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ESCLUSIVA | Manila Nazzaro: “Derby? Si vince con la testa, non con i piedi. Questa squadra può puntare al famoso obiettivo”

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Grandissima tifosa biancoceleste, conduttrice Tv e radiofonica ed ex Miss Italia, questa è Manila Nazzaro. Foggiana DOC ma con la grande passione per i colori biancocelesti e sempre più un simbolo di lazialità. Non perde mai occasione per mostrare a tutti l’amore per la Prima Squadra della Capitale. In vista della partita più attesa dell’anno, il derby Roma-Lazio, la redazione di LazioPress.it ha intervistato in esclusiva Manila Nazzaro.

Foggiana, ma con il cuore biancoceleste. Come è nata questa tua passione?

“Non ho mai capito fino in fondo il perché di questa mia passione. E’ nata fin da piccola, ho seguito mio fratello che è sempre stato laziale. La cosa è curiosa perché casa mia si affaccia proprio sullo Stadio del Foggia, però la camera di mio fratello è sempre stata tappezzata di sciarpe della Lazio. Ho sempre chiesto il perché lui avesse tutte queste sciarpe e mi diceva che era la squadra più bella e con dei colori magnifici. In più io ho vissuto negli anni in cui il Foggia era al massimo, ma in realtà sotto sotto ho sempre tifato Lazio. Anche ad esempio quando il mio ex marito, che giocava nella Reggina, segnava alla Lazio io mi arrabbiavo molto perché era l’unica squadra a cui non doveva segnare. Una passione nata quindi dalla mia famiglia, fino a quando poi nel ’99 mi sono trasferita a Roma e ho vissuto gli anni gloriosi della storia biancoceleste e lì ho avuto la consacrazione”.

Adesso sono 11 le vittorie consecutive, Inzaghi macina record, dove pensi possa arrivare questa Lazio?

“Innanzitutto prendiamo positivamente l’uscita dalla Coppa Italia, adesso abbiamo modo di concentrarci unicamente sul campionato. Dobbiamo puntare a quel famoso obiettivo, che però per scaramanzia meglio non nominare, ma in realtà credo sia alla portata di questa squadra e lo ha dimostrato. Questa è una rosa che è costata un decimo rispetto a quella della Juve e nonostante questo è riuscita a batterla per ben due volte. La differenza sta nella panchina chiaramente, però con la testa giusta e un pizzico di fortuna ce la possiamo fare. Sappiamo bene comunque che nel gioco del calcio la fortuna spesso gioca brutti e belli scherzi a seconda dei casi, l’importante è metterci la testa. Il gruppo lo vedo compatto e ho notato anche un’atmosfera diversa rispetto agli anni scorsi. C’è molta serenità tra i ragazzi e soprattutto un forte base solida data dalla società negli anni. In più questa è una squadra allenata da un grandissimo allenatore, su cui la società ha fatto bene a credere e che ha dimostrato di non essere da meno dei migliori allenatori nel mondo. Questa è una squadra che ci ha creduto, non ha fatto miracoli. Ha dimostrato che fare gruppo porta a dei risultati”.  

Domenica ci aspetta il derby, che partita è e soprattutto come la vivi?

Il derby va al di là di tutto, è una partita a parte. E’ quasi un altro campionato. Sulla carta noi ci possiamo credere e siamo al massimo, dall’altra invece c’è una squadra in difficoltà, ma il derby è un’altra cosa tutto questo si resetta. Si gioca senza pensare a ciò che è stato dalla partita prima. Il derby è diverso e infatti si vince più con la testa che con i piedi. Noi incrociamo le dita, la squadra c’è e lo ha dimostrato però lo deve dimostrare ancora e nella partita psicologicamente più difficile per noi. Prima del derby non voglio sentire niente e nessuno. Nella radio dove lavoro siamo in tre ad essere tifosi della Lazio, tutti gli altri sono romanisti, e già cominciano dalla settimana prima con parole, battute e sfottò. Io quando arrivo dico subito che non voglio sentire nemmeno una parola sul derby, se ne riparla direttamente a cose fatte. La mia tecnica è il mutismo, e non solo di persona ma anche sui social. Fino a dopo derby non twitto, non posto, non faccio nulla. Per me è una sorta di preparazione. La partita poi me la godrò a casa. A me piace andare allo stadio, ma il derby meglio a casa, sono troppo passionale e mi accendo facilmente quindi meglio stare a casa”.

Si è parlato spesso di ‘fortuna’ dopo le ultime vittorie della Lazio, credi sia così o questa squadra ha trovata invece la giusta maturità?

“Non credo che battere la Juve due volte a distanza di quindici giorni possa essere chiamata fortuna. Parlando di numeri, la Lazio ha vinto spesso all’ultimo magari con un pizzico di fortuna, ma poi l’abbiamo avuta anche contro ad esempio a Napoli. A calcio si vince con preparazione, testa, piedi , cuore e anche un po’ di fortuna, ma non è solo quello che fa la differenza. Ciò che fa differenza è sempre la testa, la fortuna aiuta, sia nello sport che nella vita ma non si vince solo con la fortuna. Il nostro è un ‘Non mollare Mai’, il gruppo rimane unito e coeso e fino all’ultimo ci prova anche se mancano 30 secondi”. 

Roma e Lazio si giocano tanto in questo derby, cosa farà la differenza?

“Domenica ci si gioca anche la consapevolezza: per la Lazio di puntare a certi obiettivi e per la Roma di recuperare da questo periodo non proprio idilliaco, hanno bisogno di punti. L’ho già detto ma lo ripeto, il derby si gioca con la testa e questa farà la differenza. Se i ragazzi continuano a mantenere la testa che hanno avuto fino ad oggi faremo la differenza. In ogni caso se la fortuna ci volesse assistere noi siamo qui, accettiamo senza problemi”. 

Cosa ti fa emozionare di più di questa Lazio?

“E’ la Curva. Quest’anno è bellissima, un qualcosa di emozionante. Ciò che infatti mi mancherà in questo derby è non potermi godere la Curva Nord dal vivo. Lotito ad inizio campionato si era un po’ lamentato per la poca presenza, ma credo che ora qualcosa sia cambiato. Sarà ciò che mi mancherà di più nel derby, ma attrezzerò la mia piccola ‘Curva’ a casa”. 

Che rapporto hanno invece i tuoi figli con i colori biancocelesti? Stai cercando di trasmettere loro questa passione, di madre in figlio? 

“Nel mio caso è proprio di madre in figlio. Il grande quando è arrivato a Roma era juventino, un po’ per colpa anche degli amici. In un periodo invece ha rischiato, stava diventando romanista perché nelle scuole romane di solito su 20 bambini soltanto 2 sono laziali e gli altri tifano Roma. Però poi sono riuscita a farlo innamorare subito della Lazio, iscrivendolo nelle giovanili ed ora sta nell’Under 14. Il più piccolo invece mi dice che vuole bene alla Lazio solo per non fare un torto a me, però mi dispiace dirlo ma è juventino. L’importante è che non tifi per chi si trova dall’altra parte del Tevere. E’ comunque molto piccolo, quindi ho un po’ di tempo”. 

  


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ESCLUSIVA | Lazio-Fiorentina, il doppio ex Calisti: “Se la mentalità sarà la stessa vista contro il Milan, non ci sarà partita. Difficile trovare un giocatore non in forma”

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A pochi giorni di distanza dallo splendido successo ottenuto in casa contro il Milan per 4-0, la Lazio si prepara ad affrontare un’altra sfida insidiosa. Domenica allo Stadio Olimpico alle ore 18:00, ci sarà la Fiorentina, squadra reduce da due sconfitte consecutive in campionato contro la Roma in trasferta e il Torino in casa. I viola di Italiano avranno dunque voglia di riscatto e cercheranno di tornare al successo contro i biancocelesti che, dal canto loro, godono di un grande momento di forma dopo la vittoria contro i Campioni d’Italia. Per la squadra di Sarri però, sarà importante non prendere questa partita sottogamba, affrontandola sull’onda dell’entusiasmo. In occasione di questo importante incontro, ai microfoni di LazioPress.it è intervenuto il doppio ex di Lazio e Fiorentina Ernesto Calisti.

 

Come commenti la splendida vittoria contro il Milan?

“Facile commentare un partita del genere. È stato un bellissimo match al di là della fede laziale, un bello spot per il calcio. La Lazio è stata fantastica, forse la sua miglior partita degli ultimi 10 anni. Ha dominato in lungo e in largo un avversario che di certo vive una situazione di difficoltà, ma si è fatto caso più alla non forma del Milan che alla grandissima prestazione dei biancocelesti. C’è stata tanta e troppa Lazio per il Milan, questa è la realtà, al di là del momento dei rossoneri. Ho visto molto bene Hysaj, che nelle ultime 2/3 partite ha ritrovato la condizione ma come anche Marusic e il resto dei compagni. Paradossalmente la Lazio con Felipe Anderson lì davanti fa anche meglio. Immobile sicuramente è molto più bravo ad attaccare la profondità, sappiamo le sua qualità e quanto sia indispensabile per questa squadra, ma nel fraseggio il brasiliano ha sicuramente qualcosa in più. Speriamo comunque che Ciro possa ritornare il prima possibile, anche per far respirare Anderson che gioca praticamente sempre. È chiaro che con un Felipe così non serve affrettare i tempi di recupero, l’importante è che il capitano recuperi bene.”

In questa stagione si è vista una Lazio alternare grandissime prestazioni ad altre poco convincenti. Come ti spieghi questi alti e bassi della squadra di Sarri?

“Si tratta di cali di tensione a livello mentale, altrimenti è impossibile darsi una spiegazione. La Lazio è una squadra forte sopratutto nei titolari che può vincere con tutti, lo abbiamo visto contro Roma, Inter, Milan, Atalanta, Fiorentina. Poi quando si specchia troppo e pensa di aver già chiuso le partite va in difficoltà. Secondo me però, i primi segnali positivi di vera ripresa si erano già visti con il Bologna in Coppa Italia. Una partita giocata con attenzione, determinazione e molta pressione sull’avversario nonostante non fosse una sfida di cartello. Speriamo che ora questa squadra abbia imboccato la strada giusta e che non molli più niente. La Lazio in classifica è lì, tralasciando i punti persi con Empoli e Lecce, e se la deve giocare. L’importate è aver imparato la lezione e che Immobile venga recuperato. È chiaro che dalla Società ci si aspetta una mano se è possibile, Sarri sta facendo benissimo in quanto ha rigenerato alcuni giocatori messi un pò in disparte.”

A tuo giudizio, chi è attualmente il giocatore più in forma della Lazio?

“Difficile trovarne uno non in forma. Dietro stanno giocando tutti molto bene, come ho detto Hysaj è quello che mi ha sorpreso di più. In passato le sue prestazioni sono state spesso criticate, ora invece lo vedo davvero in piena forma ma come anche Marusic. Continua a saltarmi poi agli occhi l’utilità di Luis Alberto a centrocampo, o quella di Zaccagni in attacco. Stanno tutti molto bene, anche se mi aspetto ancora di più da Milinkovic che piano piano sta ritrovando anche lui la condizione.”

Domenica arriverà la Fiorentina all’Olimpico, che partita ti aspetti?

“Mi aspetto una gara difficile, molto dipenderà dalla Lazio. Se parte con la stessa mentalità vista contro il Milan non ci sarà partita. La Fiorentina comunque, anche se non sta vivendo un periodo felice, è una buona squadra con buone individualità: da Ikone a Bonaventura fino a Kouamé. I biancocelesti dovranno dunque stare attenti e non sottovalutare questo match, è troppo importante fare risultato pieno per la Lazio.”

Da ex difensore, come giudichi le prestazioni della coppia Casale-Romagnoli? 

“Molto bene anche loro. Grande intesa tra i due che tengono bene la linea difensiva, così come gli esterni. Casale a me piace tantissimo, un difensore se vogliamo vecchio stampo: poche chiacchiere, tanta sostanza. È molto difficile da saltare in uno contro uno, fortissimo sulle palle aeree, bravo nei contrasti, sempre attento e concentrato. Romagnoli non lo scopriamo sicuramente adesso, le sue qualità sono indiscusse.”

Il grande successo contro il Milan lancia i biancocelesti al terzo posto, pensi che la Lazio possa riuscire a mantenere questa zona di classifica fino a fine stagione?

“Secondo me si, ma dipende tutto da loro. A livello di rosa alcune squadre sono più attrezzate. La Juventus è quasi tagliata fuori dalle pretendenti, vedremo poi come andrà a finire, ma le restanti Inter, Napoli e Milan hanno sicuramente qualcosa in più della Lazio. Bisogna sperare che nessuno dei giocatori importanti si faccia male, per questo dico che la Società dovrebbe dare una mano a Sarri. Preservare tutti sarebbe un miracolo, anche perché i biancocelesti ora come ora sono un bel vedere.” 

A pochi giorni dalla fine del mercato, c’è qualcosa che sistemeresti nella rosa della Lazio?

“Serve innanzitutto un vice Immobile. Tralasciando le ottime prestazioni da punta di Felipe Anderson, ma il brasiliano serve anche e sopratutto sulla catena di destra. Quella fascia con lui, Lazzari e Milinkovic funziona benissimo e il loro fraseggio avviene quasi a memoria ormai e mette in difficoltà chiunque. Pedro sta facendo bene al suo posto, è un fuoriclasse, ma non ha la stessa età del brasiliano che può dare tanto anche in fase difensiva. Poi, se dovesse arrivate anche un terzino sinistro non sarebbe male, due nuovi innesti servirebbero eccome.”

 


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