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Lazio, Lotito: “Scudetto? Dico no ai voli pindarici. Milinkovic è un patrimonio”

silviaaldi@libero.it'

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Il patron biancoceleste Claudio Lotito è intervenuto questa sera, in collegamento video, a Tiki Taka su Canale 5 per commentare la vittoria di ieri contro la Juventus : “La squadra ha una condizione atletico-agonistica molto buona e un bel gruppo compatto. Le partite si vincono con umiltà, sacrificio, determinazione e furore agonistico. Ieri la squadra è stata determinata fino alla fine. Le vittorie sono di tutti, come le sconfitte. Abbiamo creato questo gruppo forte e coeso, dove io intervengo ogni tanto, sempre d’accordo con l’allenatore per responsabilizzare i ragazzi. Non c’è neanche bisogno in realtà perché sono bravi e hanno un atteggiamento positivo. Vanno solo mostrati quelli che sono i rischi e le problematiche. Se la squadra perde è anche colpa mia, se vince c’è il mio contributo. Scudetto? Non facciamo voli pindarici. Non ci appartengono. Il nostro schema è semplice: andare avanti partita dopo partita, con umiltà e spirito di gruppo, mantenendo questa compattezza che passa dallo spogliatoio ai tifosi, che sono il nostro dodicesimo uomo in campo. Ieri abbiamo avuto un sostegno importante”.

STADIO –Siccome ho fatto spesso l’apripista, vediamo come andrà. Mi pare di capire che le situazioni che io prospettai 15 anni sarebbero stati di grande vantaggio per la città, e che invece furono criticate anche per la location“.

MERCATO – Rinforzare significa svilire le qualità di quelli che abbiamo, e che ad oggi stanno facendo bene. Ricordo che su alcuni giocatori come Correa e Caicedo, due anni fa, si dicevano certe cose… Chi è straniero necessita tempo di adattamento. Luis Alberto oggi è osannato per le qualità, ed in passato era criticato. Non colleziono le figurine Panini. La fortuna di questa squadra si è costruita anche grazie al centro sportivo“.

Non siamo al supermercato, al compra uno paga due… Milinkovic è un patrimonio, è contento di stare alla Lazio e nessuno l’ha messo mai in vendita“, è la risposta di Lotito alla domanda di Wanda Nara sul costo di Milinkovic
 
 
 


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CorSera | Lazio, adesso è l’attacco il reparto che “preoccupa” Sarri

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Strano ma vero, il reparto che più preoccupazioni sta dando a Maurizio Sarri è quel- lo che è cambiato meno. L’estate di rivoluzione della Lazio sul mercato – ieri visite mediche, firma sul contratto e ufficialità dell’ingaggio di Provedel – non ha riguardato l’attacco: eppure, lì davanti, si è visto poco di quello che l’allenatore avrebbe voluto. Il tempo stringe: tra cinque giorni si va in campo contro il Bologna e il ritmo troppo basso visto negli ultimi tre test (quelli veri, contro Genoa, Qatar e Valladolid) dovrà obbligatoriamente alzarsi, per tenere la media delle prime partite dello scorso campionato, quando la Lazio contro Empoli e Spezia segnò 9 gol in 180 minuti. Negli ultimi 270 di amichevoli, invece, ne è arrivato uno solo: per quanto bello, quello di Immobile su assist di Milinkovic-Savic al Genoa, troppo poco. E troppo macchinosa è sembrata la Lazio negli ultimi 30 metri anche sabato scorso in Spagna: Sarri pretende qualcosa in più e qualcosa di diverso anche nel servire gli attaccanti, visto che lo scorso anno in serie A solo l’Inter ha segnato più dei biancocelesti.

Ciro Immobile deve ancora carburare e, alle sue spalle, Cancellieri sta rubando con gli occhi i segreti per fare il centravanti, visto che ultimamente a Verona e in Nazionale aveva fatto sempre l’esterno, ma non gli si può ancora chiedere di più. A proposito di esterni, Sarri si aspetta qualcosa in più anche da Zaccagni, che dopo la proposta di matrimonio fatta alla compa- gna – l’influencer Chiara Nasti – dovrà tornare in fretta quello dello scorso anno. L’ex Verona, dei quattro «laterali» nel 4-3-3 di Sarri, è quello più indietro, anche se qualche segnale si è visto a Valladolid, quando Zaccagni è entrato al posto di Pedro che aveva subito un pestone alla caviglia nei primi minuti. Non dovrebbe trattarsi di nulla di grave: lo spagnolo,capocannoniere della pre-season, è pronto a riprendersi il suo posto a sinistra, ma in ogni caso Zaccagni avrebbe un bel ricordo del Bologna, avendogli segnato nel febbraio scorso la sua prima doppietta in biancoceleste. Ha bei ricordi degli emiliani anche Luis Alberto, che fece gol ai rossoblù nel celebre precedente del febbraio 2020, quello che permise alla Lazio di andare in testa alla classifica, pochi giorni prima della sospensione del campionato per la pandemia. I tempi sono cambiati: oggi, lo spagnolo dovrebbe riaggregarsi al gruppo dopo aver saltato l’amichevole di Valladolid, e non è da escludere che possa esserci un confronto anche con Sarri e con la società. Ieri, tra l’altro, il Siviglia ha ufficializzato Isco dopo le visite mediche usando sui social la bacchetta e la parola «mago»: per far sì che anche Luis Alberto possa raggiungere Siviglia, ora serve giusto una magia. CorriereDellaSera

 
 
 
 


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