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Briga a Laziopress: “Nostro dovere credere nello Scudetto. Cantare all’Olimpico? La vita riserva sorprese”

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“Ricordi che il mio sogno era giocare in Serie A?” Recita uno dei versi di “Ciao papà”. L’emozione che prova quando ne parla è evidente nei suoi occhi. Briga ama la sua canzone e non maschera la sua passione per il calcio, soprattutto per la Lazio. Così in occasione di Lazio-Inter, festeggerà i primi dieci anni di carriera con un’esibizione che aprirà la serata dell’Olimpico. Proprio in riferimento a questo particolare evento, il cantante romano si è concesso in esclusiva a LazioPress:

Non hai mai nascosto la fede laziale, come vivi il passaggio dalla Curva Nord al campo per cantare?

In questo momento è importante unire gli sforzi di tutti quanti. Quindi io do il mio contributo e in questo caso lo posso dare cantando sperando che sia utile al raggiungimento degli obiettivi di questa stagione che sono tutti straordinariamente importanti.

Auditorium, Ariston e ora l’Olimpico, ad inizio carriera quale ti aspettavi e quale no?

Ti posso dire che è mio costume quando inizio a fare qualcosa, sempre puntare senza presunzione ma con il lavoro e con il sacrificio ad obiettivi importanti. Sarei bugiardo nel dirti che non mi sono mai figurato platee di questo tipo, però la cosa più importante è che quando arriva devi essere pronto, perché poi io non ho mai fatto un concerto da solo all’Olimpico, non mi è mai capitato, però anche farlo in questo modo è comunque un momento importante. Addirittura, all’Olimpico prima ancora di cantarci ci ho giocato con la Nazionale Cantanti. Quindi poi la vita ti riserva delle sorprese, ti fa arrivare a dei sogni che avevi solo immaginato e anche con diverse sfumature. Devi essere bravo a cogliere il momento in cui la vita ti sta facendo un regalo, come sarà domani o come è stato in passato con la Nazionale Cantanti.

Ti esibirai in un big match che potrebbe valere il primo posto, credi nello Scudetto?

Io credo che bisogna crederci. Credo che bisogna crederci perché è nostro dovere farlo. Non c’è mai capitato di stare così attaccati alle squadre più forti e noi giochiamo bene. C’è una grandissima fiducia nell’ambiente. Secondo me è necessario credere. Non bisogna entrare in campo pensando che quello per cui abbiamo iniziato la stagione è stato già raggiunto, bisogna puntare sempre l’asticella più in alto.

Ripeteresti L’esperienza di cantare prima della partita della Lazio in futuro, ovviamente rimanendo scaramantici?

Da quando sono nato, la Lazio di fortuna ne ha avuta, ma questo non vuol dire che sia io l’amuleto ride,ndr . Però penso di essere nato nella generazione in cui la Lazio ha iniziato a fare cose importanti, quindi se la Lazio dovesse perdere non mi sentirei il responsabile scaramantico della sconfitta. Io sono sempre andato allo stadio e continuerò ad andare. Ovviamente mi auguro che non sia così, ma che sia una giornata trionfale per tutti noi laziali.

Negli ultimi tempi hai viaggiato per l’Europa con un programma TV, credi nei grandi stadi europei anche per la Lazio?

Sarebbe un suicidio, a questo punto del campionato, non andarci, dovrebbe capitare l’Apocalisse!

Il pronostico di Briga o non ti sbilanci?

No, assolutamente no! Dobbiamo giocare agguerriti, anche per cancellare quella serata del 2018 che brucia ancora tantissimo. Domani deve avere il sapore di rivincita. 


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ESCLUSIVA | Lazio-Fiorentina, il doppio ex Calisti: “Se la mentalità sarà la stessa vista contro il Milan, non ci sarà partita. Difficile trovare un giocatore non in forma”

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A pochi giorni di distanza dallo splendido successo ottenuto in casa contro il Milan per 4-0, la Lazio si prepara ad affrontare un’altra sfida insidiosa. Domenica allo Stadio Olimpico alle ore 18:00, ci sarà la Fiorentina, squadra reduce da due sconfitte consecutive in campionato contro la Roma in trasferta e il Torino in casa. I viola di Italiano avranno dunque voglia di riscatto e cercheranno di tornare al successo contro i biancocelesti che, dal canto loro, godono di un grande momento di forma dopo la vittoria contro i Campioni d’Italia. Per la squadra di Sarri però, sarà importante non prendere questa partita sottogamba, affrontandola sull’onda dell’entusiasmo. In occasione di questo importante incontro, ai microfoni di LazioPress.it è intervenuto il doppio ex di Lazio e Fiorentina Ernesto Calisti.

 

Come commenti la splendida vittoria contro il Milan?

“Facile commentare un partita del genere. È stato un bellissimo match al di là della fede laziale, un bello spot per il calcio. La Lazio è stata fantastica, forse la sua miglior partita degli ultimi 10 anni. Ha dominato in lungo e in largo un avversario che di certo vive una situazione di difficoltà, ma si è fatto caso più alla non forma del Milan che alla grandissima prestazione dei biancocelesti. C’è stata tanta e troppa Lazio per il Milan, questa è la realtà, al di là del momento dei rossoneri. Ho visto molto bene Hysaj, che nelle ultime 2/3 partite ha ritrovato la condizione ma come anche Marusic e il resto dei compagni. Paradossalmente la Lazio con Felipe Anderson lì davanti fa anche meglio. Immobile sicuramente è molto più bravo ad attaccare la profondità, sappiamo le sua qualità e quanto sia indispensabile per questa squadra, ma nel fraseggio il brasiliano ha sicuramente qualcosa in più. Speriamo comunque che Ciro possa ritornare il prima possibile, anche per far respirare Anderson che gioca praticamente sempre. È chiaro che con un Felipe così non serve affrettare i tempi di recupero, l’importante è che il capitano recuperi bene.”

In questa stagione si è vista una Lazio alternare grandissime prestazioni ad altre poco convincenti. Come ti spieghi questi alti e bassi della squadra di Sarri?

“Si tratta di cali di tensione a livello mentale, altrimenti è impossibile darsi una spiegazione. La Lazio è una squadra forte sopratutto nei titolari che può vincere con tutti, lo abbiamo visto contro Roma, Inter, Milan, Atalanta, Fiorentina. Poi quando si specchia troppo e pensa di aver già chiuso le partite va in difficoltà. Secondo me però, i primi segnali positivi di vera ripresa si erano già visti con il Bologna in Coppa Italia. Una partita giocata con attenzione, determinazione e molta pressione sull’avversario nonostante non fosse una sfida di cartello. Speriamo che ora questa squadra abbia imboccato la strada giusta e che non molli più niente. La Lazio in classifica è lì, tralasciando i punti persi con Empoli e Lecce, e se la deve giocare. L’importate è aver imparato la lezione e che Immobile venga recuperato. È chiaro che dalla Società ci si aspetta una mano se è possibile, Sarri sta facendo benissimo in quanto ha rigenerato alcuni giocatori messi un pò in disparte.”

A tuo giudizio, chi è attualmente il giocatore più in forma della Lazio?

“Difficile trovarne uno non in forma. Dietro stanno giocando tutti molto bene, come ho detto Hysaj è quello che mi ha sorpreso di più. In passato le sue prestazioni sono state spesso criticate, ora invece lo vedo davvero in piena forma ma come anche Marusic. Continua a saltarmi poi agli occhi l’utilità di Luis Alberto a centrocampo, o quella di Zaccagni in attacco. Stanno tutti molto bene, anche se mi aspetto ancora di più da Milinkovic che piano piano sta ritrovando anche lui la condizione.”

Domenica arriverà la Fiorentina all’Olimpico, che partita ti aspetti?

“Mi aspetto una gara difficile, molto dipenderà dalla Lazio. Se parte con la stessa mentalità vista contro il Milan non ci sarà partita. La Fiorentina comunque, anche se non sta vivendo un periodo felice, è una buona squadra con buone individualità: da Ikone a Bonaventura fino a Kouamé. I biancocelesti dovranno dunque stare attenti e non sottovalutare questo match, è troppo importante fare risultato pieno per la Lazio.”

Da ex difensore, come giudichi le prestazioni della coppia Casale-Romagnoli? 

“Molto bene anche loro. Grande intesa tra i due che tengono bene la linea difensiva, così come gli esterni. Casale a me piace tantissimo, un difensore se vogliamo vecchio stampo: poche chiacchiere, tanta sostanza. È molto difficile da saltare in uno contro uno, fortissimo sulle palle aeree, bravo nei contrasti, sempre attento e concentrato. Romagnoli non lo scopriamo sicuramente adesso, le sue qualità sono indiscusse.”

Il grande successo contro il Milan lancia i biancocelesti al terzo posto, pensi che la Lazio possa riuscire a mantenere questa zona di classifica fino a fine stagione?

“Secondo me si, ma dipende tutto da loro. A livello di rosa alcune squadre sono più attrezzate. La Juventus è quasi tagliata fuori dalle pretendenti, vedremo poi come andrà a finire, ma le restanti Inter, Napoli e Milan hanno sicuramente qualcosa in più della Lazio. Bisogna sperare che nessuno dei giocatori importanti si faccia male, per questo dico che la Società dovrebbe dare una mano a Sarri. Preservare tutti sarebbe un miracolo, anche perché i biancocelesti ora come ora sono un bel vedere.” 

A pochi giorni dalla fine del mercato, c’è qualcosa che sistemeresti nella rosa della Lazio?

“Serve innanzitutto un vice Immobile. Tralasciando le ottime prestazioni da punta di Felipe Anderson, ma il brasiliano serve anche e sopratutto sulla catena di destra. Quella fascia con lui, Lazzari e Milinkovic funziona benissimo e il loro fraseggio avviene quasi a memoria ormai e mette in difficoltà chiunque. Pedro sta facendo bene al suo posto, è un fuoriclasse, ma non ha la stessa età del brasiliano che può dare tanto anche in fase difensiva. Poi, se dovesse arrivate anche un terzino sinistro non sarebbe male, due nuovi innesti servirebbero eccome.”

 


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