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Lazio favorita dai rigori? I numeri dicono altro, ecco l’analisi

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Ennesima vittoria biancoceleste, ennesima gara senza sconfitta, ancora prestazioni maiuscole da parte di tutti, con alcuni giocatori che letteralmente sovrastano gli avversari e dominano su tutti i fronti. Gli uomini di Inzaghi sono imbattuti dal 25 settembre, in poche parole un girone intero senza sconfitte. Ora sono lì al secondo posto a -1 dalla Juve e con un piccolo sogno nascosto nel cassetto, visto che da dichiarazioni l’obiettivo è la Champions. Ad oggi la Lazio è la miglior difesa del campionato e il secondo miglior attacco dietro l’Atalanta. Sarebbero ancora tanti i record e le conquiste fatte da questa squadra fino ad oggi, meglio fermarsi. Nonostante questo c’è chi grida allo scandalo, chi parla di aiuti, chi mette in dubbio la forza di questo gruppo e di questo tecnico, chi parla di rigori concessi con estrema facilità. Ci provano in tutti modi a sminuire questa squadra, a non dargli i giusti meriti. Adesso è il momento di mettere a tacere queste voci, ed analizzare quelli che vengono definiti rigori “inesistenti”.

SPAL-LAZIO 2-1 

Una tra le prime gare del campionato. Lazio ancora in fase di rodaggio e di costruzione di un gioco che poi si è dimostrato vincente. Ma il gioco adesso è secondario, passiamo all’evento chiave: il calcio di rigore. Lazio in svantaggio per 1-0, biancocelesti che devono rincorrere e provare a ribaltare la gara. Ecco che Caicedo prova ad entrare in area, uno contro uno con Tomovic, la palla non passa e l’arbitro non si accorge di nulla. Subito richiamato dal VAR si appresta all’on field review. Tomovic colpisce la palla con il braccio, e da regolamento, è calcio di rigore. Decisione corretta e pareggio biancoceleste. Rigore però ininfluente visto che la squadra di Inzaghi esce sconfitta.

BOLOGNA-LAZIO 2-2

Sfida complicata questa per le aquile, affrontano il Bologna di Sinisa nel loro momento migliore. Partita entusiasmante e divertente per chi è neutrale, gol da una parte e dall’altra con le squadre che sembrano destinate a chiudere la gara in pareggio. Risultato di 2-2 all’85esimo, ma qui Palacio colpevole di aver atterrato Acerbi nella propria area causa il calcio di rigore per la squadra di Inzaghi: occasione per vincere una gara difficile e combattuta fino all’ultimo. Rigore fischiato subito e corretto, il fallo è evidente e impossibile non assegnarlo. Dagli 11 metri va Correa, ma palla che si stampa sulla traversa. Occasione persa e rigore ininfluente.

LAZIO-ATALANTA 3-3 

La partita che ha creato le maggiori discussioni, ma che subito verranno, nuovamente, sedate. Pessima prova nel primo tempo della squadra di Inzaghi che va sotto 0-3, con i biancocelesti completamente in balia delle onde bergamasche. Secondo tempo: Lazio che entra con un’altra testa, ma il recupero è difficile. Ecco però che Immobile palla al piede dentro l’area prova ad accentrarsi da posizione defilata, ma c’è il pestone di Palomino e il centravanti biancoceleste va a terra. Rocchi è vicino, vede il contatto e fischia. Corretta decisione perché il contatto c’è e quindi è calcio di rigore. Inizia la rimonta biancoceleste, grazie anche al gol di Correa che porta la Lazio ad accorciare ancora di più. Ma poi al 92′ De Roon aggancia da dietro la gamba di Immobile che si era portato il pallone in area, Ciro ancora giù e Rocchi fischia. Ancora una volta il fallo è netto, nulla su cui discutere e rigore per la Lazio. Partita che termina in pareggio dopo un bruttissimo primo tempo. Rigori che si sono mostrati decisivi per il recupero, ma entrambi erano netti e giusti da fischiare.

FIORENTINA-LAZIO 1-2

Apre le danze Correa, poi pareggia la Fiorentina, ma sistema tutto Immobile firmando il vantaggio biancoceleste. Lazio in vantaggio e continua ad attaccare con forza, tanti tiri e molte occasioni dentro l’area. Al 92′ fallo di mano di Ranieri, da nuovo regolamento è sempre rigore, l’arbitro fischia e doppio giallo per il difensore viola. Tiro dagli 11 metri per la squadra di Inzaghi, opportunità per aumentare lo score, Caicedo tira e Drągowski para. Di nuovo un rigore giusto, ma che a livello di vittoria non avrebbe influito.

LAZIO-TORINO 4-0 

Dilagante Lazio contro un Torino completamente inesistente. Immobile e compagni danno spettacolo, mostrando un calcio strabiliante a suon di colpi di suola e gol incredibili (Acerbi dalla distanza). Rigore concesso ai biancocelesti quando il risultato è già sul 2-0. Nkoulou atterra platealmente Felipe Caicedo che stava andando a tu per tu con il portiere. Intervento scomposto e solo sulle gambe, nulla di più giusto che fischiare il rigore. Lazio che segna il terzo gol, ma poco sarebbe cambiato ai fini della vittoria.

LAZIO-LECCE 4-2 

Lazio fantastica anche se prende due gol, ma limitiamoci a parlare del rigore concesso. Risultato di 2-1 per i biancocelesti, Milinkovic entra in area di rigore e si porta il pallone quasi sulla line di fondo dopo aver provato a saltare Calderoni. Per non perdere il possesso prova a ribattere sul difensore e conquistare l’angolo, ma il giocatore granata tocca di mano e, come dice il nuovo regolamento, calcio di rigore. Nulla di più corretto. Rigore che permette di allungare, ma poco interessa per la vittoria.

LAZIO-UDINESE 3-0 

Inutile parlare della prova dei biancocelesti. Analizziamo i due rigori concessi. Correa viene atterrato in area al 33′, con risultato già di 1-0. Troost-Ekong non riesce a tenere l’attaccante biancoceleste, lo mette giù entrando in scivolata, ma Di Bello non fischia. Ci pensa allora il VAR che lo invita a rivedere, l’arbitro cambia decisione e calcio di rigore. Ancora una volta giusta la decisione dell’arbitro, supportato dalla nuova tecnologia.

LAZIO-JUVENTUS 3-1

Poco da dire sulla magnifica partita che gli uomini di Inzaghi fanno. Juventus dominata e vittoria meritata. Anche qui però c’è un calcio di rigore, ma come spesso è già accaduto, completamente ininfluente per la vittoria soprattutto perché viene parato. Lazio sul 2-1, ultima parte di gara, Correa tutto solo vola verso la porta bianconera, tenta di superare Szczesny, che non può far altro che colpire le gambe del giocatore e provocare il rigore. Portiere bianconero che però si fa perdonare parando il tiro dagli undici metri di Immobile. Lazio che poi la chiude con Caicedo nel finale. Rigore corretto, ma di poca importanza anche perché parato da Szczesny.

BRESCIA-LAZIO 1-2 

Secondo caso, dopo tutti quelli elencati, di rigore che ha cambiato le sorti finali del match. Vantaggio Brescia con Balotelli, ma al 39′ Immobile serve Caicedo dentro l’area che protegge il pallone si trova davanti al portiere ma non riesce a calciare perché Cristana lo placca, abbracciandolo da dietro lo tira giù e calcio di rigore con espulsione per D.O.G.S.O (Deny an Obvious Goal-Scoring Opportunity). Pareggio momentaneo che poi cambierà grazie al secondo gol di Immobile allo scadere. Rigore corretto e per la seconda volta risulta utile ai fini della vittoria.

LAZIO-SAMPDORIA 5-1

Poco da dire, il risultato parla da sé. Rigori che aumentano solo lo score e il tabellino di Ciro Immobile per la classifica marcatori. Due rigori giusti, fischiati per due tocchi di mano che non lasciano spazio a discussioni. Il primo fischiato subito dall’arbitro, il secondo segnalato dal VAR perché impossibile da vedere per il direttore di gara. Non c’è altro da aggiungere il regolamento parla chiaro.

LAZIO-INTER 2-1

Ultima gara, che ha portato la Lazio al secondo posto. Biancocelesti che vanno in svantaggio al primo tempo, dopo aver disputato ottimi 45 minuti. Nella ripresa la Lazio ha ancora più voglia di prima e in più ci pensa l’ex Stefan De Vrij a restituire il favore, visto ciò che è successo due anni fa quando vestiva la maglia biancoceleste. Situazione rocambolesca in area nerazzurra, Immobile va sul pallone, ma De Vrij lo spinge e impedisce il controllo al centravanti. L’arbitro fischia subito il calcio di rigore. Nessun dubbio sul contatto, corretto assegnare il tiro dagli 11 metri.

Conti alla mano, su 14 rigori concessi soltanto 4 sono risultati veramente utili per la vittoria finale. Considerando poi che due avvengono nella stessa partita (Lazio-Atalanta). Sono quindi 3 le partite in cui un calcio di rigore si è rivelato fondamentale per il risultato finale. Polemiche quindi che lasciano il tempo che trovano e che servono solo a dare meno valore a ciò che questa squadra mette tutti i giorni in campo. Ma forse meglio così, a voi lasciamo le parole e l’invidia, noi ci teniamo i fatti e conquistiamo le vittorie.

 


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Lazio, finalmente le rotazioni: ecco quanto hanno giocato i nuovi arrivati

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Lotito nella finestra di mercato estiva ha speso come mai prima d’ora, regalando a mister Sarri non solo 8 nuovi acquisti, ma anche la possibilità di far ruotare i giocatori tra le varie competizioni. A differenza degli altri anni, infatti, tutti i nuovi innesti sono stati già scesi in campo per diversi minuti, permettendo i titolari di riprendere fiato.

Il meno utilizzato, per ora, è Luis Maximiano. Il portiere era titolare nella partita di esordio di questa stagione contro il Bologna, ma dopo 6 minuti ha rimediato un cartellino rosso, costringendo Provedel a prendere il suo posto.

Dal 14 agosto Provedel è titolare fisso, sia in campionato che in Europa League. In questo modo, tra i nuovi acquisti è quello che ha giocato per più minuti, in tutto 802. In campionato ne ha giocati 622’ (gli 82 di Lazio Bologna e le restanti partite 90’) e in Europa League 180’ (i 90 di Lazio-Feyenoord e di Midtjylland-Lazio).

In ordine, subito dopo troviamo Romagnoli con 638 minuti, di cui 475 in Serie A e 163 in Europa League. In campionato ha giocato tutti e 90 i minuti contro Bologna, Torino, Inter e Napoli, rimanendo in panchina contro il Verona e scendendo in campo per 81 minuti contro la Samp e 34 con la Cremonese. In Europa, invece, ha giocato 73 minuti contro il Feyenoord e tutta la partita con il Midtjylland.

fraioli

Al terzo posto c’è Vecino, il pupillo di Sarri. Il centrocampista è stato l’ultimo ad arrivare saltando tutta la preparazione ad Auronzo di Cadore, ma, nonostante ciò, è uno dei più utilizzati. Sono 378 i minuti in cui è sceso in campo, di cui 255 in Serie A e 123 in Europa. Non ha mai giocato una partita intera, però piano piano si è riconquistato la fiducia del suo ex mister che lo ha mandato in campo inizialmente 7 minuti contro il Bologna nella prima partita, poi man mano ha aumentato il minutaggio. Dopo il Bologna sono arrivati i 62’ contro il Torino, i 57’ contro l’Inter, i 37’ con il Napoli, 25’ contro il Verona e 67’ con la Cremonese. Solo con la Samp è rimasto in panchina. In EL, invece, ha giocato 70’ contro il Feyenoord, in cui ha segnato 2 gol e servito un assist, e 53’ contro il Midtjylland.

fraioli

Subito dopo troviamo Gila, che con i suoi 201 minuti totali si piazza al quarto posto. Solo 21 minuti per lui in campionato (9 con la Samp e 12 con la Cremonese), ma tutti i 180 in Europa League.

Terzultimo posto per Casale, con 146 minuti in campionato. Non ha ancora mai calcato i campi dell’Europa League, ma ha giocato 90 minuti contro il suo ex Verona e 56’ contro la Cremonese.

Infine, prima del meno utilizzato Luis Maximiano, troviamo Marcos Antonio con 138 minuti. In Serie A è sceso in campo 4 volte: contro il Torino (28’), l’Inter (6’), la Samp (18’) e il Verona (65’). In Europa League, invece, ha giocato solo 21 minuti contro il Midtjylland.

 


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