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Il Tempo | Lazio infinita, ancora zampata del Panterone

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Come Italia-Germania del 1970. In un fresco pomeriggio autunnale la Lazio passa a Torino 4-3: più forte delle assenze, di una settimana maledetta, del Covid, della sfortuna. Un successo storico, la replica della vittoria di Cagliari dello scorso dicembre. Gol iniziale di Pereira, pari di Bremer e successivo vantaggio di Belotti su un rigore dubbio. Il 2-2 lo segna Milinkovic su punizione, poi il finale pieno di emozioni: Lukic porta avanti il Torino, 3-3 di Immobile dopo un penalty dato dal Var, infine al 98′ la zampata del Panterone, ancora Caicedo per l’estasi laziale. Inzaghi sceglie il solito 3-5-2 riciclando Patric sulla fascia destra nel suo ruolo na- turale per non derogare allo spartito che conosce meglio la sua squadra. Esordio dal primo minuto per Pereira e Muriqi, Leiva e Immobile cominciano in panchina dopo una settimana tormentata dal giallo sui tamponi per il coronavirus. Giampaolo si affida al 4-3-1-2 puntando sulla vena di Belotti e sulla fantasia di Verdi. Si parte e subito la Lazio prende in mano la partita: Muriqi mette in mezzo, rifinitura di Patric e Pereira segna il suo primo gol italiano dopo solo un quarto d’ora. Il vantaggio illude la banda Inzaghi perchè il Toro reagisce con Linetty che viene fermato da Reina. Sull’angolo, però, distrazione fatale della difesa, Acerbi si perde Bremer che infila il pari nel giro di quattro minuti. E non basta perchè Belotti si guadagna col mestiere un rigore molto dubbio (contatto fortuito e quasi impercettibile con Pereira). Lo stesso attaccante granata trasforma con un pizzico di fortuna ribaltando il risultato in pochi secondi. Si arriva al riposo senza occasioni biancocelesti, se si esclude un tiro al volo da due passi che Patric spedisce in curva Maratona. Troppo lenta e compassata la manovra biancoceleste che paga l’assenza in regia di Luis Alberto. Nella ripresa subito dentro Akpa Akpro e Leiva, fuori Pereira e Parolo (fascia da capitano sul braccio di Milinkovic). Proprio il serbo infila il pari con una punizione telecomandata che trova impreparato Sirigu. Il palo di Verdi (Toro sfortunato nell’occasione) annuncia l’ingresso di Immobile e Caicedo per provare a sbloccare la gara. La Lazio attacca, si fa male Belotti entra anche Lukic che a tre dalla fine sfrutta il solito errore difensivo, stavolta di Hoedt, e batte Reina per il 3-2 granata. Sembra tutto finito ma Immobile non ci sta: al 92′ tira verso la porta, sulla traiettoria c’è la manona di N’Koulou troppo larga nonostante la deviazione anche di pancia, ma il modesto Chiffi non si accorge di nulla. Passa tanto tempo, almeno due minuti e finalmente il Var segnala l’irregolarità: Ciro trasforma il 3-3 e va a prendere il pallone annusando l’odore della vittoria.
Chiffi allunga il recupero di quattro minuti e al 98′ spunta Caicedo in mischia a regalare alla Lazio una vittoria voluta fino all’ultimo secondo, sfruttando una sponda di Hoedt: 3-4, delirio biancoceleste e Giampaolo che ora rischia la panchina col Toro sempre più giù in classifica. Risale, invece la Lazio di Inzaghi, attesa ora alla difficile trasferta di Champions a San Pietroburgo contro lo Zenit. Sempre in emergenza ma con questo cuore si può andare lontano.

Il Tempo/Luigi Salomone 


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Massimo Maestrelli e la Curva intitolata a papà Tommaso: “Chiamale se vuoi… Emozioni” | FOTO

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Oltre al successo della Lazio contro lo Spezia per 4-0, la giornata di ieri è entrata di diritto nella storia biancoceleste. Prima del match contro i liguri, è stata intitolata ufficialmente la Curva Sud a Tommaso Maestrelli, allenatore della Lazio vincitrice del primo Scudetto. Al taglio del nastro, oltre al Presidente della Lazio Claudio Lotito, era presente anche il figlio di Tommaso, Massimo Maestrelli, che ha ricevuto un targa commemorativa.

Questa mattina, lo stesso Massimo, ha ricordato la giornata di ieri attraverso Instagram. L’immagine pubblicata è accompagnata dal messaggio in ricordo di papà Tommaso: “E chiamale se vuoi… Emozioni, Babbo”.

 

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