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CorSera | Correa-Luis Alberto: la Lazio contro il Milan prova il suo attacco alternativo

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La Roma è lontana venti punti, un distacco abissale e inatteso, che ha ribaltato le gerarchie della capitale: negli ultimi sette anni, mai la Lazio è arrivata davanti ai giallorossi. In quel campionato, 2011-2012, il club di Lotito si piazzò al quarto posto (che ai tempi, però, non dava diritto alla Champions League) e quello di Pallotta al settimo. Perché adesso il sorpasso si verifichi in modo definitivo, alla squadra di Inzaghi mancano ancora otto punti: quando li avrà conquistati, diventerà irraggiungibile per i rivali. E intende cominciare a prenderseli già dalla partita di stasera contro il Milan (ore 21.45).

Non si tratta, però, di una semplice questione di supremazia cittadina nel duello con la Roma. C’è anche un altro aspetto che conta molto di più, almeno per Simone Inzaghi: lasciarsi alle spalle i giallorossi non è «vincere un derby» ma andare sicuramente in Champions e poter fare programmi ambiziosi che vanno ben al di là della sfida che infiamma tanto i tifosi. «È il nostro vero, grande traguardo: stiamo lavorando per raggiungerlo al più presto», dice l’allenatore e un po’ mente, perché in realtà l’obiettivo – arrivati a questo punto – non può che essere lo scudetto. Una bugia strategica, per ribadire come l’impresa dei biancocelesti sarebbe comunque grande, anche se fosse «limitata» a un posto tra le prime quattro della classifica. «Questi ragazzi hanno realizzato un’impresa sensazionale, sono orgoglioso di essere il loro allenatore».

La Lazio si confronta fin dalla ripresa del campionato con un nemico inatteso: l’emergenza. Tutti pensavano che ci potessero essere più infortunati e meno energie, considerata la vicinanza tra una partita e l’altra; colpisce però che i biancocelesti siano particolarmente colpiti. Stavolta si aggiungono due squalifiche pesantissime, perché escludono entrambi i centravanti: Immobile e Caicedo. Inzaghi ha deciso chi sarà ad affiancare Correa in avanti e lo ha provato nella rifinitura di ieri: Luis Alberto. Era in ballottaggio con Milinkovic-Savic, il quale avrebbe garantito maggiore fisicità; Inzaghi ha preferito conservare i centimetri per il centrocampo e in attacco si affiderà al gioco palla a terra del Tucu e del Mago, due che parlano la stessa lingua tecnica.

Avverte Inzaghi: «Ancora è tutto da decidere, vedremo poche ore prima della partita quali sono le condizioni di Cataldi e Leiva, quindi deciderò la formazione». Il suo piano è chiaro e lo ha collaudato: schierare il romano come regista, affiancandolo a Parolo e Milinkovic-Savic (spostato sul centrosinistra), conservando Lazzari e Jony sulle fasce, mentre Leiva al massimo andrà in panchina. «Ma anche Danilo arriva da una distorsione importante, un problema che non può essere sottovalutato». Se dovessero mancare di nuovo entrambi i registi, allora mettere assieme undici giocatori per sfidare il Milan diventerebbe davvero complicato. Una soluzione sarebbe lo spostamento come interno di Jony, con Lukaku o Patric sulla fascia; l’altra l’arretramento di Luis Alberto con il giovane André Anderson spedito in avanti a supporto di Correa.

Inzaghi ha grande rispetto di Pioli, che al Milan sta vivendo giorni strani, tra risultati che si stanno rialzando ma continue voci di divorzio: «È un bravissimo allenatore e soprattutto una splendida persona, è stato bello parlare di calcio con lui quando era alla Lazio e io guidavo le giovanili». Teme Ibrahimovic, anche se non può essere al massimo della condizione, essendo appena rientrato dall’infortunio: «Non so se comincerà la gara, ma lui resta uno che fa la differenza». Il Milan potrebbe avere lo svedese in panchina, e comunque avrà un buon numero di calciatori pronti per essere buttati nella mischia; lui avrà ragazzini o poco più. CorriereDellaSera

 


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Formello

FORMELLO – Con la Juve rilancio per Lazzari, Patric e Vecino. In attacco torna Immobile

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Novanta minuti da dentro o fuori. L’avversario è al momento indecifrabile per cui sarà una partita tutta da giocare domani sera contro la Juventus. Non ci sarà turnover ma qualche cambio è naturale che Maurizio Sarri lo effettui per avere una squadra carica di energie nervose e mentali. Fra i pali rientra Maximiano che già ha giocato il turno precedente col Bologna. In difesa torna Lazzari sulla corsia di destra con Hysaj confermato sulla fascia mancina, un turno di riposo per Marusic che non era al 100%. In mezzo si riprende la maglia da titolare Patric dal primo minuto e farà coppia con Romagnoli, favorito su Casale. A centrocampo uno dei big partirà dalla panchina, dalle prove di oggi sembra poter toccare a Milinkovic con Vecino quindi che si muoverebbe alla destra di Danilo Cataldi e con Luis Alberto a completare il reparto. Davanti non ci sono dubbi sulla fascia e la maglia a Ciro Immobile, i venti minuti di domenica hanno dato segnali confortanti. Il numero 17 quindi guiderà l’attacco con Felipe Anderson a destra e uno fra Pedro e Zaccagni a sinistra. E’ un ballottaggio aperto con lo spagnolo in leggero vantaggio sull’ex Verona uscito acciaccato dalla sfida contro la Fiorentina.

 


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