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Una Lazio in veste europea, da chi ripartire e con chi iniziare con un occhio al finale di stagione

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Neanche il tempo di finire un campionato, riposarsi un po’ che bisogna subito pensare alla prossima stagione. Quella del prossimo anno sarà una Lazio con molti pregi, ma non senza difetti, che in particolare sono emersi nell’ultima parte di campionato (post-lockdown). La panchina è la prima cosa da rivedere e in parte confermare. Il rinnovo di Simone Inzaghi deve essere una priorità. Per quanto visto in questi anni si è meritato ancora molti anni a Formello. E non solo per i trofei alzati e la qualità di gioco messa in campo dai suoi, ma anche perché ha permesso, nella stagione appena conclusa, di poter parlare dopo molti anni di Scudetto. Una parola che inizialmente era quasi un’eresia, ma che poi con il tempo e i risultati si è trasformata in possibile obiettivo. Ma i sogni si sa, a volte finiscono bene e a volte male. Quello biancoceleste stava per diventare un incubo per come si era messa la situazione infortunati, squalificati e panchina non proprio adeguata. Ecco perché, con l’approdo in Champions League, servirà fare molto in questa sessione di calciomercato.

IL MERCATO IN USCITA – In orbita Lazio gravitano molti nomi, a dimostrazione dell’intento da parte della società di volere creare una squadra più che competitiva per il prossimo anno, sia in Italia che in Europa. Di concreto c’è poco, tra entrate e uscite: Caicedo saluterà i biancocelesti, e al suo posto è pronto a sbarcare Vedat Muriqi dal Fenerbahce. Bisognerà poi sistemare chi rientrerà dai prestiti, mentre occhi puntati anche a chi è arrivato l’anno scorso come Jony. Lo spagnolo non si è ambientato benissimo nel sistema di Simone Inzaghi, ma si sa che il primo anno non sempre è il migliore. Discorso diverso per Denis Vavro che ha messo in campo solo prestazioni deludenti, nonostante il prezzo d’acquisto fosse importante (12 milioni). Lo slovacco, rispetto all’esterno spagnolo non ha mai convinto fin dall’inizio, mentre Jony ha dimostrato ottime qualità su cui poter lavorare. Inzaghi dovrà poi aver a che fare con la questione anagrafica: Parolo, Lulic, Radu raggiungeranno ormai cifre importati sulla loro carta d’identità, così come lo stesso Lucas Leiva. Difficile poter rinunciare a tutti, visto anche l’elevato tasso tecnico di alcuni. Potrebbero essere pedine importanti per i nuovi giovani, ma con scarse probabilità riusciranno a disputare molte partite, visto il doppio impegno.

IL MERCATO IN ENTRATA – In merito al calciomercato, la stagione appena conclusa ha lasciato alcune certezze. Acquisti e cessioni devono sempre essere sottoposti prima alla scelta del tecnico. Lo si è visto ad esempio con Acerbi e Lazzari, due pedine fondamentali per questa Lazio, chieste proprio da Simone Inzaghi. La scelta del tecnico si è dimostrata quindi vincente, vista la qualità che entrambi hanno dimostrato in campo. La Lazio vanta un direttore sportivo dalle grandi qualità, capace di scovare talenti sconosciuti, tirando fuori molto spesso grandi colpi (vedi Milinkovic e Luis Alberto). Ma a volte alcuni ‘talenti’ si rivelano dei flop, ed è per questo che serve l’avallo del tecnico. La collaborazione tra mister e diesse è fondamentale per costruire una squadra di livello. Queste infatti sono le garanzie che chiede Inzaghi, per poter lavorare in tranquillità e poter giocare da protagonista la Champions League. Fares, Mayoral, Muriqi, Kumbulla sono tutti profili che hanno ricevuto l’avallo del tecnico piacentino. Fino a ieri sera sembrava possibile l’affondo giusto per la massima competizione europea. Si trattava di David Silva, giocatore dalle grandi doti e tanta esperienza. Peccato però che nella notte abbia firmato per la Real Sociedad, mandando in fumo le speranze biancocelesti. Un gesto che non è per niente piaciuto alla società che lo ha dimostrato tramite una nota del direttore sportivo. La Lazio ha tentato il grande, ma è sfumato. Due invece sono giocatori che conoscono il campionato italiano e si sono messi in mostra rispettivamente alla Spal e all’Hellas Verona. Gli altri due sono punte importanti che arricchirebbero il fronte offensivo. Con David Silva ormai sfumato la speranza è che la linea tracciata già a gennaio con Giroud, anche lui poi saltato, prosegua. A questa Lazio serve esperienza per fare bene nella massima competizione europea ed un profilo simile anche in attacco farebbe comodo. In libertà c’è Mario Mandzukic, che ha fatto i suoi successi con la Juventus. L’età è avanzata ma anche qui, la classe, la capacità di segnare, e l’esperienza non possono non essere considerate. C’è bisogno di questi profili in casa Lazio per poter ambire ad alti progetti, ancora più alti di quelli della stagione terminata. Se si vuole provare a lottare di nuovo per lo scudetto e ad essere competitivi in Champions League, i biancocelesti hanno bisogno di classe ed esperienza, e anche un po’ di freschezza proveniente dalla gioventù.

 

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Lotito: “Dopo la Juventus, la Lazio ha vinto più di tutte”

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Claudio Lotito nella giornata odierna ha preso parte alla presentazione del libro “La Regina del Fioretto” di Valentina Vezzali, alla Casina dell’Orologio a Villa Borghese. Dopo l’evento il presidente della Lazio ha parlato in merito alla situazione attuale della sua squadra e ha poi espresso un pensiero sulla recente vittoria della Conference League da parte dei giallorossi.

Sulla Lazio: “Più che di rivoluzione parlerei di rinnovamento, un perfezionamento di un lavoro intrapreso e che porteremo a compimento. I cambiamenti saranno quelli giusti e necessari per rendere ancor più competitiva la squadra e potere lottare per raggiungere gli obiettivi prefissati”.

Sulla Roma: “Se la vittoria della Roma in Conference mi dà stimoli? Vedo sempre le cose in casa mia e non quello che succede in casa degli altri. I miei stimoli nascono dal fatto che, dopo la Juventus, la Lazio ha vinto più di tutte, con tre Coppa Italia e tre Supercoppa Italiana. E poi si è sempre classificata nelle posizioni di alta classifica. Come laziali abbiamo nel nostro palmares una storia di vittorie e trofei molto importanti. Detto questo, ogni volta che vince il merito fa sempre piacere. Nel momento in cui ci sono competizioni internazionali – ha concluso – sono un italiano e faccio in modo che prevalgano gli interessi nazionali”.

 

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