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Delio Rossi: “Coppa Italia 2009? Era la mia ultima partita con la Lazio, volevo lasciare il segno”

silviaaldi@libero.it'

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Insieme a Cristian Ledesma, questa mattina è intervenuto a Radio Incontro Olympia l’ex allenatore della Lazio Delio Rossi: “Ledesma? E’ una di quelle persone che a me piacciono di più: parla con i fatti. E’ venuto a Roma in un momento difficile, doveva sostituire un giocatore importante. I rigori in finale di Coppa Italia? Assolutamente no, non li avevamo provati. Quando ti giochi qualcosa di importante non è replicabile in allenamento. La finale era la mia ultima partita in biancoceleste, lo sapevo ci tenevo a chiudere il mio rapporto con la Lazio con qualcosa di tangibile.  Il giro di campo alla fine è stato un modo per salutare tutte le persone che mi avevano voluto bene, era quello che mi ero ripromesso quando ero arrivato. La prima persona che ho abbracciato dopo il gol di Dabo? Il mio secondo preparatore atletico. Parlando di portieri, Muslera inizialmente è arrivato come l’uomo in più, gli inizi sono stati tragici ma aveva voglia di imparare: con il lavoro quotidiano e il lavoro di Grigioni è cresciuto ed è diventato quello che è. Quando dovevamo sostituire Peruzzi, che era un monumento, abbiamo scelto come successore Carrizo. Aveva delle qualità importanti ma probabilmente ha avuto atteggiamenti sbagliati. L’emozione che ricordo di più? Il gol di Behrami al 93′”.

L’ex allenatore biancoceleste si è espresso anche sulla possibile ripresa del campionato: “Il primo elemento da tenere in considerazione è la salute ma si deve tenere in conto anche che questa situazione potrebbe durare anche anni. Se dovessimo fare un discorso di salute dovremmo aspettare l’arrivo del vaccino, ma aspettare tutto questo tempo è assurdo. Il calcio è la terza industria d’Italia e si deve trovare il modo di far giocare. Chi è deputato a fare delle scelte, deve fare scelte logiche: il calcio deve ripartire, alimenta tutto il nostro sport. Vedremo sicuramente un altro calcio, senza tifosi“.

Qualche parola anche sull’attuale momento della Lazio di Simone Inzaghi:Inzaghi? E’ difficile dire se avesse già sensibilità calcistica da giocatore, è cresciuto negli spogliatoi della Lazio dei campioni. Nella crescita dell’allenatore fa tanto anche la società: se tutti ti stimano e remano dalla stessa parte diventa più facile. Tare, il Presidente, Peruzzi aiutano molto sotto questo punto di vista. Non mi stupisce il percorso della Lazio. E’ un percorso di crescita: ogni anno ci ha messo un pezzo non vendendo i migliori giocatori“.

 


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La S.S. Lazio onora la Memoria dei perseguitati della Shoah e delle vittime dell’odio

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Come riportato sul sito biancoceleste, la Lazio ricorda le vittime dell’Olocausto:
La Società Sportiva Lazio, Ente Morale, ricorda con commozione e onora la Memoria dei bambini, delle donne e degli uomini perseguitati della Shoah e vittime dell’odio. Non verranno mai dimenticati e continueremo a sentirli presenti, vivi, in ogni singolo istante, impegnandoci concretamente per dare luce alla Memoria e spegnere l’odio e la discriminazione in tutte le forme ottuse e violente in cui si manifestano ancora, ogni giorno“.

 


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