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ANGOLO DEL TIFOSO | Claudio: “Ho aspettato 3 anni per questo cancello, ora me lo invidiano tutti. Lazio? Senza stop era scudetto”

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Non poteva mancare anche questa settimana la solita rubrica di LazioPress.it: ‘L’Angolo del Tifoso’. Oggi abbiamo intervistato Claudio eccentrico tifoso biancoceleste, ‘costretto’ a vivere con sua moglie dal cuore giallorosso, ma che ha avuto in mente una grande idea per il suo cancello di casa. Scopriamo insieme che cosa ha fatto.

Raccontaci subito come ti è venuta questa idea?

“Da diversi anni mi ero comprato casa nuova, però dovevo ancora fare il cancello e avevo in mente i fare qualcosa di particolare, che fosse diverso da tutti. In più mio fratello, quando avevo 18 anni, mi aveva regalato uno stemma della Lazio che io poi ho fatto stampare e ho messo vicino al computer. Riguardandolo mi piaceva sempre di più e così sono andato dal mio fabbro di fiducia chiedendogli se si potesse fare. Gli portai il disegno e gli era piaciuto tantissimo, l’unico problema è stato che ho dovuto aspettare 3 anni, perché il lavoro era complicato e in più era della Roma lui (ride ndr). Per fortuna ha fatto poi un bel lavoro ed oggi anche molti romanisti si fermano e mi fanno i complimenti, mentre molti laziali ci si vogliono fare le foto”. 

Divertente sarà conoscere quale sia stata la reazione di tua moglie (romanista), come l’ha presa?

“Lei voleva che mettessi un piccolo scudetto della Roma lì vicino, ma ogni volta le dico sempre di no. Anche perché come le dico sempre: già ho dovuto accettare che fosse della Roma, ma il cancello proprio no deve essere mio personale. Poi metti caso un giorno ci dovessimo lasciare che faccio mi tengo il cancello della Roma? (ride ndr)”. 

La tua passione per la Lazio come è nata?

“E’ nata grazie a mio fratello, con cui ho 4 anni di differenza. Lui già da piccolo mi ha trasmesso questa fede e insieme ad alcuni suoi amici mi ha fatto diventare della Lazio. Io poi da lì sono sempre rimasto fedele alla mia squadra, non come facevano molti che cambiavano ogni giorno. Da ragazzo andavo anche sempre allo stadio, poi oggi anche per il lavoro è più complicato, però cerco sempre di alternare: una domenica sì e una no”. 

Questa è stata una stagione dalle due facce, che giudizio dai?

“Per me questa è stata una grandissima stagione, la Lazio era la squadra più bella da vedere in campo e tutto questo grazie a Simone Inzaghi. Certo poi il Covid-19 ci ha penalizzato molto, perché ti ha fatto fermare per molto tempo e in più adesso giochiamo 1 partita ogni 3 giorni. Tutto il vantaggio che avevamo prima l’abbiamo perso. Quello che sarebbe servito infatti erano dei ricambi freschi da poter utilizzare proprio in questa fase, senza questi lo scudetto non lo vinci. Probabilmente se le cose non fossero andate così, con questo lungo stop, la Lazio poteva aver già vinto il Campionato”. 

Inzaghi a vita?

“Assolutamente sì. Per me è stato uno dei più grandi allenatori che abbiamo avuto, forse anche meglio di Eriksson. Sicuramente Eriksson ci ha fatto vincere lo scudetto, ma Inzaghi con 4 giocatori e non spendendo molto la Lazio ha fatto un grande campionato. Non lo manderei mai via né alla Juventus né ad altre squadre. Potrei accettare una sua partenza solo se dovesse arrivare Nesta, per il quale io ho un debole. 

 

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ANGOLO DEL TIFOSO| Simone e Cristina: “I nostri bambini si chiamano Paolo e Giorgio per Di Canio e Chinaglia. Il prossimo sarà Tommaso…”

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Dopo la conclusione della stagione della Lazio all’Olimpico con il pareggio contro l’Hellas Verona torna l’appuntamento con la rubrica “L’angolo del tifoso” in cui i protagonisti siete voi sostenitori biancocelesti. In questa occasione la redazione di Laziopress.it ha intervistato Cristina e Simone, una coppia lazialissima che sta provando a passare la passione per i colori biancocelesti anche ai propri figli a partire dal… nome. I due bambini si chiamano infatti Paolo e Giorgio. “Il nome del mio primo figlio nasce 5 anni prima della sua nascita e soprattutto prima di conoscere mia moglie. Ricordo quel giorno come se fosse ieri. Era il 6-1-2005: palla di Liverani per Di Canio e gol sotto la sud. Mi giro verso i miei amici di curva e dico ‘mio figlio si chiamerà paolo’. Detto fatto. Per il secondo, invece, l’idea nasce insieme a mia moglie Cristina dopo aver appreso la notizia della morte di Chinaglia. ‘Il secondo figlio lo chiameremo Giorgio!’. Inoltre, casualmente, sarebbe dovuto nascere anche il 24 gennaio. Alla fine venne al mondo il giorno dopo, il 25” ha detto Simone.

La prima volta allo stadio, le emozioni e i calciatori preferiti

E la prima volta allo stadio? Due esperienze diverse quelle dei due coniugi, ma entrambe colme di emozioni: “La mia prima partita è stata Lazio- Inter super coppa 1999/2000 dove abbiamo vinto un emozione unica e tutta questa passione è nata grazie a mia zia. Ancora oggi quando salgo quei gradini sento una grandissima emozione” ha detto Cristina. Nessun ricordo, invece, per suo marito Simone: “Mamma e nonno mi portarono allo stadio a 6 mesi. Dai 14 anni diventò invece una passione fissa quella di salire quei gradini“. Pochi dubbi, invece, sulla più grande emozione nella storia della Lazio. “Il 26 maggio, ovviamente” hanno risposto in coro. “E’ la coppa più bella quella vinta davanti ai loro occhi”.

 

I giocatori preferiti e la loro lazialità

Cristina e Simone sono d’accordo anche sul loro calciatore preferito nella Lazio di oggi e nel passato: “Ciro Immobile e Paolo Di Canio“. “Ciro fa innamorare grandi e piccoli. Nostro figlio Giorgio ha voluto la festa dei suoi 5 anni a tema Ciro Immobile. Lo adora” hanno detto. E come vivono la loro Lazialità? “Negli ultimi anni ho mollato con la curva. Con la nascita dei figli è inevitabile che cambi qualcosa. Quest’anno, però, abbiamo iniziato ad andare allo stadio tutti insieme e devo dire che è una grande emozione” ha spiegato Simone. “Una passione, anzi, un grande amore che speriamo di trasmettere ai nostri figli. Ma so che stiamo facendo un grande lavoro. Paolo ha anche la sua migliore amica che va allo stadio, avendo anche lei la madre malata di Lazio, e vederli insieme passeggiare per lo stadio è una grande emozione” ha invece raccontato Cristina. Un modo di vivere la Lazio a 360 gradi e di condividere la propria Lazio con tutta la famiglia.

“Concludo dicendo un grazie a mia moglie che ha sempre sostenuto questa follia dei nomi, aspettando ora il terzo che si chiamerà Tommaso…” ha detto poi Simone, rivolgendosi a sua moglie Cristina.

 

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