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Zauri: “Da laziale mi auguro che i biancocelesti ripartano come hanno lasciato, è un piacere veder giocare la Lazio”

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Quest’oggi, ai microfoni di Radio Incontro Olympia, è intervenuto Luciano Zauri, ex difensore biancoceleste che ha militato nella Capitale per ben sei anni. Queste le sue parole: “Sono rimasto a Pescara durante l’epidemia ma io vivo a Roma, lì mi sento a casa mia. Ho un profondo legame con la città e con la Lazio, sono stato accolto alla grande fin dal primo giorno e nonostante ho poi cambiato squadra, ho sempre sentito l’affetto della gente. Sono in buoni rapporti anche con la società, con Lotito non ho mai avuto problemi. Con lui si scherza sempre tranne quando si parla di soldi (ride, ndr) ma vi assicuro che non è diverso o peggio di tanti altri presidenti”.

Un ricordo di quel tocco di mano contro la Fiorentina: “Non sono fiero di quel gesto ma vi giuro che agii di puro istinto senza farlo con cattiveria. Sfido chiunque a rivedere quell’azione a velocità normale e a rendersi conto di ciò che è successo. Tirai poi un sospiro di sollievo quando la Fiorentina riuscì a salvarsi allo spareggio col Brescia”.

Fra le varie maglie indossate ci sta anche quella della Sampdoria nella stagione 2009/2010 quando con una doppietta di Pazzini interruppero il sogno tricolore della Roma: “A livello personale fu una soddisfazione doppia quella vittoria. Visto il mio trascorso biancoceleste ovviamente mi faceva piacere regalare un dispiacere ai giallorossi ma vorrei anche ricordarvi che con la Samp eravamo in piena corsa Champions per cui quella vittoria era fondamentale per il quarto posto”.

Il presente ora vede una Lazio in piena corsa per lo scudetto con il suo vecchio compagno Simone Inzaghi in panchina: “La Lazio sta completando una crescita iniziata con l’arrivo di Simone Inzaghi in panchina che offre un calcio propositivo molto piacevole. Ad inizio stagione era difficile pensare a risultati simili ma ero sicuro che poteva lottare per la Champions. Sta facendo un campionato incredibile e ora può giocarsi lo scudetto con la Juventus. Simone ha fatto parte di un gruppo storico della Lazio, era un leader nello spogliatoio tenendo sempre alto il morale. La sua empatia la dimostra ancora oggi nella gestione del gruppo, sa reggere bene le pressioni di una città impegnativa come Roma e poi è davvero bravo sotto l’aspetto tattico e nel far rendere al meglio i giocatori. Basta vedere il rendimento dei vari Immobile, Milinkovic e Luis Alberto”.

La differenza quindi la fanno i giocatori e la qualità di gioco: “E’ un piacere veder giocare la Lazio. Simone è riuscito a renderla una squadra imprevedibile che sa adottare varie soluzioni in base al momento della partita. Puoi sfruttare i palloni aerei con Milinkovic oppure la velocità di Correa e Immobile, poche squadre possono vantare così tanta varietà”.

Poi sulla corsa scudetto: “La situazione è anomala, chi avrà lavorato meglio durante la quarantena sarà avvantaggiato. Si faranno tante partite ravvicinate per cui è una lotteria fare previsioni, ci sono troppi fattore che incidono. Da laziale mi auguro che i biancocelesti ripartano come hanno lasciato. La Juventus è la squadra che può beneficiare dei cinque cambi, domani è la favorita per la Coppa Italia contro un Napoli in ripresa. Gattuso non può fare miracoli ma è riuscito a restituire un’anima ai campani. L’Inter invece deve recuperare una partita e vincere significa rientrare nella corsa nonostante il distacco rimanga”.

La Lazio ripartirà contro l’Atalanta a Bergamo: “Sarà uno scontro avvincente. Non so quanto la squadra di Gasperini riuscirà a togliersi dalla mente ciò che ha vissuto Bergamo, per cui sul campo credo che possa vincere chi avrà più qualità e lucidità. Giocare a Bergamo senza pubblico è un vantaggio ma non penserei solo a quello. Credo che i tifosi laziali abbiano fatto la differenza in questa stagione e non trovarli allo stadio è sicuramente un handicap, basta ricordare la spinta offerta contro l’Inter. I tifosi non segnano ma riescono a spingere la squadra verso una vittoria”.

Cinque sostituzioni e proroga contratti: “Non mi piacciono le cinque sostituzioni perché non sono per le correzioni in corsa ma bisogna salvaguardare i giocatori in questo momento. Giocare ogni tre giorni può essere deleterio per questo dovrà essere bravo Simone nel far girare i giocatori sfruttando anche i cambi. Ogni allenatore poi ha il suo undici ideale ma in questo momento bisogna tenere conto di tanti aspetti. Conterà sia l’aspetto fisico ma anche quello mentale perché le tante partite ravvicinate possono causare infortuni. Per quanto riguarda i contratti credo sia normale la proroga ad agosto”.

Il futuro di Luciano Zauri in panchina: “Ho avuto la fortuna di avere tanti allenatori molto bravi fin dalle giovanili con l’Atalanta. Ho avuto tre anni Prandelli, Delio Rossi, Luigi Del Neri. Mi piace il bel calcio visto l’imprinting che ho avuto ma poi dipende dal materiale che uno ha a disposizione. Ho fatto la prima esperienza con i grandi in panchina e voglio continuare così. Ho fretta di ricominciare con una proposta che mi permetta di lavorare al meglio. A Pescara ho iniziato con i giovani e le pressioni sono completamente diverse rispetto alla prima squadra, con la primavera vincemmo il campionato arrivando in Serie A primavera giungendo anche sopra la Lazio che era sicuramente più attrezzata”.

Il giocatore da cui si aspettava una carriera diversa e su chi invece scommetterebbe: “Domenico Morfeo è del mio paese e poteva essere un giocatore straordinario nonostante sia riuscito ad arrivare a squadre come Milan e Inter. Oggi vi dico che Machin è un giocatore di qualità incredibili ma dipende solo da lui”.

 

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Un grande pubblico saluta i biancocelesti: campionato concluso davanti alla Roma.

Come riportato dal Corriere dello Sport, notte d’altri tempi con il popolo biancoceleste che torna a riempire l’Olimpico. Erano 55.000 i tifosi presenti per mandare un messaggio a Lotito: serve una Lazio ancora più ambiziosa nella prossima stagione.
Ieri partenza schock dei biancocelesti, il Verona segna con Simeone e Lasagna. Poi la rimonta: Cabral, Felipe e Pedro. Hongla acciuffa il pari.

Immobile è per la quarta volta re dei marcatori. Lo precede, nella storia della Serie A, solo Nordhal: nessun attaccante italiano era mai riuscito nell’impresa. Ha vinto Sarri, applaudito sotto la Curva Nord, perché bastava un pareggio per finire quinto e piazzarsi davanti alla Roma (terzo anno di fila per la società). La qualificazione in Europa League può essere la base per costruire un futuro radioso, a patto di accontentarlo sul mercato e magari ribaltando il destino attraverso la conferma di un top player come Milinkovic, forse al passo d’addio nella scia di Leiva, Strakosha, Luiz Felipe e probabilmente Acerbi.

 

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