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L’ANGOLO DEL TIFOSO | Giulia: “Sono nata con la Lazio nel cuore. Il mio idolo? Klose, vederlo in campo era un’emozione continua”

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 Come ogni lunedì torna l’appuntamento con la rubrica biancoceleste “L’Angolo del Tifoso” dove i protagonisti siete voi, tifosi della Lazio. Oggi è il turno di Giulia nata con la passione per i colori biancocelesti ereditata dalla sua famiglia.

Da dove nasce la tua passione per la Lazio?

Me l’ha trasmessa la mia famiglia: siamo tutti laziali a partire dai miei nonni materni. Vado allo stadio sin da piccola, si può dire che “respiro la lazialità” da sempre.

Qual è il momento più bello che ti ha fatto vivere la Lazio? E quello più brutto?

Non è facile definire il momento più bello, ci sono state tante partite cariche di emozioni e che mi porterò per sempre dentro. Se dovessi sceglierne una direi la storica Coppa Italia del 2013 ma anche l’ultima contro l’Atalanta: non sono potuta andare allo stadio ma finita la partita sono corsa a Formello con mia cugina per festeggiare il rientro dei calciatori con il trofeo in mano, è stata una notte magica. Il momento più brutto sicuramente la sfida di ritorno di Europa League con il Salisburgo, ci sono rimasta malissimo, all’andata ero allo stadio e avevo assistito a una splendida gara: la delusione per la mancata qualifica in semifinale è stata tanta.

Vai spesso allo stadio?

Si, appena posso cerco di andare anche se prima riuscivo a seguire più partite, vedere in questi giorni l’Olimpico deserto non fa che aumentare la nostalgia: speriamo di poter tornare presto a sostenere dal vivo la nostra Lazio.

Da quando segui la Lazio qual è il tuo giocatore preferito? E della Lazio attuale?

Della Lazio attuale non posso non nominare Immobile, è il bomber di cui avevamo bisogno e dimostra grande attaccamento alla maglia: è sempre il primo a gioire o rammaricarsi per l’esito delle gare. Ma il mio idolo, come per la maggior parte dei laziali è Klose. Ricordo di aver assistito allo stadio a un Lazio-Bologna 6-0 dove Miro segnò ben 5 gol: un calciatore incredibile, vederlo in campo era un’emozione continua.

Cos’è per te il derby? Come vivi l’attesa della partita?

Penso che il derby sia sempre una partita a sè, indipendentemente dalla classifica può accadere di tutto. L’attesa è sempre carica di ansia, ma ovviamente quando si vince un derby è una gioia immensa.

Cosa pensi di questa Lazio post-covid?

E’ banale dirlo ma questa sosta forzata ha finito per penalizzarci irrimediabilmente. Bisogna guadagnare il prima possibile punti in chiave Champions e, nonostante tutto, questi ragazzi ci hanno fatto vivere un sogno vincendo due trofei in un solo anno e mantenendo viva fino alla fine la lotta scudetto. Ora più che mai noi tifosi abbiamo il dovere di sostenere la squadra perchè queste sconfitte non possono e non devono assolutamente cancellare quanto di straordinario è stato fatto in questa stagione.

Cosa significa per te essere della Lazio?

Significa far parte di una grande famiglia, di una tifoseria sempre pronta a difendere questi colori anche quando le cose si mettono male. Essere laziali significa non arrendersi mai e uscirne vincenti sempre e comunque. 

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ANGOLO DEL TIFOSO| Simone e Cristina: “I nostri bambini si chiamano Paolo e Giorgio per Di Canio e Chinaglia. Il prossimo sarà Tommaso…”

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Dopo la conclusione della stagione della Lazio all’Olimpico con il pareggio contro l’Hellas Verona torna l’appuntamento con la rubrica “L’angolo del tifoso” in cui i protagonisti siete voi sostenitori biancocelesti. In questa occasione la redazione di Laziopress.it ha intervistato Cristina e Simone, una coppia lazialissima che sta provando a passare la passione per i colori biancocelesti anche ai propri figli a partire dal… nome. I due bambini si chiamano infatti Paolo e Giorgio. “Il nome del mio primo figlio nasce 5 anni prima della sua nascita e soprattutto prima di conoscere mia moglie. Ricordo quel giorno come se fosse ieri. Era il 6-1-2005: palla di Liverani per Di Canio e gol sotto la sud. Mi giro verso i miei amici di curva e dico ‘mio figlio si chiamerà paolo’. Detto fatto. Per il secondo, invece, l’idea nasce insieme a mia moglie Cristina dopo aver appreso la notizia della morte di Chinaglia. ‘Il secondo figlio lo chiameremo Giorgio!’. Inoltre, casualmente, sarebbe dovuto nascere anche il 24 gennaio. Alla fine venne al mondo il giorno dopo, il 25” ha detto Simone.

La prima volta allo stadio, le emozioni e i calciatori preferiti

E la prima volta allo stadio? Due esperienze diverse quelle dei due coniugi, ma entrambe colme di emozioni: “La mia prima partita è stata Lazio- Inter super coppa 1999/2000 dove abbiamo vinto un emozione unica e tutta questa passione è nata grazie a mia zia. Ancora oggi quando salgo quei gradini sento una grandissima emozione” ha detto Cristina. Nessun ricordo, invece, per suo marito Simone: “Mamma e nonno mi portarono allo stadio a 6 mesi. Dai 14 anni diventò invece una passione fissa quella di salire quei gradini“. Pochi dubbi, invece, sulla più grande emozione nella storia della Lazio. “Il 26 maggio, ovviamente” hanno risposto in coro. “E’ la coppa più bella quella vinta davanti ai loro occhi”.

 

I giocatori preferiti e la loro lazialità

Cristina e Simone sono d’accordo anche sul loro calciatore preferito nella Lazio di oggi e nel passato: “Ciro Immobile e Paolo Di Canio“. “Ciro fa innamorare grandi e piccoli. Nostro figlio Giorgio ha voluto la festa dei suoi 5 anni a tema Ciro Immobile. Lo adora” hanno detto. E come vivono la loro Lazialità? “Negli ultimi anni ho mollato con la curva. Con la nascita dei figli è inevitabile che cambi qualcosa. Quest’anno, però, abbiamo iniziato ad andare allo stadio tutti insieme e devo dire che è una grande emozione” ha spiegato Simone. “Una passione, anzi, un grande amore che speriamo di trasmettere ai nostri figli. Ma so che stiamo facendo un grande lavoro. Paolo ha anche la sua migliore amica che va allo stadio, avendo anche lei la madre malata di Lazio, e vederli insieme passeggiare per lo stadio è una grande emozione” ha invece raccontato Cristina. Un modo di vivere la Lazio a 360 gradi e di condividere la propria Lazio con tutta la famiglia.

“Concludo dicendo un grazie a mia moglie che ha sempre sostenuto questa follia dei nomi, aspettando ora il terzo che si chiamerà Tommaso…” ha detto poi Simone, rivolgendosi a sua moglie Cristina.

 

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