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GdS | Vazquez-Suarez, la nuova Lazio arriva ancora dalla Spagna

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Deve essere l’effetto Luis Alberto-Correa-Caicedo, alcuni tra i colpi migliori effettuati dalla Lazio negli ultimi anni. E così, anche per il mercato che verrà, la società biancoceleste guarda alla Spagna, dal cui campionato sono giunti il fantasista, l’attaccante argentino e quello ecuadoriano. Dalla Liga arriverà sicuramente il centrocampista uruguaiano Escalante dell’Eibar, già preso a parametro zero. Ma a lui potrebbero presto aggiungersi altri due elementi: Franco Vazquez e Luis Suarez. Il primo, argentino, è una vecchia conoscenza del nostro campionato, avendo giocato nel Palermo fino al 2016, prima di passare al Siviglia. L’altro è solo omonimo del centravanti del Barcellona. Anche lui è una prima punta, è colombiano e gioca nel Saragozza, nella B spagnola.

QUALITA’ AL CENTRO 

Quello di Franco Vazquez è un nome che era circolato per la Lazio già la scorsa estate. El Mudo è un elemento in grado di assicurare qualità e quantità in mezzo al campo. Rispetto all’esperienza vissuta con il Palermo è diventato un centrocampista più completo. Con i siciliani giocava da trequartista, a Siviglia si è trasformato in un interno capace di garantire equilibrio senza perdere le attitudini offensive. Vazquez ha il contratto in scadenza nel 2021, un particolare che rende più agevole un suo trasferimento. «Vogliamo prima parlare con il Siviglia – ha detto il suo agente Fernando Cosentino -. Vedremo quale decisione sarà presa. L’interesse di altri club per Franco c’è stato in passato e c’è ancora». In pratica Vazquez vuole prima verificare se il Siviglia abbia intenzione di rinnovargli il contratto, poi eventualmente chiederà di essere ceduto.

UN BISONTE IN AVANTI 

Da un elemento esperto a uno più giovane. Da un centrocampistaaun attaccante. L’altro profilo seguito in Spagna dalla Lazio si chiama Luis Suarez, centravanti ventiduenne del Saragozza. Il suo cartellino appartiene però al Watford. Che dopo averlo dato in prestito negli anni scorsi al Valladolid e al Tarragona lo ha girato quest’anno al Saragozza. Dove finalmente il Bisonte è esploso. Con 17 gol in 29 partite è al secondo posto della classifica cannonieri della B spagnola. Ha forza fisica, senso della posizione e un discreto fiuto del gol. Potrebbe essere lui il quarto attaccante della Lazio per la prossima stagione. I suoi procuratori sono gli stessi di Luis Alberto, altro indizio da non sottovalutare. Così come le parole pronunciate dal giocatore nei giorni scorsi. «So dell’interesse della Lazio e questo mi lusinga». La sua valutazione oscilla tra gli 8 e i 10 milioni di euro. Una somma che, vista la giovane età del giocatore, può rivelarsi un buon investimento.

Gazzetta dello Sport  


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Urbano Cairo: “Questa volta io e Lotito la pensiamo alla stessa maniera. Al calcio serve sostegno”

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Il Presidente del Torino, Urbano Cairo, ha commentato, al telefono con l’ANSA, gli emendamenti presentati in Parlamento per aiutare il calcio: “Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato: penso al tax credit per il cinema, ad esempio (incentivo che peraltro vede escluse le TV come la 7 che danno lavoro a 500 persone con le loro trasmissioni e la cui occupazione andrebbe tutelata come quella del cinema dove il ministro della cultura Franceschini prese molto a cuore i problemi del settore riuscendo ad ottenere supporto).

Il discorso della rateizzazione fiscale per le società, che non è a fondo perduto come i tax credit ma una semplice dilazione, ha un senso, tra l’altro, anche come sostegno ad un comparto che contribuisce in larga parte al mantenimento degli altri sport. Quanto all’idea di modificare la legge Melandri e prolungare da tre a cinque anni la durata dei diritti tv, non è certo un assist a un’emittente TV o un’altra. Qualsiasi persona di buon senso capisce che è una sacrosanta opportunità per chi investe di ottenere un guadagno grazie alla continuità del progetto. E di conseguenza consente a chi vende di ottenere di più. Mi pare elementare da capire, e se non sbaglio funziona così anche all’estero. In Spagna, ad esempio, dove i diritti tv li valorizzano bene, gli anni di durata sono appunto cinque e sei per quelli internazionali”.

 


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