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Lionel Messi: “Resto al Barcellona, non avrei mai fatto causa al club della mia vita”

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AGGIORNAMENTO 18:30 – Lionel Messi ha deciso di restare al Barcellona e spiega i motivi della sua scelta in un’intervista esclusiva a Goal

Perché hai aspettato così tanto prima di rompere il silenzio?

“In primo luogo perchè dopo la sconfitta di Lisbona è stato molto difficile. Sapevamo che era un rivale molto duro, però non che potesse finire in quel mondo, dando quell’immagine così brutta per il club e per il barcelonismo. Stavo male, non avevo voglia di niente. Volevo solo che passasse il tempo per poi chiarire tutto”

Perchè hai detto al Barcellona che saresti potuto andar via?

“Ho detto alla società, soprattutto al presidente, che volevo andare via. Gliel’ho detto durante tutto l’anno. Pensavo che fosse il momento di farsi da parte. Credevo che il club avesse bisogno di gente più giovane, di gente nuova, e pensavo che si stava per concludere la mia avventura al Barcellona con grande dispiacere, perchè ho sempre detto che avrei voluto chiudere qui la mia carriera. E’ stato un anno molto complicato, ho sofferto molto durante gli allenamenti, nelle partite, nello spogliatoio. Era diventato tutto molto difficile per me e è arrivato un momento in cui ho pensato di andare in cerca di nuovi obiettivi, di aria nuova. Non è stato a causa del risultato in Champions contro il Bayern, era da molto tempo che stavo pensando a questa decisione. L’ho detto al presidente e il presidente mi ha sempre detto che alla fine della stagione avrei potuto decidere se andarmene o se restare e alla fine non ha mantenuto la sua parola”.

Ti sei sentito solo?

“No, non mi sono sentito solo. Solo no. Al mio fianco ci sono stati quelli di sempre. Questo mi basta e mi rafforza. Però sì, mi ha fatto male sentire cose dette dalla gente, dai giornalisti, persone che hanno messo in dubbio il mio barcelonismo dicendo cose che non credo di meritarmi. Mi è servito anche per vedere chi è chi. Il mondo del calcio è molto difficile e ci sono tante persone molto false. Quello che mi è successo mi è servito per riconoscere tante persone false di cui avevo un’altra considerazione. Mi ha fatto male quando è stato messo in dubbio il mio amore per questo club. Che io vada o che io resti, il mio amore per il Barcellona non cambierà mai”.

Parliamo infine del famoso burofax. Perchè hai deciso di mandare quel burofax? Che cosa volevi dimostrare?

 

“Il burofax era per rendere la cosa ufficiale in qualche modo. Durante tutto l’anno ho detto al presidente che volevo andar via, che era il momento di andare in cerca di nuovi obiettivi e nuove esperienze nella mia carriera. Lui mi ha sempre detto: “Ne parleremo, non ora, etc”… Ma niente. Il presidente non mi ha mai dato la minima idea di cosa stesse dicendo. Inviare il burofax era per ufficializzare che volevo andare via e che ero libero e che non avrei utilizzato l’opzione per un altro anno. Non era per creare un polverone o per andare contro il club, era per rendere ufficiale la mia decisione. Se non avessi inviato il burofax era come se non fosse successo nulla, avevo l’opzione per un altro anno. Quello che hanno detto è che non l’ho comunicato prima del 10 giugno, ma ripeto eravamo nel mezzo delle competizioni e non era il momento. Ma a parte questo il presidente mi ha sempre detto “quando finisce la stagione decidi se restare o andare via”, non ha mai fissato una data. Ma non era per litigare con il club, perchè non volevo litigare con il club”.


AGGIORNAMENTO 04/09 – 15.30 È arrivata la risposta ufficiale del padre di Lionel Messi tramite un comunicato:

1Non sappiamo quale contratto abbiano analizzato e quali siano le basi sulle quali concludano che il suddetto avrebbe una “clausola di rescissione” applicabile nel caso in cui il giocatore dovesse decidere di esercitare la clausola unilaterale per liberarsi, con effetto a partire dal termine della stagione 2019/2020.

Ciò è dovuto a un evidente errore della Liga. Così come indica letteralmente la clausola 8.2.3.6 del contratto firmato dal giocatore col club: “questo indennizzo non si applicherà qualora la risoluzione del contratto per decisione unilaterale del giocatore abbia effetto a partire dal termine della stagione 2019/2020”.

E’ ovvio quindi che la clausola di risoluzione da 700 milioni di euro non sia assolutamente applicabile.


AGGIORNAMENTO 30/08 – 19.30 – Caos in casa Barcellona per quello che sarà il futuro del beniamino del club. Secondo quanto riportato da Onda Cero, la società blaugrana non può avvalersi della clausola da 700 milioni di euro, in quanto il giocatore ha deciso di lasciare la squadra nell’ultimo anno di contratto.


Lionel Messi non c’è. Il Barcellona lo aspettava per oggi, ma il fuoriclasse argentino non si è presentato al radunoper sottoporsi ai test per il Covid 19. Una assenza annunciata, ma che fa capire come la posizione del numero dieci non sia negoziabile, dopo la decisione – inviata per burofax al club catalano – di volersi liberare dal contratto. La rottura, insomma, adesso è davvero totale, senza traccia di retromarcia. Anche perché alla Ciutat Esportiva Joan Gamper c’erano davvero tutti, anche Luis Suarez, che non rientra nei piani del nuovo tecnico Ronald Koeman ma ha comunque varcato i cancelli del centro sportivo intorno alle 10. Lunedì alle 17.30 il Barcellona riprenderà ad allenarsi e Messi non potrà e non vuole farlo. La mossa è fondamentale per dimostrare che lui, come ha fatto sapere al club, considera attiva la clausola per liberarsi gratuitamente dalla società che lo ha cresciuto, e partecipare a qualunque attività del club vorrebbe dire invalidare la richiesta di liberarsi. E’ però la Liga spagnola a gelare la speranza del fuoriclasse di liberarsi a costo zero. L’associazione dei club del massimo campionato spagnolo infatti ha diramato una nota ufficiale sulla situazione messi. In cui spiega: “Il contratto è attualmente in vigore e prevede una “clausola risolutiva” applicabile al caso in cui Lionel Andrés Messi decida di sollecitare la risoluzione unilaterale anticipata del contratto, eseguita ai sensi dell’articolo 16 del regio decreto 1006/1985, del 26 giugno, che regola il rapporto di lavoro speciale degli atleti professionisti. In conformità con le normative applicabili, e seguendo la procedura corrispondente in questi casi, LaLiga non effettuerà la procedura di visto per l’allontanamento del giocatore dalla federazione se non verrà precedentemente pagato l’importo di detta clausola”. Tradotto: per liberarsi, Messi dovrà pagare la clausola da 700 milioni, oppure la Liga non veicolerà il transfer per il trasferimento. Jorge Messi, il padre del fuoriclasse, sarà nei prossimi giorni a Barcellona (dove nelle ultime ore è stato avvistato anche Pep Guardiola, che sta facendo di tutto per portare Leo nel suo Manchester City). Il club catalano è disponibile a incontrare Messi senior, ma non per discutere di un’uscita del giocatore, solo per iniziare a parlare del rinnovo del contratto in scadenza nel 2021. Un’ipotesi che i Messi non prendono in considerazione: l’unico obiettivo del señor Jorge è un’uscita dolce, senza strappi, del figlio. Una strada, oggi, quanto mai in salita. Lo riporta Repubblica.it

 


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PAIDEIA | Fissate le visite mediche di Luca Pellegrini: ecco quando saranno

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Nell’ultima ora utile a chiudere gli ultimi affari di calciomercato, conclusosi alle ore 20:00, la Lazio si è assicurata le prestazioni sportive di Luca Pellegrini. Il terzino classe ’99 di proprietà della Juventus, arriva in prestito con diritto di riscatto a giugno dall’Eintracht Francoforte. Il suo arrivo a Roma, secondo quanto comunicato dalla stessa Lazio sui social, è previsto alle 22:35 all’aeroporto internazionale Leonardo Da Vinci, mentre le visite mediche in Paideia sono state programmate per domani 1 febbraio in mattinata.

 


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