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ESCLUSIVA | Andrea Casta: “Domani all’Olimpico suoneró note che sono nel cuore della Nord. Ricordo le punizioni di Mihajlovic e la costanza di Inzaghi anche da giocatore”

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Domani nella capitale andrà in scena una delle partite più sentite della stagione. Il pubblico sarà infatti quello delle grandi occasioni e lo spettacolo sarà assicurato nei 90 minuti di gioco e non solo. Sul prato dell’Olimpico infatti si esibirà Andrea Casta, l’entertainer italiano più richiesto, grazie anche al suo ineguagliabile archetto luminoso. Gira il mondo portando ovunque lo stile italiano, colleziona concerti e numerosi spettatori: il violinista in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it ha raccontato le emozioni che dà un palcoscenico d’onore come quello dello stadio di Roma, a pochi minuti da fischio d’inizio di Lazio-Inter.

Com’è nata la tua passione per la Lazio?
“Posso definirmi un ‘simpatizzante’, non un vero tifoso e lo dico con rispetto: vivo a Roma da 20 anni, sono nato e cresciuto a Brescia e fin dall’arrivo nella capitale ho imparato che qui il calcio è una passione molto seria. Da subito ho avuto amici laziali che per la loro squadra soffrono e gioiscono ogni giorno e anche le relazioni con la piccola squadra della mia città natale non sono mai mancate: dai gemelli Filippini a Igli Tare, solo per citarne alcuni”.

Che emozione sarà per te domani essere sul prato dell’Olimpico, prima del big match tra Lazio ed Inter?
“Da musicista l’Olimpico è una ‘bella botta’, tra l’altro il mio arco luminoso potrà dare il massimo, visto che la sfida è di sera. Non voglio rivelare troppo dell’esibizione, ma sarà tutta da godere e ciò che suonerò sono note nel cuore della curva e della squadra”.

Con il tuo lavoro giri il mondo, riesci a seguire comunque le gare dei biancocelesti?
“Mentirei nel definirmi un ‘super appassionato’ di calcio, ma quando posso apprezzo le belle partite del nostro sport nazionale e devo dire che la Lazio quest’anno è veramente emozionante da veder giocare”.

Ti aspettavi questa stagione della banda Inzaghi?
“Ho avuto modo di suonare alla festa di Natale dove ho incontrato da vicino giocatori e allenatore, in una serata lontano dal campo: a parte l’impressione di vedere tanti giovani freschi e ‘normali’, che sono superstar dello sport ma con i piedi per terra, l’altra sensazione è che ci sia un feeling particolare nello spogliatoio e davvero un grande rispetto per mister Inzaghi”.

Quale momento della storia laziale ricordi con più gioia? E quale giocatore è o è stato il tuo preferito?
“Ricordo lo scudetto del 2000 perché stavo per arrivare a Roma e davvero quei personaggi sono rimasti nella storia: dalle punizioni di Mihajlović, alla classe di Mancini, fino alla costanza, già da giocatore, di Simone Inzaghi, insieme alla storica aplomb di mister Eriksson: davvero una bella stagione di sport”.

 


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ESCLUSIVA | Lazio-Fiorentina, il doppio ex Calisti: “Se la mentalità sarà la stessa vista contro il Milan, non ci sarà partita. Difficile trovare un giocatore non in forma”

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A pochi giorni di distanza dallo splendido successo ottenuto in casa contro il Milan per 4-0, la Lazio si prepara ad affrontare un’altra sfida insidiosa. Domenica allo Stadio Olimpico alle ore 18:00, ci sarà la Fiorentina, squadra reduce da due sconfitte consecutive in campionato contro la Roma in trasferta e il Torino in casa. I viola di Italiano avranno dunque voglia di riscatto e cercheranno di tornare al successo contro i biancocelesti che, dal canto loro, godono di un grande momento di forma dopo la vittoria contro i Campioni d’Italia. Per la squadra di Sarri però, sarà importante non prendere questa partita sottogamba, affrontandola sull’onda dell’entusiasmo. In occasione di questo importante incontro, ai microfoni di LazioPress.it è intervenuto il doppio ex di Lazio e Fiorentina Ernesto Calisti.

 

Come commenti la splendida vittoria contro il Milan?

“Facile commentare un partita del genere. È stato un bellissimo match al di là della fede laziale, un bello spot per il calcio. La Lazio è stata fantastica, forse la sua miglior partita degli ultimi 10 anni. Ha dominato in lungo e in largo un avversario che di certo vive una situazione di difficoltà, ma si è fatto caso più alla non forma del Milan che alla grandissima prestazione dei biancocelesti. C’è stata tanta e troppa Lazio per il Milan, questa è la realtà, al di là del momento dei rossoneri. Ho visto molto bene Hysaj, che nelle ultime 2/3 partite ha ritrovato la condizione ma come anche Marusic e il resto dei compagni. Paradossalmente la Lazio con Felipe Anderson lì davanti fa anche meglio. Immobile sicuramente è molto più bravo ad attaccare la profondità, sappiamo le sua qualità e quanto sia indispensabile per questa squadra, ma nel fraseggio il brasiliano ha sicuramente qualcosa in più. Speriamo comunque che Ciro possa ritornare il prima possibile, anche per far respirare Anderson che gioca praticamente sempre. È chiaro che con un Felipe così non serve affrettare i tempi di recupero, l’importante è che il capitano recuperi bene.”

In questa stagione si è vista una Lazio alternare grandissime prestazioni ad altre poco convincenti. Come ti spieghi questi alti e bassi della squadra di Sarri?

“Si tratta di cali di tensione a livello mentale, altrimenti è impossibile darsi una spiegazione. La Lazio è una squadra forte sopratutto nei titolari che può vincere con tutti, lo abbiamo visto contro Roma, Inter, Milan, Atalanta, Fiorentina. Poi quando si specchia troppo e pensa di aver già chiuso le partite va in difficoltà. Secondo me però, i primi segnali positivi di vera ripresa si erano già visti con il Bologna in Coppa Italia. Una partita giocata con attenzione, determinazione e molta pressione sull’avversario nonostante non fosse una sfida di cartello. Speriamo che ora questa squadra abbia imboccato la strada giusta e che non molli più niente. La Lazio in classifica è lì, tralasciando i punti persi con Empoli e Lecce, e se la deve giocare. L’importate è aver imparato la lezione e che Immobile venga recuperato. È chiaro che dalla Società ci si aspetta una mano se è possibile, Sarri sta facendo benissimo in quanto ha rigenerato alcuni giocatori messi un pò in disparte.”

A tuo giudizio, chi è attualmente il giocatore più in forma della Lazio?

“Difficile trovarne uno non in forma. Dietro stanno giocando tutti molto bene, come ho detto Hysaj è quello che mi ha sorpreso di più. In passato le sue prestazioni sono state spesso criticate, ora invece lo vedo davvero in piena forma ma come anche Marusic. Continua a saltarmi poi agli occhi l’utilità di Luis Alberto a centrocampo, o quella di Zaccagni in attacco. Stanno tutti molto bene, anche se mi aspetto ancora di più da Milinkovic che piano piano sta ritrovando anche lui la condizione.”

Domenica arriverà la Fiorentina all’Olimpico, che partita ti aspetti?

“Mi aspetto una gara difficile, molto dipenderà dalla Lazio. Se parte con la stessa mentalità vista contro il Milan non ci sarà partita. La Fiorentina comunque, anche se non sta vivendo un periodo felice, è una buona squadra con buone individualità: da Ikone a Bonaventura fino a Kouamé. I biancocelesti dovranno dunque stare attenti e non sottovalutare questo match, è troppo importante fare risultato pieno per la Lazio.”

Da ex difensore, come giudichi le prestazioni della coppia Casale-Romagnoli? 

“Molto bene anche loro. Grande intesa tra i due che tengono bene la linea difensiva, così come gli esterni. Casale a me piace tantissimo, un difensore se vogliamo vecchio stampo: poche chiacchiere, tanta sostanza. È molto difficile da saltare in uno contro uno, fortissimo sulle palle aeree, bravo nei contrasti, sempre attento e concentrato. Romagnoli non lo scopriamo sicuramente adesso, le sue qualità sono indiscusse.”

Il grande successo contro il Milan lancia i biancocelesti al terzo posto, pensi che la Lazio possa riuscire a mantenere questa zona di classifica fino a fine stagione?

“Secondo me si, ma dipende tutto da loro. A livello di rosa alcune squadre sono più attrezzate. La Juventus è quasi tagliata fuori dalle pretendenti, vedremo poi come andrà a finire, ma le restanti Inter, Napoli e Milan hanno sicuramente qualcosa in più della Lazio. Bisogna sperare che nessuno dei giocatori importanti si faccia male, per questo dico che la Società dovrebbe dare una mano a Sarri. Preservare tutti sarebbe un miracolo, anche perché i biancocelesti ora come ora sono un bel vedere.” 

A pochi giorni dalla fine del mercato, c’è qualcosa che sistemeresti nella rosa della Lazio?

“Serve innanzitutto un vice Immobile. Tralasciando le ottime prestazioni da punta di Felipe Anderson, ma il brasiliano serve anche e sopratutto sulla catena di destra. Quella fascia con lui, Lazzari e Milinkovic funziona benissimo e il loro fraseggio avviene quasi a memoria ormai e mette in difficoltà chiunque. Pedro sta facendo bene al suo posto, è un fuoriclasse, ma non ha la stessa età del brasiliano che può dare tanto anche in fase difensiva. Poi, se dovesse arrivate anche un terzino sinistro non sarebbe male, due nuovi innesti servirebbero eccome.”

 


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