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ESCLUSIVA – Il fisioterapista Caroli: “La Lazio ti rapisce. Ora incrocio le dita per i biancocelesti e la Ternana. Domani i miei colleghi troveranno un ambiente spettacolare”

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Mi serve un peso in mano per rimanere con i piedi per terra”, questo scriveva sui suoi social il fisioterapista Valerio Caroli dopo l’ennesima bella vittoria dell’Olimpico ai danni del Bologna, nell’ultima gara di campionato prima della lunga sosta dovuta al Covid. Ha accompagnato i biancocelesti in questa splendida cavalcata, iniziando nel 2012 a muovere i primi passi a Formello, salvo poi tornare alle origini: da qualche giorno infatti si è avvicinato a casa, nella sua amata Terni per seguire la squadra dell’attuale patron Stefano Bandecchi, da dove tutto partì nel 1997. Una scelta d’amore, quella del fisioterapista ternano, che nel cuore porta anche la Lazio e le soddisfazioni legate alla crescita esponenziale del club capitolino. Dai laziali alle “Fere”, passando per la pandemia, i legami costruiti nel tempo ed il ritorno poi alla base. In esclusiva ai microfoni di ‪LazioPress.it‬ Caroli ha ripercorso gli anni nella Capitale, il saluto finale al gruppo di mister Inzaghi ed il ritorno alla Ternana del tecnico Gallo, impegnata oggi nella corsa alla Serie B.

Uno stop lungo oltre tre mesi: che Lazio hai trovato dopo il lockdown?
Devo ammettere che l’ambiente è stato sempre positivo, molto compatto, e risponde sempre bene alle difficoltà. Questa è stata sicuramente una delle più inaspettate ma il gruppo, un po’ per la mentalità aziendale e un po’ per la capacità di assorbimento degli urti da parte della squadra e dello staff, ha ripreso da dove ha lasciato, come se non ci fosse stata un’interruzione”.

Si parla di Lazio come di una famiglia: è questo il clima che si respira a Formello?
Il gruppo che si è venuto a creare negli anni, passo dopo passo, è ormai consolidato. Chiunque arrivi, viene accolto con molto entusiasmo. Tutto questo affascina chi è nuovo: viene subito assorbito a livello emotivo e sentimentale. E’ un ambiente che ha trovato un suo equilibrio ed una sua stabilità”.

Sei stato nella capitale dal 2012: cosa ti mancherà di più del mondo Lazio?
Ho vissuto le montagne russe: momenti di grande entusiasmo, come quando sono arrivato vincendo la Coppa Italia contro la Roma, e situazioni di difficoltà successive. Fino poi a risalire e trovarci oggi all’apice del calcio italiano, con un sistema ormai collaudato. La Lazio è un ambiente che ti rapisce, sostituisce tutto quello che nella vita pensi di avere: lavoro, hobby, passione, sentimento. Ti prende tutto. Qualche volta anche troppo, fino magari ad allontanarti da casa per via del grande impegno e del lavoro.  E’ una realtà che ti avvolge a 360 gradi e nel momento in cui ci sei dentro ti dà una grande soddisfazione”.

C’è del rammarico, nonostante la gioia del ritorno in Umbria, per aver lasciato i capitolini in questo momento della stagione?
Mi dispiace sicuramente aver interrotto un percorso di cui, seppur in percentuale minima, mi sento parte. La Lazio, appunto, assorbe tante situazioni ma non può sostituire casa, quindi per scelta personale ho deciso di lasciare una ‘famiglia’ e riuscire a vivermi a pieno la mia. E’ stata una sofferenza a livello professionale, sportivo e di ambizione, però compensata da un grande desiderio di tornare qui, associato alla fortuna di poter lavorare con la squadra della  mia città, con i miei colori, e tornare al passato perché qui ci sono stato 16 anni fa: ho ripreso un filo conduttore che non avevo mai abbandonato”.

C’è un giocatore biancoceleste con cui ha instaurato un legame particolare?
Tantissimi. Cerco sempre di avere rapporti equilibrati, non ho preferenze. Tanti di loro mi hanno stupito per l’adattamento ai sistemi nuovi, alla mentalità, e nel mettersi a disposizioni del gruppo. Magari incontri il calciatore con un pizzico di egoismo in più, ma la società fa sì che venga limato questo aspetto per mettere la propria individualità al servizio degli altri. Non mi sento di fare un nome: parlo di tutti in generale perché è la Lazio stessa che domina, che insegna e dà le condizioni per migliorare anche caratterialmente”.

Nella ripresa, visti gli impegni ravvicinati, inciderà più l’aspetto mentale o quello fisico?
La testa in questi casi è determinante. Il corpo lo puoi riposare, curare, recuperare. La mente è delicata va supportata in maniera differente. In questo finale di stagione la differenza la faranno la mentalità e l’approccio psicologico. La Lazio, così come altre squadre, sarà avvantaggiata vista l’esperienza nel preparare le Coppe e gli infrasettimanali. Non sarà facile, ma i biancocelesti possono avere una marcia in più”.

Domani tornerai a Formello per l’amichevole tra la Lazio e la Ternana?
Con grande rammarico non sarò presente, il mio contratto partirà ‪il primo luglio‬. Nel frattempo sto facendo test e tamponi, nel rispetto delle normative. Ho già avvisato i miei colleghi della Ternana: si troveranno davanti ad un ambiente spettacolare, un centro sportivo rinnovato. Una sorta di calcio del futuro, vedranno una realtà che nessuno immagina, solo chi c’è stato dentro può capirne l’efficacia e la validità. Torneranno con un bagaglio di cultura sportiva importante e per chi vive e lavora nel calcio è un grande vantaggio confrontarsi con queste realtà”.

Ora la coppa Italia, poi i play off: la compagine umbra ha una priorità?
Ogni squadra ha una un’ambizione di fondo, dai giocatori, allo staff tecnico fino al tifo: si spera sempre nella vittoria, a prescindere dall’importanza della competizione. Parliamo di sport, viviamo di questo, e la finalità è sempre vincere”.

Dopo la lunga sosta Lazio e Ternana saranno pronte a confermarsi per i rispettivi obiettivi stagionali?
Io spero che tutte e due le squadre realizzino i propri desideri e le proprie ambizioni. Sicuramente parliamo di livelli differenti, ma godono entrambi gli ambienti di grande entusiasmo. Per la Lazio lo scudetto, per la Ternana la B e la coppa Italia, sarebbero risultati meritatissimi. Incrocio le dita per entrambi i club”.

Tutte e due le squadre hanno tifoserie importanti: quanto inciderà non avere i sostenitori allo stadio?
Una percentuale elevata ce l’ha questa assenza, sono rose abituate ad avere il tifo vicino. Alcune realtà invece ne risentiranno meno. Ma ripeto: avere obiettivi alla portata, fa superare anche questa difficoltà”.

 
 
 
 


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ESCLUSIVA | Lazio-Bologna, l’ex Acquafresca: “Gara difficile da decifrare. Luis Alberto? Anche a me dava fastidio quando…”

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L’esordio ufficiale della Lazio in Serie A è sempre più vicino, con i biancocelesti che apriranno la propria stagione affrontando all’Olimpico il Bologna di Siniša Mihajlović. Per analizzare il match tra le due squadre, in programma domani alle 18:30, la redazione di LazioPress.it ha intervistato l’ex attaccante del Bologna Robert Acquafresca, che ha presentato così la gara.

Quale sarà la difficoltà maggiore di questa stagione particolare?

Avere una pausa così lunga a novembre e dicembre sarà la difficoltà principale, ma ormai siamo in un periodo in cui i giocatori devono essere abituati a tutto. Si gioca tanto e bisogna essere abbastanza di gomma”.

Dopo questo mercato, la Lazio ha una rosa più lunga rispetto allo scorso anno?

Sto vedendo un po’ di difficoltà a fare mercato, da parte di tutti. A me piace tantissimo Luis Alberto, sto leggendo che c’è movimento intorno a lui. Per le qualitá tecniche che ha spero rimanga, ma bisogna essere contenti in due. Già tenere Milinkovic-Savic sarebbe una bella vittoria, oltre alla garanzia Immobile che per me non ha prezzo”.

Che idea si è fatto dall’esterno sulla situazione di Luis Alberto?

Ho giocato tanti anni, quando parlavano da fuori mi dava molto fastidio. Come allenatore Luis Alberto vorrei sempre averlo e allenarlo, poi è normale che ci sono situazioni tattiche e forse comportamentali, ma bisognerebbe conoscerle a fondo prima di parlarne”.

Da attaccante, come vede il percorso di Cancellieri da vice Immobile?

Non sarà facile, ma quando hai giocatori forti gli allenatori bravi sono quelli che ti aiutano a rendere al meglio, anche quando la posizione richiesta in campo non è la tua. Cancellieri potrebbe essere una bella scoperta”.

Cosa non è andato nel Bologna negli ultimi anni, cosa gli impedisce di fare una stagione di alto profilo come il Sassuolo nei campionati scorsi? 

La scorsa stagione è stato uno step migliorativo. Nonostante fossero salvi da tanto hanno chiuso bene il campionato, seguendo ciò che chiede un allenatore combattivo come Mihajlovic. Hanno fatto cessioni importanti e buonissime plusvalenze.

Stanno avendo la forza di tenere Arnautovic che è molto richiesto. Bisogna vedere cosa accadrà con Orsolini, ma in caso di cessione credo che quei soldi verrebbero almeno in parte reinvestiti. Il Sassuolo ha una proprietá forte, è arrivato un po’ più in fretta del previsto. La proprietà del Bologna è forte, sta impiegando un po’ più di tempo del previsto per lo step successivo”.

Da quale prospetto degli ultimi anni ti aspetti un miglioramento? Cosa manca a Barrow per vederlo finalmente ad alti livelli? 

Per le qualità che ha mi aspettavo qualcosina in più, però hanno trovato Arnautovic, una bellissima riscoperta. È andato via trasferendosi prima in Inghilterra e poi in Cina. Inizialmente non pensavo avrebbe fatto così tanto la differenza, ma sono stato piacevolmente sorpreso. È un calciatore completo.

Mi aspetto lo step successivo da Dominguez, che mi piace tanto come giocatore, ma penso che il giovane debba essere accompagnato da un profilo d’esperienza, infatti per me qualche innesto andrebbe fatto anche in ottica di esperienza e non solo per l’investimento”.

Che partita si aspetta domenica?

Le partite a inizio stagione sono sempre particolari, ci sono tanti fattori come quello dei carichi di lavoro. È molto difficile da decifrare come gara, non mi sento di darti un pronostico”.

 
 
 
 


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