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La Repubblica | Hernanes: “Spero la Lazio vinca lo scudetto. Sarebbe stato un piacere giocare con Milinkovic e Luis Alberto. I tifosi laziali? Mi mancano”

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Italia o Brasile, poco importa. “In tutto il mondo stiamo temendo per l’emergenza Coronavirus” racconta Hernanes da San Paolo, dove è tornato a giocare dopo le esperienze nel nostro paese (Lazio, Inter e Juventus) e in Cina (Hebei). Due nazioni che il 34enne centrocampista-goleador porta nel cuore, le due più colpite dal Covid-19: “Più che per il virus in sé, sono preoccupato per la paura che sta causando tra le persone e le famiglie. Faccio gli auguri a tutti, spero che non si creino troppi allarmismi e che questa situazione si risolva il prima possibile”.

Ha seguito la stagione della Lazio prima dell’interruzione dei campionati?
La squadra di Inzaghi merita di essere lì e sono contento per tutti i laziali, che sicuramente stanno godendo per questa splendida cavalcata. Vedere i biancocelesti giocare è un divertimento. Spero che possano arrivare a vincere lo scudetto“.

In Brasile che pensano di questa Serie A?
Tutti hanno seguito il campionato italiano e sono rimasti sorpresi da quello che sta facendo la Lazio, soprattutto perché hanno visto per otto anni la Juventus vincere lo scudetto con facilità. Nessuno riusciva a starle dietro, correva troppo veloce per tutti. Adesso le squadre in lotta per il primo postoo sono proprio quelle in cui ho giocato in Italia, per questo tante persone mi fermano e me ne parlano”.

Ha nostalgia di Roma?
Sì mi mancano molto i tifosi, così come tutta la bellissima città di Roma. Ogni volta che torno è sempre emozionante. Ero in Italia a fine gennaio e sono passato per la Capitale perché ho fatto scalo lì per andare a San Paolo. Quando ero all’aeroporto ho incontrato dei tifosi e, anche se per pochi minuti, è stato bellissimo rivivere quell’atmosfera”.

Il punto di forza della Lazio è il centrocampo. Avrebbe avuto piacere nel giocare con Luis Alberto e Milinkovic? Poi c’è il suo connazionale Leiva…
Sono due ottimi giocatori, sono bravissimi. Se fosse capitato, sarebbe stato un sicuramente piacere. Leiva? Mi ha anche chiamato prima di accettare la Lazio, ci siamo parlati un po’. Gli ho raccontato come era vivere il calcio a Roma e visto quanto sta facendo sono contento per lui. Siamo stati anche compagni di nazionale nel Brasile, abbiamo giocato insieme le Olimpiadi di Pechino nel 2008”. LaRepubblica/Riccardo Caponetti

 


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Lazio, finalmente le rotazioni: ecco quanto hanno giocato i nuovi arrivati

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Lotito nella finestra di mercato estiva ha speso come mai prima d’ora, regalando a mister Sarri non solo 8 nuovi acquisti, ma anche la possibilità di far ruotare i giocatori tra le varie competizioni. A differenza degli altri anni, infatti, tutti i nuovi innesti sono stati già scesi in campo per diversi minuti, permettendo i titolari di riprendere fiato.

Il meno utilizzato, per ora, è Luis Maximiano. Il portiere era titolare nella partita di esordio di questa stagione contro il Bologna, ma dopo 6 minuti ha rimediato un cartellino rosso, costringendo Provedel a prendere il suo posto.

Dal 14 agosto Provedel è titolare fisso, sia in campionato che in Europa League. In questo modo, tra i nuovi acquisti è quello che ha giocato per più minuti, in tutto 802. In campionato ne ha giocati 622’ (gli 82 di Lazio Bologna e le restanti partite 90’) e in Europa League 180’ (i 90 di Lazio-Feyenoord e di Midtjylland-Lazio).

In ordine, subito dopo troviamo Romagnoli con 638 minuti, di cui 475 in Serie A e 163 in Europa League. In campionato ha giocato tutti e 90 i minuti contro Bologna, Torino, Inter e Napoli, rimanendo in panchina contro il Verona e scendendo in campo per 81 minuti contro la Samp e 34 con la Cremonese. In Europa, invece, ha giocato 73 minuti contro il Feyenoord e tutta la partita con il Midtjylland.

fraioli

Al terzo posto c’è Vecino, il pupillo di Sarri. Il centrocampista è stato l’ultimo ad arrivare saltando tutta la preparazione ad Auronzo di Cadore, ma, nonostante ciò, è uno dei più utilizzati. Sono 378 i minuti in cui è sceso in campo, di cui 255 in Serie A e 123 in Europa. Non ha mai giocato una partita intera, però piano piano si è riconquistato la fiducia del suo ex mister che lo ha mandato in campo inizialmente 7 minuti contro il Bologna nella prima partita, poi man mano ha aumentato il minutaggio. Dopo il Bologna sono arrivati i 62’ contro il Torino, i 57’ contro l’Inter, i 37’ con il Napoli, 25’ contro il Verona e 67’ con la Cremonese. Solo con la Samp è rimasto in panchina. In EL, invece, ha giocato 70’ contro il Feyenoord, in cui ha segnato 2 gol e servito un assist, e 53’ contro il Midtjylland.

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Subito dopo troviamo Gila, che con i suoi 201 minuti totali si piazza al quarto posto. Solo 21 minuti per lui in campionato (9 con la Samp e 12 con la Cremonese), ma tutti i 180 in Europa League.

Terzultimo posto per Casale, con 146 minuti in campionato. Non ha ancora mai calcato i campi dell’Europa League, ma ha giocato 90 minuti contro il suo ex Verona e 56’ contro la Cremonese.

Infine, prima del meno utilizzato Luis Maximiano, troviamo Marcos Antonio con 138 minuti. In Serie A è sceso in campo 4 volte: contro il Torino (28’), l’Inter (6’), la Samp (18’) e il Verona (65’). In Europa League, invece, ha giocato solo 21 minuti contro il Midtjylland.

 


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