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MOVIOLA | Maresca fischia a fasi alterne e non vede le “malizie” dell’Atalanta

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Risultato netto a favore dell’Atalanta che, ancora una volta, riesce a vincere contro la Lazio, soprattutto allo Stadio Olimpico. L’arbitro Maresca, sin dall’inizio, decide per un metro di giudizio abbastanza chiaro: non punisce qualsiasi contatto tra i calciatori, solo quelli più evidenti, cosa che non viene da subito assimilata dai giocatori in campo, soprattutto quelli della Lazio che iniziano ad innervosirsi fin troppo. Vero è che l’arbitro non fischia molto a favore dei biancocelesti ed anche quando ci sono falli nei loro confronti, a rimetterci, in qualche modo, sono sempre i ragazzi di Inzaghi (come sul calcio di punizione ai danni di Luis Alberto, il quale, una volta a terra, viene anche colpito da un calcetto da parte di Gosens: parapiglia e ammonizione per entrambi).

Il gol al 10° dell’Atalanta è giusto convalidarlo, perché la spinta su Marusic è talmente leggera da non giustificare il comportamento del montenegrino, che neanche salta per colpire di testa.

Al 74° inspiegabilmente Maresca non fischia un fallo al limite dell’area su Felipe Caicedo che, dopo aver dribblato Romero, viene abbattuto vistosamente. Rivista la scena anche nei replay, non regge la possibile giustificazione di un Caicedo che va a cercare il contatto, perché la traiettoria della corsa era congruente con quella del pallone. Ancora una volta l’ecuadoriano viene penalizzato dall’arbitro. Essendo un fallo fuori area, poi, il VAR non può intervenire. Nel complesso, pertanto, la gestione della gara da parte dell’arbitro non è apparsa sufficiente.

 

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Il Tempo | Lazio, Lotito-Sarri: firma vicina

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Aveva fame dopo la partita contro il Verona Maurizio Sarri. Voleva solo tornare a casa e mangiare. Per il futuro c’è tempo. Neanche troppo. Chissà se a pancia piena deciderà di sottoscrivere l’accordo che Lotito gli ha già presentato. Un rinnovo fino al 2025 che darebbe un segnale di continuità dopo un anno considerato di costruzione. Chiudere al quinto posto era l’obiettivo del tecnico, non proprio quello della società. Il presidente si aspettava qualcosa di più, non per questo non ha apprezzato il lavoro di Sarri durante tutta la stagione ed è pronto a continuare con lui. In settimana ci sarà un nuovo incontro per delineare gli ultimi dettagli. «Posso prendere qualsiasi tipo di decisione. – ha confidato dopo la gara con l’HellasLe politiche societarie le fa la società.  Siamo una delle poche non in mano ai fondi ma in mano a una famiglia. Questa è una cosa che mi fa impazzire. Si può fare un bel lavoro perché l’ambiente è bello e il gruppo si è compattato in maniera straordinaria specialmente negli ultimi mesi». Le basi sono state gettate, quindi. Cosa manca per la firma? «Se siamo contenti tutti e due andiamo avanti e facciamo contratti», parola di Maurizio. E la dirigenza sta facendo di tutto per accontentare il suo allenatore. Le premesse del calciomercato sono buone. Sono già circolati molti nomi, quasi tutti funzionali al progetto. Sarri ha chiesto un vice Immobile, Caputo è decisamente in pole, è un nome fatto dall’allenatore, il sogno rimane sempre quello di poter arrivare a Mertens. L’attaccante belga, che ha trascorso nove stagioni al Napoli, è in scadenza di contratto. C’è stato un contatto con il suo ex mister. Se dovesse lasciare Castel Volturno, tra le ipotesi c’è anche quella di venire a Roma. A parte Mertens e Caputo non si può escludere un attaccante giovane, magari che sappia anche giocare sull’esterno. A proposito di calciatori che si svincolano. Entro la fine del mese si cercherà di definire gli acquisti di Romagnoli e Vecino. Il primo ha chiesto un po’ di tempo per riflettere, ormai la distanza tra domanda e offerta è minima. Anche se Lotito preferirebbe prima liberarsi dell’ingaggio di Acerbi. Fronte Vecino si sta trattando solo sulla cifra e la durata del contratto: l’uruguaiano classe 1991 vorrebbe 2 milioni per quattro anni. Per la porta il nome più allettante è quello di Carnesecchi, anche se già l’Atalanta non lo regalerà. Lo spagnolo Patric ha rinnivato fino al 2027: bisogna solo ratificare e mettere nero su bianco: intesa da 1,3 milioni più bonus. Il Tempo/Daniele Rocca

 

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