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TMW | Cronistoria dell’ultima settimana: perchè al FIGC ha aperto un’inchiesta sulla Lazio

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Tempesta biancoceleste a poche ore dalla gara di Champions con lo Zenit. La Lazio è finita nel mirino della Procura Federale della FIGCper accertare eventuali violazioni ai Protocolli sanitari finalizzati a contenere l’epidemia da Covid-19 approvati dalla Figc e validati dall’Autorità Governativa“. L’inchiesta è nata propria “alla luce delle positività alterne di giocatori come Immobile, Leiva e Strakosha, disponibili per le gare di campionato (i primi due hanno giocato il secondo tempo a Torino, il portiere è rimasto in panchina, ndr) e fermati da presunte positività invece dall’Uefa”. Positività contestate dal club attraverso un comunicato ufficiale diramato ieri sera. Rimane comunque troppo strano, secondo gli ispettori agli ordini del procuratore Chinè, quanto accaduto nell’ultima settimana, che andiamo a rivivere passo dopo passo.
Lunedì 26 ottobre il gruppo squadra si sottopone a Formello al ciclo di tamponi della Uefa, a due giorni dall’impegno di Bruges. Non vengono svolti da Radu, Lulic, Escalante, Strakosha, Cataldi, Vavro e neanche Luiz Felipe e Leiva, in isolamento dal giorno prima per sintomi sospetti (febbre sopra al 37 e per precauzione non sono stati fatti entrare nel centro sportivo). Sembravano dovessero essere i soliti controlli di routine, invece è il momento spartiacque. Perché la mattina seguente, nella rifinitura, non si vedono Armini, Luis Alberto, Lazzari, Immobile, Djavan Anderson e Pereira. Hanno ripetuto i test dopo che il giorno precedente erano risultati positivi: tra loro solo l’ex Manchester ottiene la negatività e l’autorizzazione per partire – la mattina di mercoledì – per il Belgio e giocare la sera. La Lazio pareggia 1-1 e torna a casa con soddisfazione, consapevole di non essere sprofondata nonostante le 14 assenze.
Venerdì 30 è un altro giorno cruciale. Di prima mattina vengono effettuati più di 70 tamponi (anche ai congiungi e in stile drive-in) per capire la situazione a poco più di 48 ore dal match di campionato con il Torino. Con almeno 10 positività, la società avrebbe potuto usare il jolly per rinviare la partita, che si disputerà regolarmente perché dopo i risultati Inzaghi recupererà Strakosha, Leiva, Luiz Felipe e soprattutto Ciro Immobile, in gol proprio contro i granata. Tutti loro hanno svolto sia un tampone venerdì che sabato e “tutti i test – si legge nel comunicato pubblicato dalla Lazio domenica – ripetuti nella giornata di ieri, in ottemperanza alle disposizioni normative applicabili, hanno confermato la negatività del gruppo squadra“.
Alla luce di ciò, dopo la pazza rimonta sul Torino, si entra nella settimana Champions. E come da protocollo la UEFA ieri sottopone di nuovo il gruppo squadra al solito tampone, che fa emergere alcuni problemi su Immobile, Leiva e Strakosha. I tre, regolarmente a disposizione il giorno prima in Serie A e ieri nell’allenamento della vigilia, vengono quindi stoppati e non partono per San Pietroburgo. Alla luce di questa discrepanza, ecco che la procura federale decide di approfondire le indagini, iniziate già la scorsa settimana, quando tre ispettori avevano due volte fatto capo in casa Lazio per dei colloqui con il presidente Lotito e Ivo Pulcini, responsabile sanitario del club. Che rimane fiducioso e sicuro di aver agito secondo le regole, come spiegato nella nota pubblicata ieri sera: “La S.S. Lazio è in stretto contatto con le autorità statali e con le istituzioni sportive nazionali e internazionali con le quali dialoga da diversi giorni nel rispetto delle norme e dei protocolli applicabili“. TuttoMercatoWeb\Riccardo Caponetti

 

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Calciomercato | Ipotesi Acerbi al Napoli, in caso di cessione di Koulibaly

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Come riportato dal giornalista Paolo Bargiggia sul proprio profilo Twitter, c’è una pista tutta italiana per il Napoli: nel caso venisse ceduto Koulibaly, il club pensa ad Acerbi. Il difensore biancoceleste è in rottura con Sarri, ed essendo mancino potrebbe solo fare il titolare e non il quarto difensore.

 

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