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ESCLUSIVA LATIUM | Crecco: “Il mio sogno era giocare un derby. Non dimenticherò mai le lacrime di Totti il 26 maggio”

silviaaldi@libero.it'

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Intervenuto in esclusiva durante la trasmissione Latium, l’ex esterno biancoceleste Luca Crecco, trasferitosi al Pescara da luglio 2018, ha ripercorso i momenti più emozionanti della sua carriera alla Lazio. Compresa, ovviamente, la vittoria di Coppa Italia contro la Roma il 26 maggio 2013:

Quell’anno ero aggregato dalla Primavera, feci tutto l’anno con la Prima Squadra. E’ stato un anno bellissimo coronato con la vittoria di Coppa Italia. Il momento della convocazione alla gara del 26 maggio è stato fantastico. Avevo l’opportunità di andare in panchina in una partita del genere, un derby e una finale di Coppa Italia. Vincere la gara è stato emozionate, sono prima un tifoso della Lazio e poi un giocatore. Quella sera non la dimenticherò mai. Vedere un campione come Totti che ti passa davanti piangendo è un’immagine che non scorderò mai. Sono cresciuto come giocatore e come persona condividendo lo spogliatoio con campioni del calibro di Klose, Ledesma, Radu e Leiva l’ultimo anno. Soprattutto da Klose ho appreso molto. Ogni allenatore ti trasmette qualcosa di diverso. Con Pektovic il gruppo era coeso, Inzaghi ha creato un gruppo fantastico. E’ un grandissimo motivatore. Mi porto dietro tutto quello che di buono ho preso da tutti loro. Il mio sogno era quello di giocare un derby, Lazio-Roma. Il primo gol, invece, è arrivato in Lazio-Palermo con mister Inzaghi. A Pescara sto bene, cercheremo di fare belle cose. La società merita di stare più in alto. Appena gli impegni me lo permettono torno a Roma e vado a vedere la Lazio. Mi piace vedere l’Olimpico pieno, mi piace vedere la Lazio di quest’anno. Sono tifoso della Lazio”.

  


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Il Tempo | Processo Lazio

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Intervallo, più che una pausa, è quasi la fine della partita. La Lazio crolla nel secondo tempo: fosse solo per i primi 45′ avrebbe già mezza Champions in tasca. Con quelli contro il Verona sono diventati 17 i punti persi da posizione di vantaggio. E ancora una volta contro una ‘piccola’ della Seria A. Con le squadre che occupano attualmente tra l’undicesima e la ventesima posizione, i biancocelesti hanno ottenuto appena 21 punti, solo tre in più rispetto a quelli messi in cassaforte con le prime dieci della classe. Sarebbero bastate un pizzico di attenzione in più e maggiore cattiveria agonistica per portare in porto determinate sfide (vedi i quattro punti gettati alle ortiche contro le ultime tre).

Il problema principale continua a essere l’abisso nel rendimento tra primo tempo e ripresa. Dei 17 gol subiti, addirittura 14 sono stati incassati nella seconda parte di gara (solo Bologna, Napoli e Juve hanno bucato la Lazio nei primi 45′). Una situazione che si è accentuata nel 2023 visto che contro Lecce, Empoli, Fiorentina e Verona sono stati buttati via 9 punti. Un tesoretto enorme visto che la lotta Champions sempre più serrata e qualsiasi passo falso può avvantaggiare una rivale. Non è finita qui perché dalla gara con l’Inter in poi la squadra di Sarri non ha più vinto quando ha subito gol. In un momento così delicato del campionato non si può parlare di dettagli. Ecco perché, al netto di qualche decisione discutibile da parte di Sarri (vedi i soli due cambi contro l’Hellas), la società ha dimostrato di stare apertamente dalla parte dell’allenatore. Adesso sono i giocatori a salire sul banco degli imputati per le prestazioni troppo altalenanti. Il presidente Claudio Lotito e il diesse Tare si aspettano una reazione immediata già dalla sfida di sabato contro l’Atalanta. Dal punto di vista del tecnico, il problema è principalmente mentale. «Lavorare su queste cose non è semplice, parliamo di risvolti mentali che non coinvolgono un giocatore ma venticinque teste. Sarebbe un’impresa ardua anche per lo psicologo più affermato d’Europa, stiamo cercando di prenderne atto che sarebbe già qualcosa di importante», un concetto che Sarri ha ribadito più di una volta. È altrettanto evidente che ci sia qualcosa anche sotto l’aspetto della preparazione atletica e della condizione fisica. In tanti sono stati spremuti per mancanza di alternative, impensabile continuare così per i prossimi mesi. In vista del match contro i bergamaschi, in programma sabato 11 febbraio allo Stadio Olimpico di Roma, si aggiunge il pericolo cartellini. I diffidati in casa Lazio infatti sono tre: Casale, Cataldi e Marusic. In caso di ammonizione non sarebbero a disposizione per la gara contro la Salernitana, valida per la 23esima giornata. Il Tempo/Daniele Rocca

 


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