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Tanti Auguri Mister Inzaghi! Una vita di successi, record e grandi emozioni a tinte biancocelesti

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Il 17 gennaio 2010 Simone Inzaghi decide di togliersi per l’ultima volta la maglia biancoceleste, per passare ad indossare la giacca e la cravatta ma con l’aquila sempre sul petto. Parte dagli Allievi Regionali, per poi iniziare la sua scalata di categoria in categoria fino a quando non è chiamato per prendere in mano il testimone, passato da Stefano Pioli. Ha una grande responsabilità Simone: guidare una squadra dopo un pessimo derby. Tra le paure e i timori dei tifosi, Inzaghi accetta con onore l’incarico affidatogli dal Presidente e decide di prendere il controllo della squadra nelle ultime 7 gare di campionato. Raccoglie 12 punti, facendo il massimo e sperando in una conferma per l’anno successivo. Lotito però chiama Bielsa (El Loco), allenatore argentino di grande esperienza e dal pugno duro. Il tecnico si dimostra da subito vermanete Loco e nonostante la firma sul contratto decide dopo nemmeno 24h di rescindere il contratto. Ed allora è proprio destino, il matrimonio Inzaghi-Lazio deve proseguire e così, il tecnico piacentino, firma il suo contratto con i biancocelesti. Nella stagione 2017/2018 inizia la sua storia, fatta di record, di vittorie, di trofei, di corse sfrenate sotto la Curva Nord per abbracciare i suoi ragazzi e festeggiare con loro, di urla che rimbombano anche quando lo stadio è pieno e si fa fatica ad ascoltare anche chi ti è vicino.

In quattro anni, Inzaghi è riuscito a riportare i tifosi allo stadio, facendo innamorare tutti di lui e della sua squadra. Subentrato a Stefano Pioli nella sua prima gara casalinga contro l’Empoli allo stadio si contavano circa 3000 spettatori paganti, da lì ha invertito la rotta ed oggi lo stadio è quasi sempre pieno, pronto a incitare la squadra e portarla alla vittoria. In quattro anni ha portato la Lazio, per ben 4 volte, a giocarsi una finale e tre di queste le ha anche vinte: 2 Supercoppe e 1 Coppa Italia. In quattro anni ha costruito un progetto partendo dal basso, con l’obiettivo di puntare alla Champions League. E forse, se mai tutto dovesse riprendere, quest’anno potrebbe conquistare qualcosa di più dell’Europa che conta. In quattro anni ha permesso alla Lazio di diventare una delle squadre che gioca il miglior calcio in Italia. In quattro anni ha riportato i laziali a festeggiare a Torino dopo 15 anni, battendo la Juventus nel fortino dello Stadium. In quattro anni è riuscito a battere il Milan a San Siro in campionato, dove non si vinceva da circa 30 anni. In quattro anni ha fatto esplodere tanti giocatori, in particolare 2 che oggi si considerano marziani: Luis Alberto e Milinkovic-Savic. Ma sono nati e anche rinati i vari Strakosha, Immobile, Acerbi, Caicedo, Leiva, Lulic e Radu. In quattro anni lo abbiamo visto correre insieme ad Immobileaccompagnandolo‘ al gol durante un derby, abbiamo visto le sue esultanze mai pacate e qualche caduta mentre gioiva in panchina, abbiamo sentito le sue grida e visto la sua passione durante ogni partita e abbiamo capito che Inzaghi è più di un semplice allenatore.

Questa stagione, invece, sembrava dovesse partire con il piede sbagliato: Inzaghi e la Lazio stavano per lasciarsi. Giuste le ambizioni di Simone a voler provare altri palcoscenci, altre squadre per poter giocare a livelli superiori e contro avversarie davvero incredibili. Ma un matrimonio così forte non è facile da spezzare e l’amore per questi colori hanno comandato il cuore di Inzaghi portando a rinnovare per un altro anno. Mai scelta è stata più azzeccata. Nonostante la lenta partenza, con qualche piccolo arresto e l’uscita dalle, la squadra ha messo la marcia giusta ed è partita per una corsa eccezionale in campionato che ad oggi la vede seconda in classifica a solo un punto dalla Juventus. Il coronavirus ha però fermato tutto e tutti, e non si sa se e quando si potrà ripartire. Ci si augura che la Lazio possa riprendere il suo cammino per conquistare quel ‘sogno‘ tanto desiderato. Tranquilli però, a guidare questa squadra ci sarà sempre lui: Simone Inzaghi che oggi spegne 44 candeline, 44 anni vissuti con l’aquila sul petto e il cuore biancoceleste. Auguri Mister!

 


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Lazio-Fiorentina, Tare: “Non sono previste operazioni sul mercato”

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Prima del match dell’Olimpico tra Lazio e Fiorentina il ds biancocelesti Igli Tare è intervenuto ai microfoni di DAZN. Queste le sue parole:


“Non la vedo come un’occasione unica, ma come una partita da vincere per dare seguito al campionato perché per dare un significato importante alla vittoria di martedì dovrebbe essere stasera la possibilità di portare a casa i tre punti. 
Se avevamo idea che fosse così? È ovvio che uno quando fa certe scelte le aspettative sono quelle, ci voleva il tempo. Un anno e mezzo era dovuto, un conto è giocare in una piazza piccola un conto in una grande con aspettative importanti. È una cosa diversa e lui sta rispettando tutte le aspettative. Finché sarà aperto tutto può succedere, ma in questo momento non è previsto alcun intervento” 


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