio passata e quella presente è data da un calciatore come Immobile capace di realizzare 17 gol in 14 partite, ciò significa sempre partire da 1-0 per la squadra. Se non ci fossero stati i suoi gol, la Lazio non sarebbe in questa posizione. Immobile è fantastico, Correa sta giocando bene così come tutta la squadra e così si stanno raccogliendo i frutti. E’ un po’ l’esempio di Ronaldo con il Real Madrid: con lui i Blancos erano straripanti, senza di lui non lo sono più. Vale un po’ lo stesso discorso per Immobile e la Lazio, è lui il trascinatore che può far fare quel qualcosa in più. Sabato mi aspetto la solita Juventus, il pari con il Sassuolo è da prendere con le molle: Buffon ha fatto un errore che non commette mai, Turati ha parato l’impossibile contro il tridente d’attacco. Per ottenere il pareggio, la squadra emiliana doveva avere molta fortuna e fare il match della vita, ci è riuscita benissimo. I bianconeri, in ogni caso, sono sul pezzo ed in rosa hanno giocatori straordinari capaci di decidere la partita in ogni istante. Sarri ritengo un ottimo allenatore, la mia non è un’ una analisi soggettiva ma è data dai risultati ottenuti fino ad adesso che sono tutti straordinari. Ha fatto una gavetta molto lunga, è giunto tardi nel grande calcio ma si è costruito pian piano senza aiuti esterni. Ha fatto bene con il Napoli, ha vinto in Inghilterra e a Torino sta avendo un po’ più difficoltà ad imprimere il proprio gioco, ma è anche fisiologico e ci vuole un po’ di tempo. Quello in arrivo sarà un turno apertissimo, la Juve può battere tranquillamente la Lazio e la Roma che sta facendo bene può stoppare l’Inter. E’ un pronostico aperto ad ogni tipo di risultato“.

 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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