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Cagliari-Lazio, Di Francesco: “Giocare contro la Lazio non è facile. Quando si affrontano squadre del genere serve fortuna per sfruttare le occasioni”

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Al termine della gara Cagliari-Lazio il tecnico dei sardi, Di Francesco, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport: “Giocare contro la Lazio che da tanto gioca insieme con gli stessi interpreti e allenatore non è facile. Noi siamo in un percorso di crescita, sia io che i giocatori. Dobbiamo conoscerci meglio a vicenda. Non siamo partiti bene nel primo tempo, i centrocampisti si appiattivamo un po’ troppo ed in difesa siamo andati in difficoltà. Quando si imputa la colpa alla difesa a volte la colpa è generale e non del solo pacchetto arretrato. Nei primi venticinque minuti del secondo tempo siamo stati aggressivi, abbiamo un po’ messo alle corde la Lazio e dovevamo sfruttare meglio le occasioni avute. La squadra va migliorata sotto il profilo della personalità, della presenza in campo e della “voce” con un giocatore di personalità. Ho ragazzi splendidi che si allenano sempre al massimo, poi alcune partite vanno interpretata in un certo modo e non sempre si riesce a dare una mano, magari si può agire all’intervallo per mettere a posto qualcosa.  Ci sono molti ragazzi che vengono da altri campionati ed altri che devono crescere con poche alternative davanti perchè abbiamo giovani promesse, ma che non sono ancora pronte. Quando affronti corazzate del genere devi avere anche un pizzico di fortuna per sfruttare le occasioni a disposizione e difenderti al meglio. Joao Pedro lontano dalla porta? Non penso sia stato lontano dalla porta oggi, oggi ha lavorato in mezzo alle linee. In questo momento darà una propria identità quando abbiamo avuto una preparazione breve è difficile, ma non deve essere una scusante perchè in campo dobbiamo mettere quello che abbiamo. Anche io devo cercare di essere più bravo a trovare le soluzioni prima possibile per far rendere al meglio i calciatori.  Joao Pedro lontao dalla porta? Nel 4-3-3 lui è un attaccante e viene a giocare tra le linee. Oggi l’occasione principale c’è stata quando lui è venuto tra le linee e ha calciato in porta. Non penso che lui abbia rincorso molto Lazzari, gli ho dato la possibilità di stare dentro per lavorare come attaccante. Comunque ho visto molti attaccanti che aiutano la squadra, tutti si devono sacrificare e vanno sfruttate le caratteristiche dei giocatori. Per quanto riguarda il ruolo di centrocampista centrale, al momento è una posizione difficile da ricoprire. In ogni caso, se i miei calciatori dovessero fare fatica a recepire il mio assetto cambierò. Non mi piace parlare di “mio calcio”. Il calcio è unico, ci sono delle situazioni che vanno valutate ed in cui io cerco di proporlo al meglio ai miei ragazzi. Il nostro è un percorso di crescita che non si basa solo sulle sconfitte, ma anche sulle cose da migliorare. Ci sono stati anche degli aspetti positivi in questa gara nonostante deve sbavature su cui lavoreremo”. 

Il tecnico dei sardi è poi intervenuto in conferenza stampa: “Abbiamo giocato contro una squadra rodata. Ho provato a stimolare i ragazzi, lavoreremo e cercheremo di crescere. Il Cagliari deve migliorare sotto tutti i profili, ero sicuro di questo considerando il poco tempo per preparare il campionato. Godin? Se ci fosse stata Con una sfida diversa avrei valutato, ho parlato con lui. Non si sentiva di farcela a partire dall’inizio, se la situazione fosse stata diversa uno spezzone avrebbe potuto farlo. Nella prima frazione non ci siamo comportati andati molto bene, nel secondo tempo siamo rientrati in partita, abbiamo recuperato molti palloni e creato opportunità, come nel caso di Simeone. Poi c’è stata la ripartenza e loro hanno chiuso la partita. Nel momento in cui si parla della difesa ritengo che si debba considerare la fase complessivamente. Ci sono sia errori individuali che di reparto, alcune volte mancavano le coperture dei centrocampisti e degli esterni. Serve capire che bisogna correre aventi e indietro. Marin? Come per gli altri è andato un po’ a corrente alternata. Serve dargli un po’ di tempo perchè è un calciatore che stiamo costruendo in una determinata posizione. Poi, comunque, vedremo cosa accadrà in campo e sul mercato. Il 4-3-1-2? Avevo delle alternative che mi permettevamo questo schema, volevo avere Joao Pedro più vicino agli attaccanti. Gli ho chiesto di stare dentro al campo e non di largo, non ha mai rincorso Lazzari. Non gli chiedo di ricoprire il ruolo di esterno puro. Non abbiamo ancora un organico completo, ci sono molti giovani. In mezzo ci sono Caligara e Oliva che è un calciatore con caratteristiche difensive, ma noi dovevamo riprendere la partita. Si cerca di fare le sostituzione con chi si ha a disposizione. Sono molto contento di ciò che sta mettendo in mostra Walukiewicz , ma serve che crescano anche gli altri. Oggi ci sono state delle mancanze, serve crescere”.

 


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TMW | Lazio, Kamenovic e Fares: due esuberi da piazzare per fare posto al giovane terzino

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Vendere per acquistare. In un momento in cui i soldi in Italia non girano nell’intero sistema, con l’indice di liquidità in negativo, la Lazio non ha margini per intervenire sul mercato di gennaio senza prima cedere qualcuno. Ecco perché a centrocampo si farà qualcosa (Ilic) solo se andrà via Luis Alberto (difficile), mentre in attacco non arriverà un vice Immobile: Sarri rimarrà così. In difesa però qualcosa può succedere. Da anni la Lazio ha bisogno di un terzino sinistro, Sarri stesso l’ha ribadito più volte, pubblicamente e privatamente al presidente Lotito.

Ecco che l’assist per muoversi sul mercato la Lazio può riceverlo da Kamenovic e Fares, due esuberi del club, entrambi terzini mancini. Sarri non li vede, difficilmente li utilizzerà (il serbo in un anno e mezzo ha giocato solo 45 minuti) e dunque devono essere venduti per comprare un giovane laterale mancino da addestrare per il futuro: Parisi, Valeri e alcuni nomi stranieri sono sul taccuino del ds Tare. Difficilmente la Lazio potrà monetizzare tanto da Kamenovic, 22 anni, e Fares, 26 anni. Però la loro uscita può liberare soldi dal punto di vista degli ingaggi: il serbo guadagna 500 mila euro annui, l’algerino addirittura 1,2 milioni. Troppi, decisamente. Così anche due possibili prestiti, quindi, possono aprire i cancelli di Formello per un nuovo giocatore. TuttoMercatoWeb\Riccardo Caponetti

 


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