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ESCLUSIVA | Ciccio Valenti verso Lazio-Inter: “Domenica sarà un vero main event. Ai biancocelesti porterei via Milinkovic”. E su Acerbi…

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Imparare dagli errori, resettare la mente e concentrarsi sul prossimo impegno. Dopo il pesante stop interno con l’Atalanta, la Lazio prova a guardare avanti complice un calendario fitto d’impegni che non concede il tempo per leccarsi le ferite. Domenica arriva l’Inter nel secondo big match stagionale prima della sosta per le nazionali. Lo scorso anno la gara di ritorno con i nerazzurri fu la consacrazione per Immobile e compagni, questa volta potrebbe rappresentare la reazione immediata alla prima debacle stagionale. Per parlare dello scontro dell’Olimpico, LazioPress.it ha contattato in esclusiva il noto tifoso nerazzurro Giacomo Ciccio Valenti.

Partiamo dall’Inter. Ti aspettavi una partenza del genere da parte dei nerazzurri?

“Ci speravo. Nonostante il Benevento avesse fatto bene la scorsa settimana mi auguravo una partenza simile. È andata bene. Poi sai, l’Inter è sempre una squadra casual”.

Possiamo dire che l’Inter è la favorita per lo Scudetto?

“No dai, siamo ancora alle prime giornate. Andiamo avanti e dritti per la nostra strada”.

Che ne pensi della “nuova gestione” Conte?

“La società ha fatto la squadra per Conte. I calciatori richiesti sono stati presi e ora vediamo”.

La Lazio arriva al match di domenica dopo il pesante k.o. con l’Atalanta. Cosa pensi dei biancocelesti?

“La Lazio la ritengo una grande “pecora nera” per l’Inter. Seppur si parli di gemellaggio tra le tifoserie, il ricordo peggiore che ho da interista è legato ad una data legata alla Lazio che non voglio neanche pronunciare (5 maggio 2002 n.d.r). I biancocelesti sono una formazione tosta, lo scorso anno se non ci fosse stata la sospensione avrebbero potuto fare grandi cose. Mercoledì hanno trovato un’Atalanta fortissima, una delle squadre più forti della Serie A. Contro i nerazzurri sarà un banco di prova importante”.

Lo stop con i bergamaschi ridimensiona un po’ gli obiettivi dei capitolini?

“Penso di no, la Lazio ha una grande allenatore ed una rosa che non ha visto grandi colpi di mercato ma neanche grandi cessioni. È una squadra che gioca a memoria con molti giocatori che porterei all’Inter, su tutti Milinkovic-Savic. Poi tra le fila della Lazio c’è uno miei calciatori preferiti, cioè Acerbi. Per me rimane un mito, soprattutto come persona”.

Lo porteresti all’Inter?

“Acerbi me lo porterei a casa tutto il giorno. È un persona veramente favolosa che andrebbe spedita nelle scuole per dimostrare cosa significhi il coraggio, la forza, la volontà. Semplicemente, è un uomo”. 

Da Conte a Inzaghi. Il tecnico laziale sul fronte mercato è stato accontentato allo stesso modo del suo collega?

“No, mi sembra che abbia chiesto degli innesti che poi non sono arrivati. Penso che la forza di un allenatore sia anche nel riuscire ad avere i giocatori voluti senza troppi capricci”. 

Gettando lo sguardo al Wrestling, possiamo dire che domenica va in scena un vero e proprio main event?

“Sì, certo. Lazio-Inter è indubbiamente il main event di questa prima parte di stagione, poi la giornata successiva andrà in scena il derby con il Milan”.

Domenica ci saranno molti duelli individuali, tra cui spicca Lukaku contro Immobile. Tra i due tieni Romelu o prendi Ciro?

“Tengo Lukaku perchè è l’attaccante che ci ha permesso di toglierci quello là che poi è andato a Parigi. Romelu è uno che gioca per la squadra ed anche Ciro è bravissimo, ma tra i due rimango con il belga con tutti il rispetto per il centravanti laziale”.

 

  


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Meloni, la sorella Arianna: “Io e Giorgia non siamo della Lazio, ma in famiglia…”

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Intervenuta ai microfoni de Il Messaggero, la sorella di Giorgia Meloni Arianna, ha parlato della vita privata della neo premier svelando un aneddoto riguardante la fede della famiglia.

Queste le sue parole:

“Sfatiamo subito un falso mito. Io e Giorgia non siamo laziali. Abbiamo sempre tifato Roma. A casa solo mamma è biancoceleste. Ora lo sono anche le mie figlie perché mio marito, Francesco Lollobrigida, è lazialissimo”.

  


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