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CorSera | Coronavirus, Dybala ancora positivo: quarto tampone di fila, dal 21 marzo

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Il fantasista della Juventus è alla sua quarta positività dal 21 marzo scorso quando gli fu diagnosticata la malattia: continua la quarantena a Torino.

Dopo 39 giorni dalla sua prima positività, Paulo Dybala non è ancora guarito dal coronavirus. Questo è quanto riporta Josep Pedrerol, presentatore di “El Chiringuito de Jugones”: è la sua quarta positività nel giro di quasi 40 giorni. Così l’argentino, che è asintomatico e sta bene, continuerà la sua quarantena a Torino.

La vicenda

Era stato lui stesso a dare la notizia della sua positività, e di quella della sua fidanzata Oriana Sabatini, il 21 marzo scorso: « Ciao a tutti, volevo informarvi che abbiamo appena ricevuto i risultati del test Covid-19 e sia io che Oriana siamo risultati positivi. Fortunatamente siamo in perfette condizioni. Grazie per i vostri messaggi. Un saluto a tutti», aveva pubblicato su Instagram il numero 10 della Juventus, dopo il comunicato della società. In quel periodo era stato il terzo giocatore alla corte di Maurizio Sarri, dopo Rugani e Matuidi (entrambi guariti), a risultare positivo. Da ricordare che la Joya è in isolamento volontario domiciliare dallo scorso 11 marzo, lo stesso giorno in cui anche gli altri compagni di squadra sono stati sottoposti al medesimo trattamento per cercare di contenere la diffusione.

Tanti test

A inizio aprile era stata la stessa Oriana a far sapere che «Il 21 marzo io e il mio ragazzo abbiamo fatto un test per il coronavirus e siamo risultati positivi. Tre giorni fa mi hanno rifatto il test ed è risultato negativo. Ieri mattina ne ho fatto un altro che invece è risultato positivo, quindi ho ancora il coronavirus. Non so bene come funziona, non so neanche perché prima il test sia risultato negativo e poi positivo. Ho sentito che se contrai il virus e poi ti fanno un test può risultare un falso negativo: proprio per questo motivo ne fanno un altro, per assicurarsi che sia al 100% e negativo. Continuate a rimanere in casa e chi ha qualche dubbio sappia che 15 giorni non bastano. Prendetevi cura di voi e degli altri», aveva detto. CorriereDellaSera

 


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Il Tempo | Processo Lazio

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Intervallo, più che una pausa, è quasi la fine della partita. La Lazio crolla nel secondo tempo: fosse solo per i primi 45′ avrebbe già mezza Champions in tasca. Con quelli contro il Verona sono diventati 17 i punti persi da posizione di vantaggio. E ancora una volta contro una ‘piccola’ della Seria A. Con le squadre che occupano attualmente tra l’undicesima e la ventesima posizione, i biancocelesti hanno ottenuto appena 21 punti, solo tre in più rispetto a quelli messi in cassaforte con le prime dieci della classe. Sarebbero bastate un pizzico di attenzione in più e maggiore cattiveria agonistica per portare in porto determinate sfide (vedi i quattro punti gettati alle ortiche contro le ultime tre).

Il problema principale continua a essere l’abisso nel rendimento tra primo tempo e ripresa. Dei 17 gol subiti, addirittura 14 sono stati incassati nella seconda parte di gara (solo Bologna, Napoli e Juve hanno bucato la Lazio nei primi 45′). Una situazione che si è accentuata nel 2023 visto che contro Lecce, Empoli, Fiorentina e Verona sono stati buttati via 9 punti. Un tesoretto enorme visto che la lotta Champions sempre più serrata e qualsiasi passo falso può avvantaggiare una rivale. Non è finita qui perché dalla gara con l’Inter in poi la squadra di Sarri non ha più vinto quando ha subito gol. In un momento così delicato del campionato non si può parlare di dettagli. Ecco perché, al netto di qualche decisione discutibile da parte di Sarri (vedi i soli due cambi contro l’Hellas), la società ha dimostrato di stare apertamente dalla parte dell’allenatore. Adesso sono i giocatori a salire sul banco degli imputati per le prestazioni troppo altalenanti. Il presidente Claudio Lotito e il diesse Tare si aspettano una reazione immediata già dalla sfida di sabato contro l’Atalanta. Dal punto di vista del tecnico, il problema è principalmente mentale. «Lavorare su queste cose non è semplice, parliamo di risvolti mentali che non coinvolgono un giocatore ma venticinque teste. Sarebbe un’impresa ardua anche per lo psicologo più affermato d’Europa, stiamo cercando di prenderne atto che sarebbe già qualcosa di importante», un concetto che Sarri ha ribadito più di una volta. È altrettanto evidente che ci sia qualcosa anche sotto l’aspetto della preparazione atletica e della condizione fisica. In tanti sono stati spremuti per mancanza di alternative, impensabile continuare così per i prossimi mesi. In vista del match contro i bergamaschi, in programma sabato 11 febbraio allo Stadio Olimpico di Roma, si aggiunge il pericolo cartellini. I diffidati in casa Lazio infatti sono tre: Casale, Cataldi e Marusic. In caso di ammonizione non sarebbero a disposizione per la gara contro la Salernitana, valida per la 23esima giornata. Il Tempo/Daniele Rocca

 


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