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ESCLUSIVA LATIUM | Il violinista Andrea Casta: ”Inzaghi? Il dodicesimo uomo in campo”

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 Dopo l’esordio in Champions League  vinto dalla Lazio, il violinista Andrea Casta, presente ieri allo Stadio Olimpico, è intervenuto in esclusiva nella nostra trasmissione Latium: Come sempre devo dire che il rammarico di avere l’olimpico a porte chiuse, anche se ieri sera i mille che c’erano si sono fatti sentire, sarà stato il fatto che la Lazio sia partita veramente forte.            Mi sono guardato subito a destra sinistra da Monte Mario e c’era dello stupore per quanto la Lazio stesse giocando bene: io stesso mi sono divertito tantissimo.

Però a parte questo, il mio esordio all’Olimpico fu l’anno scorso con Lazio-Inter con quasi sold out di 70.000 persone, quindi ben altro scenario. Però ieri sera è stata molto emozionante.

Proprio per non far sentire troppo soli i giocatori ho composto insieme al mio team di produzione questo ’inno’, chiamiamolo tale, anche se è un brano in cui il coro ‘Lazio’ viene simulato come quello da stadio e ha lo scopo di essere utilizzato d’ora in poi, speriamo prima simulando solo la presenza di tanti supporter biancocelesti e poi dopo invece più avanti di essere doppiato dall’urlo ‘Lazio’ delle decine di migliaia di tifosi dell’Olimpico.

Come sapete l’azzurro fluisce nel mio archetto, quindi la luce scorre e, al di là dello spettacolo, è proprio tutto una simbologia.    La Lazio e il tifo laziale sono molto legati ai simboli: all’aquila e altre scene ricorrenti.                                                                              Io, come dico sempre, sono immigrato a Roma e ci vivo da vent’anni.                                                                                                        Sono tanti anni che il tifo laziale mi ha conquistato: soprattutto grazie ai miei amici che sono, per la maggior parte, supporter della prima squadra della capitale.                                                                                                                                                                  Quindi ho imparato tante cose in questo in questo periodo: prestare musica a questo tipo di immaginario, a questo tipo di storia, a questa squadra.E soprattutto in questo periodo.

Devo dire che io sono un fan di Mr. Inzaghi, proprio personale, perché anche ieri sera ho guardato la partita dalla tribuna, ma secondo, me se facessi lo score degli ultimi trascorsi a guardare Inzaghi sul filo della linea del recinto del campo perché veramente non è stato un secondo un centimetro indietro rispetto alla posizione più vicina alla linea di bordo campo. Pazzesco Simone, veramente.

Sono stato anche a Formello quando ho presentato a Igli Tare la canzone che ho suonato ieri sera. Tra l’altro io sono bresciano e vi ricorderete che Igli esordì come calciatore proprio nel Brescia. Io quando ero ragazzo andavo a vederlo allo Stadio Rigamonti quindi ho questo legame. Negli anni quando ero ancora a Brescia, c’erano i gemelli filippini che vennero a militare nella Lazio. Ci fu un grande scambio tra le società, che erano e non so se siano ancora gemellate. Però sicuramente hanno avuto tanto tanto in comune e Tare ne è proprio il simbolo. Ho avuto modo di vedere i giocatori da vicino ma non frequentarli, però in campo soprattutto nelle occasioni di campionato sono stato proprio giù a bordo campo perché ho suonato in centro. Ieri sera per le regole ho dovuto suonare sulla Tevere, anche se è stato molto bello lo scenario perché c’erano dei giochi laser. Purtroppo, essendoci la partita Juventus prima, non sono riusciti a mandarci in onda su Sky cosa; che invece è avvenuta prima della partita con l’’Atalanta, e questo devo dire, a mio discapito, sfata anche il mito che io porti fortuna. Ieri sera ho visto un gruppo pazzesco, però rispetto a voi che siete laziali di nascita io sono acquisito e ho da parte mia un pò di obiettività sportiva ma con un mister così, di cui io sono fan, e con una squadra come ieri sera qualunque sportivo non può che innamorarsi di uno spirito così genuino.

Spero davvero di suonare prima di una partita della nazionale italiana, anche perché se smanettare un po’ più internet due anni fa ho fatto una mia versione dell’inno italiano che spero di riproporre con un’elaborazione pop, perchè come sapete io sono un violinista dance elettrico ed elettronico. L’emozione di suonare lo stadio a Lazio-Inter  è stata fortissima perchè sono due squadre gemellate e mi ritengo un grande sportivo. Da piccolo ho sciato e sono stato nelle squadre giovanili ma la mia vita poi è stata la musica.

Jacopo Mastrangelo l’ho seguito e contattato durante il lockdown e lo invitai nel mio ultimo format di musica per tornare ad incontrare altri artisti come me. Abbiamo elaborato la versione dei Giardini di marzo. In futuro ci sarà bisogno di legarsi a qualche parola, come c’mon eagles, per attirare nuovi tifosi.

Inzaghi il dodicesimo uomo in campo, ora e sempre. Investire sui giovani è un rischio, ma non sono esperto in materia.

A sensazione posso dire che se vedo dei ragazzi scherzare, come l’anno scorso a Natale, penso sia solo figlia di questo spirito.    Se i tifosi aiuteranno i ragazzi a credere nelle loro doti penso che la Lazio potrebbe solo che riservare loro delle soddisfazioni: ieri sera, è un esempio.” 

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Toma Basic presente alla finale di Coppa di Croazia per seguire il suo ex club

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Toma Basic era oggi presente al Poljud di Spalato, dove è andata in scena la finale di Coppa di Croazia tra il Rijeka e l’Hajduk Spalato terminata 1-3, a testimoniarlo una storia pubblicata su Instagram dal calciatore biancoceleste stesso. L’Hajduk Spalato che ha oggi conquistato la finale, è una ex squadra del centrocampista croato, nella quale egli ha militato dal 2015 al 2018, prima di trasferirsi in Francia al Bordeaux.

 

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