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ANGOLO DEL TIFOSO | Gianluca Gaffi: “In emergenza abbiamo garantito il servizio. La Lazio mi manca come l’aria, speriamo si trovi un accordo”

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Come ogni lunedì ecco la rubrica de ‘L’Angolo del Tifoso’. Oggi abbiamo parlato con uno dei proprietari del negozio di abbigliamento più famoso a Roma, e rinomato per i laziali, si tratta di GAFFI & CO. Gianluca Gaffi ha parlato ai nostri microfoni raccontandoci come hanno reagito, e stanno continuando a regire, a questa emergenza sanitaria che più di tutti ha colpito negozi, bar, ristoranti e tante imprese di tal genere. Inoltre essendo, Gaffi, un polo d’attrazione per tifosi e giocatori soprattutto dal cuore biancoceleste, ci ha raccontato anche della sua amata Lazio e dei tanti ricordi che ha vissuto.

Nonostante i dpcm, le FAQ, e le dichiarazioni del Governo nulla è del tutto chiaro. I negozi dovrebbero aprire il 18 maggio. Fino ad oggi come avete reagito a questa emergenza sanitaria?

“Da parte nostra c’è stato sicuramente il massimo impegno, nel cercare di garantire un servizio ai nostri clienti e amici tramite spedizioni e consegne, e a volte anche in meno di 24h. Abbiamo cercato di non far mancare il servizio, consegnando tramite corriere e permettendo le ordinazioni attraverso il nostro profilo Instagram dove la gente può vedere i vari outfit e e tutte le nostre collezioni. Ordinazioni che sono state permesse anche attraverso chiamate, video-call o messaggi in Direct”. 

Gaffi è uno dei più rinomati negozi di abbigliamento a Roma e non solo, da voi spesso vengono dai vari Lazzari e Cataldi e anche qualche ex come Mihajlović. Che effetto fa da tifosi laziali essere un punto fermo per il calcio biancoceleste e non? 

“Quella è una cosa che ci fa estremamente piacere. Oltre alla soddisfazione commerciale di essere un negozio appetibile per un pubblico così importante, si instaurano dei rapporti personali e d’amicizia unici. Con Lazzari, Cataldi, Mihajlovic e tanti altri condividiamo veramente tanto e ci fa veramente piacere che ci vengano, in primis, a trovare e poi che apprezino anche le nostre collezioni. E’ un orgoglio immenso”. 

Governo, Lega, FIGC e AssoCalciatori non stanno riuscendo a trovare accordi sulla ripresa del campionato e degli allenamenti. Come si vive senza calcio e senza sport, a maggior ragione in un periodo come questo che siamo chiusi in casa da mesi?

“Diciamo che il periodo ti impone di pensare a cose molto più importanti, e quindi ti distrai un po’ da quella che può essere una passione, per quanto questa sia fortissima vivendo di calcio e di Lazio 24 ore su 24. Ad oggi però ci sono preoccupazioni diverse e che meritano maggiore attenzione. Non nascondo però che mi avrebbe fatto piacere veder proseguire il campionato. Mi rendo conto che le difficoltà sono gigantesche, non solo in termini di sicurezza e per il rischio di contagi, ma probabilmente c’è anche un motivo fisico, visto che sono fermi da due mesi e mezzo e potrebbe essere un rischio. Non saprei se la scelta di ripartire potrebbe essere quella giusta, nonostante la Lazio mi manchi come l’aria. Spero si riesca ad arrivare ad una decisione nel più breve tempo possibile”. 

La Lazio sicuramente ha occupato tanto posto nella tua vita personale e lavorativa. Quali sono i tuoi ricordi più belli da laziale?

“Uno fra tutti, nonostante fossi molto giovane, è lo scudetto. Poi, a dir la verità ed ho i brividi a ricordarmelo, sono molto legato al gol di Klose nel derby all’ultimo secondo sull’imbeccata di Matuzalem. Questa, insieme al gol di Paolo Di Canio sono due immagini bellissime, è come se li vedessi in andare in porta per la prima volta. Non saprei dire perché questi più di altri, visto che di derby ne abbiamo vinti altri tra cui anche il 26 maggio, però quei due mi regalano delle emozioni pazzesche. Poi mi viene in mente anche il gol di Danilo Cataldi nell’ultimo derby vinto, ed essendo lui un amico è stata un’emozione doppia”. 

Chi è il giocatore, o ex giocatore, biancoceleste che viene da Gaffi a cui tu sei più affezionato e legato? 

“Ce ne sono tanti, abbiamo avuto più di qualcuno che è passato di qui. Da Cristian Ledesma, Lazzari, Cataldi, anche Felipe Anderson sono tutte persone di cui ti innamori e non solo per un discorso legato alla lazialità, ma per un fatto di educazione e di modi che alla fine fanno tanto. E loro sono delle persone per bene e che ci hanno lasciato grandi ricordi”. 

Cosa ti auguri per questa Lazio, se e quando si ricomincerà a giocare? 

“Mi auguro che abbia mantenuto lo stesso spirito con cui ha messo in difficoltà tutte le squadre del campionato e mi auguro che se si dovesse proseguire, spero si possa riprendere proprio dall’ultimo secondo in cui ci siamo lasciati, che eravamo la squadra più temuta da tutti. Inoltre spero che questo sia l’anno, nonostante l’interruzione, di una nuova partenza per una nuova Lazio. Non vorrei che venisse smontato tutto, ma che anzi si possa costruire ancora meglio una squadra che è fortissima se vuole. Mi auguro che sia solo l’inizio”. 

 

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ANGOLO DEL TIFOSO| Simone e Cristina: “I nostri bambini si chiamano Paolo e Giorgio per Di Canio e Chinaglia. Il prossimo sarà Tommaso…”

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Dopo la conclusione della stagione della Lazio all’Olimpico con il pareggio contro l’Hellas Verona torna l’appuntamento con la rubrica “L’angolo del tifoso” in cui i protagonisti siete voi sostenitori biancocelesti. In questa occasione la redazione di Laziopress.it ha intervistato Cristina e Simone, una coppia lazialissima che sta provando a passare la passione per i colori biancocelesti anche ai propri figli a partire dal… nome. I due bambini si chiamano infatti Paolo e Giorgio. “Il nome del mio primo figlio nasce 5 anni prima della sua nascita e soprattutto prima di conoscere mia moglie. Ricordo quel giorno come se fosse ieri. Era il 6-1-2005: palla di Liverani per Di Canio e gol sotto la sud. Mi giro verso i miei amici di curva e dico ‘mio figlio si chiamerà paolo’. Detto fatto. Per il secondo, invece, l’idea nasce insieme a mia moglie Cristina dopo aver appreso la notizia della morte di Chinaglia. ‘Il secondo figlio lo chiameremo Giorgio!’. Inoltre, casualmente, sarebbe dovuto nascere anche il 24 gennaio. Alla fine venne al mondo il giorno dopo, il 25” ha detto Simone.

La prima volta allo stadio, le emozioni e i calciatori preferiti

E la prima volta allo stadio? Due esperienze diverse quelle dei due coniugi, ma entrambe colme di emozioni: “La mia prima partita è stata Lazio- Inter super coppa 1999/2000 dove abbiamo vinto un emozione unica e tutta questa passione è nata grazie a mia zia. Ancora oggi quando salgo quei gradini sento una grandissima emozione” ha detto Cristina. Nessun ricordo, invece, per suo marito Simone: “Mamma e nonno mi portarono allo stadio a 6 mesi. Dai 14 anni diventò invece una passione fissa quella di salire quei gradini“. Pochi dubbi, invece, sulla più grande emozione nella storia della Lazio. “Il 26 maggio, ovviamente” hanno risposto in coro. “E’ la coppa più bella quella vinta davanti ai loro occhi”.

 

I giocatori preferiti e la loro lazialità

Cristina e Simone sono d’accordo anche sul loro calciatore preferito nella Lazio di oggi e nel passato: “Ciro Immobile e Paolo Di Canio“. “Ciro fa innamorare grandi e piccoli. Nostro figlio Giorgio ha voluto la festa dei suoi 5 anni a tema Ciro Immobile. Lo adora” hanno detto. E come vivono la loro Lazialità? “Negli ultimi anni ho mollato con la curva. Con la nascita dei figli è inevitabile che cambi qualcosa. Quest’anno, però, abbiamo iniziato ad andare allo stadio tutti insieme e devo dire che è una grande emozione” ha spiegato Simone. “Una passione, anzi, un grande amore che speriamo di trasmettere ai nostri figli. Ma so che stiamo facendo un grande lavoro. Paolo ha anche la sua migliore amica che va allo stadio, avendo anche lei la madre malata di Lazio, e vederli insieme passeggiare per lo stadio è una grande emozione” ha invece raccontato Cristina. Un modo di vivere la Lazio a 360 gradi e di condividere la propria Lazio con tutta la famiglia.

“Concludo dicendo un grazie a mia moglie che ha sempre sostenuto questa follia dei nomi, aspettando ora il terzo che si chiamerà Tommaso…” ha detto poi Simone, rivolgendosi a sua moglie Cristina.

 

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