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GdS | Orgoglio Lazio, soffre e sfiora la vittoria

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Non si cresce solo vincendo Coppe e Supercoppe. Si matura anche in notti sofferte come questa, in cui prima di giocare si fa la conta come al campetto e poi si dà l’anima per il gusto di farlo, per il piacere di essere una squadra vera anche nelle più estreme condizioni di difficoltà. La Lazio torna da Bruges con un punto importantissimo che le consente di restare al comando del girone insieme ai belgi, ma con il vantaggio di affrontare adesso due volte di fila uno Zenit ancora a quota zero e di poter eventualmente chiudere all’ultimo turno all’Olimpico la pratica contro gli avversari di ieri. È stato un pareggio sofferto, ma non era lecito aspettarsi molto di più visto la lista infinita di assenze e gli equilibrismi tattici a cui si è dovuto sottoporre Inzaghi.

TATTICA ACCORTA 

Non hanno giocato per motivi diversi sei titolari: Strakosha, Luiz Felipe, Radu, Leiva, Luis Alberto e Immobile senza contare il lungo degente Lulic. E in questo caso il rimpianto per il mercato al risparmio voluto da Lotito passa perfino in secondo piano perché di fronte a una tale quantità di defezioni sarebbe servita una rosa extra-large. Ben consapevole della difficoltà della serata, Inzaghi ha parlato molto ai giocatori fin dal riscaldamento. Il tecnico ha addirittura interrotto uno dei classici esercizi pre-gara per caricare la squadra e per trasmettere la necessità di andare oltre i propri limiti. La Lazio è stata molto attenta alle distanze tra i reparti per evitare che il Bruges riuscisse a scatenare la velocità dei suoi giocatori offensivi. La Lazio ha tenuto volutamente i ritmi bassi e ha provato a far uscire il Bruges coinvolgendo spesso nel fraseggio Reina e cercando di conseguenza spazi invitanti nella trequarti avversaria dove lanciare all’improvviso le proprie frecce, soprattutto Marusic.

SPAZI NON SFRUTTATI 

La scelta di chiudersi e poi ripartire era probabilmente la più logica vista la situazione e avrebbe consentito alla Lazio di andare al riposo in vantaggio senza l’ingenuità di Patric. Il rischio era proprio quello: controllare senza affanni e poi concedere il gol per una distrazione. A difesa schierata, infatti, la Lazio in tutto il primo tempo ha rischiato solo per un altro errore di Patric che aveva respinto corto un cross di Diatta da destra. Proprio su quella fascia il Bruges ha insistito molto mettendo in grosse difficoltà Fares. Per la Lazio, comunque, il rimpianto della prima frazione era legato soprattutto al mancato sfruttamento degli spazi che la buona strategia di gara aveva contribuito a creare: sarebbero bastati un pizzico di rapidità e precisione in più nella costruzione per arrivare comodamente al tiro.

 


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Champions League, il Milan vince 3-1 contro la Dinamo Zagabria

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Primi tre punti per il Milan in questa nuova edizione di Champions League: i rossoneri conquistano la vittoria contro la Dinamo Zagabria pur rischiando il tracollo psicologico dopo il gol del 2-1 , firmato Orsic . I ragazzi di Pioli sono andati in vantaggio alla fine del primo tempo con Giroud  su rigore e hanno raddoppiato all’ inizio del secondo con Saelemakers . Pobega chiude i conti .

 


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