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Il Messaggero | Lazio, D’Angelo: “Giusto far pagare gli ultrà, così tuteliamo la tifoseria sana”

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“Siamo stati i primi in Italia e di questo siamo orgogliosi. Un provvedimento unico nella storia del nostro calcio. Ma voglio sottolineare che la nostra azione è per difendere la tifoseria sana. Noi rispettiamo i nostri tifosi e vogliamo difenderli. Dobbiamo tutelarli da quelle frange che invece non vogliono il bene della Lazio. E che anzi danneggiano il resto del tifo biancoceleste che è sano» spiega Nicolò D’Angelo, ex prefetto di Roma e attuale security manager del club di Claudio Lotito. La Lazio è il primo club in Italia ad aver chiesto i danni ai tifosi che con il loro comportamento hanno danneggiato l’immagine del club. Nei giorni scorsi il patron biancoceleste ha inviato delle lettere ai responsabili del saluto romano fatto nella gara di Europa League del 3 ottobre scorso contro il Rennes. Il comportamento da parte di sedici persone che è costato alla Lazio la chiusura per un turno della curva Nord, dei distinti oltre a 20 mila euro di multa. E così Lotito dalle parole è passato ai fatti attuando quella tolleranza zero e quel chi sbaglia paga minacciato già nei mesi scorsi”.
Un passo molto importante. Avete avuto già dei riscontri da parte delle altre società?
“Ancora no, ma siamo certi che il nostro esempio verrà seguito da tutte le altre società di serie A. I club oltre a tutelare la propria immagine devono svolgere anche un ruolo attivo facendo da barriera contro questi soggetti che puntano, con i loro atteggiamenti, solo a danneggiare lo spettacolo”.

In Italia si fa sempre un gran parlare. Punta il dito contro il razzismo e la violenza nel calcio ma poi dalle parole non si passa mai ai fatti. Voi invece state andando controtendenza.
“Sì, spesso si parla tanto e si fa troppo poco per debellare questi fenomeni. Noi invece abbiamo dichiarato il nostro intento e abbiamo agito appena abbiamo avuto l’occasione per farlo”.
Un atteggiamento che a Nyon avranno apprezzato molto.
“La Lazio ha una pessima fama al livello europeo. Immagine sporcata negli anni passati con comportamenti razzisti reiterati nel tempo da parte di queste frange estreme che fanno parte della nostra tifoseria. Abbiamo deciso di intraprendere questa strada proprio per salvaguardarci anche in futuro”.
Colpire nel portafoglio pensa che sia il modo più efficace?
“Ho sempre pensato che andare a colpire i colpevoli con misure patrimoniali rappresenti un grosso deterrente. Quando ero in Polizia dicevo sempre: “Un delinquente senza soldi è meno pericoloso di uno con i soldi”. Ecco facendo i dovuti paragoni è questo il ragionamento che si è fatto. Non dico che chi si è macchiato del gesto del saluto romano sia un delinquente però credo fermamente che colpirli nelle tasche sia più efficace di altre misure. La speranza è che anche gli altri ci seguano e che soprattutto che venga fissato un aspetto giuridico per questi aspetti: risarcimento danni”.
Importante è anche la collaborazione con le forze dell’ordine e con il resto della tifoseria.
“Assolutamente. Deve esserci una sicurezza partecipata con la Polizia. Anche il resto dei tifosi, con il loro comportamento, devono dissociarsi da chi sbaglia. Tutto questo serve a dimostrare che la società è parte attiva nella lotta al razzismo e alla violenza. Serve a evitare altre multe e altre sanzioni. Il codice etico è la strada maestra che bisogna seguire”.
A che punto siete con il percorso che avete intrapreso?
“Direi molto avanti. Abbiamo ancora molte iniziative in cantiere che coinvolgeranno tutta la tifoseria. Dobbiamo far sì che s’inneschi un circuito virtuoso e non vizioso”.

 


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Il Tempo | Processo Lazio

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Intervallo, più che una pausa, è quasi la fine della partita. La Lazio crolla nel secondo tempo: fosse solo per i primi 45′ avrebbe già mezza Champions in tasca. Con quelli contro il Verona sono diventati 17 i punti persi da posizione di vantaggio. E ancora una volta contro una ‘piccola’ della Seria A. Con le squadre che occupano attualmente tra l’undicesima e la ventesima posizione, i biancocelesti hanno ottenuto appena 21 punti, solo tre in più rispetto a quelli messi in cassaforte con le prime dieci della classe. Sarebbero bastate un pizzico di attenzione in più e maggiore cattiveria agonistica per portare in porto determinate sfide (vedi i quattro punti gettati alle ortiche contro le ultime tre).

Il problema principale continua a essere l’abisso nel rendimento tra primo tempo e ripresa. Dei 17 gol subiti, addirittura 14 sono stati incassati nella seconda parte di gara (solo Bologna, Napoli e Juve hanno bucato la Lazio nei primi 45′). Una situazione che si è accentuata nel 2023 visto che contro Lecce, Empoli, Fiorentina e Verona sono stati buttati via 9 punti. Un tesoretto enorme visto che la lotta Champions sempre più serrata e qualsiasi passo falso può avvantaggiare una rivale. Non è finita qui perché dalla gara con l’Inter in poi la squadra di Sarri non ha più vinto quando ha subito gol. In un momento così delicato del campionato non si può parlare di dettagli. Ecco perché, al netto di qualche decisione discutibile da parte di Sarri (vedi i soli due cambi contro l’Hellas), la società ha dimostrato di stare apertamente dalla parte dell’allenatore. Adesso sono i giocatori a salire sul banco degli imputati per le prestazioni troppo altalenanti. Il presidente Claudio Lotito e il diesse Tare si aspettano una reazione immediata già dalla sfida di sabato contro l’Atalanta. Dal punto di vista del tecnico, il problema è principalmente mentale. «Lavorare su queste cose non è semplice, parliamo di risvolti mentali che non coinvolgono un giocatore ma venticinque teste. Sarebbe un’impresa ardua anche per lo psicologo più affermato d’Europa, stiamo cercando di prenderne atto che sarebbe già qualcosa di importante», un concetto che Sarri ha ribadito più di una volta. È altrettanto evidente che ci sia qualcosa anche sotto l’aspetto della preparazione atletica e della condizione fisica. In tanti sono stati spremuti per mancanza di alternative, impensabile continuare così per i prossimi mesi. In vista del match contro i bergamaschi, in programma sabato 11 febbraio allo Stadio Olimpico di Roma, si aggiunge il pericolo cartellini. I diffidati in casa Lazio infatti sono tre: Casale, Cataldi e Marusic. In caso di ammonizione non sarebbero a disposizione per la gara contro la Salernitana, valida per la 23esima giornata. Il Tempo/Daniele Rocca

 


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