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Dallo sfogo con Keita alla gara contro la Juventus: l’evergreen Reina si è preso la Lazio

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Il suo “inno” recita così: “Soy capitàn, soy capitàn…” e mai pezzo della famosa canzone “La Bamba” (suo cavallo di battaglia) fu più azzeccato per descrivere il carattere di Pepe Reina. Arrivato a Roma, o meglio ad Auronzo di Cadore, nel bel mezzo di un’estate particolare per via del Covid che ha visto il ritiro immediatamente a ridosso delle gare di campionato della scorsa stagione terminate in estate e con la nuova Serie A alle porte, il portiere ha da subito incantato tutti. Un acquisto di quelli che non ti aspetti, soprattutto se sul banco le trattative del ds Tare erano decisamente mirate a rinforzare qualche altro reparto, ma senza dubbio uno dei più azzeccati del momento e, con molta probabilità, della storia laziale.

Ha convinto tutti, in primis mister Inzaghi – Grinta da vendere, determinazione a non finire e quella bravura tra i pali, impreziosita dalla sua abilità con i piedi: un valore aggiunto per la banda Inzaghi e per lo stesso tecnico che lo ha fortemente voluto sia per la sua caratura internazionale in vista poi del ritorno della Lazio in Champions League, sia proprio per la predisposizione del tecnico (e dello spagnolo) ad impostare il gioco dal basso.

Subito titolare – Le circostanze hanno fatto sì che l’estremo difensore diventasse da subito un punto fermo della rosa. Certo è che mai come quest’anno la Lazio può dire di avere due portieri di certificata bravura, da poter alternare senza che nessuno dei due si senta la riserva dell’altro. Da definire due certezze, con abilità diverse, età diverse, caratteristiche diverse ma entrambi di spessore. Nessun secondo quindi, semplicemente due titolari.

Da Keita agli esordi in campionato ed in Champions – Già prima di scendere in campo aveva dato prova della sua esperienza e della sua importanza in campo e fuori: fu lui infatti che a Genova invitò la panchina della Sampdoria a richiamare Keita che stava peccando di leziosità in un momento delicato della gara per la Lazio. Le sue urla in quel contesto non sono passate inosservate (o meglio, inascoltate), così come quelle che in campo non risparmia ai suoi compagni per oltre 90 minuti per incitarli, motivarli e rimproverarli, se necessario.

Senza dubbio il classe ’82 è uno di quei giocatori che ogni squadra dovrebbe avere: il suo esordio nel ritiro estivo è stato da subito spumeggiante. Quella canzone cantata a squarciagola da sopra una sedia ed il benvenuto dei suoi compagni: un leader carismatico che, soprattutto nell’attuale vuoto dell’Olimpico, sembra essere a tutti gli effetti un allenatore in campo. Un secondo Inzaghi per capirci, una guida. Anche piuttosto autoritaria. Esperienza, tecnica e grinta al servizio della Lazio, del tecnico, dei più giovani ma anche dei veterani.

Un evergreen che, come tale, non tramonta mai. Si potrebbe addirittura paragonare al buon vino che “invecchiando migliora”. Un acquisto di quelli che fanno bene allo spogliatoio, ma anche al tifoso.
Si è preso la Lazio ed ha conquistato i suoi sostenitori: adelante, Pepe Reina!

 

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Pedro: “Futuro? Ho ancora un anno di contratto con la Lazio, poi vedremo cosa accadrà”

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Una grande stagione quella di Pedro al suo primo anno di Lazio. L’attaccante ex Roma ha trovato fin da subito il modo di farsi amare dai tifosi biancocelesti, a suon di gol, assiste e reptazioni di grande livello. Sarri lo ha voluto fortemente, e lo spagnolo ha ripagato la sua fiducia. Con la stagione ormai alle porte, è tempo di pensare al futuro: Pedro ha ancora un anno di contratto con la Lazio e dunque rimarrà anche la prossima stagione. Rimane d vedere se la società capitolina sceglierà poi di proseguire con lui, o se le strade si separeranno. Nel frattempo, in attesa dell’inizio del ritiro di preparazione al prossimo campionato, Pedro si gode le vacanze alle Canarie, dove è stato ospite del Parlamento delle Isole Canarie che lo ha premiato come ambasciatore dello sport.

Queste le sue dichiarazioni in merito al proprio futuro, rilasciare a Tv Canaria:

Sono molto orgoglioso di rappresentare la mia terra, è un privilegio. Quando vengo qui noto l’affetto e la speranza che le persone hanno nei miei confronti. Non sai mai cosa accadrà nella vita. È vero che ho una situazione familiare difficile con i miei figli a Barcellona e io in un altro paese. Al momento ho un anno in più di contratto con la Lazio. Vedremo cosa accadrà in futuro”

 

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