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CorSera | Inzaghi, le urla nel silenzio: “Presuntuosi, sbagliato tutto”

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Le urla nel silenzio di Simone Inzaghi si sono sentite sul Lungotevere. Aveva capito tutto e subito quello a cui stava andando incontro la Lazio: ha provato a svegliarla, ma non ha fatto in tempo. E quando, al rientro da un primo tempo terribile, ha provato a cambiare qualcosa inserendo tre giocatori in un colpo solo, era troppo tardi. In campo, i decibel dell’allenatore raramente erano arrivati così in alto, e le parole dopo il tonfo contro l’Udinese non sono state a meno. «Siamo stati presuntuosi e poco umili», l’accusa di Inzaghi alla fine di una partita che, a parte il risultato e lo stadio in cui si è giocata, ha ricordato tantissimo quella di Genova, anche quella ironia della sorte precedente a un match contro il Borussia Dortmund.
«Penso sia un caso, non ci resta che resettare – ancora InzaghiQuesta è una brutta sconfitta, perché sapevamo che l’Udinese avrebbe fatto questo tipo di partita. Siamo tutti responsabili, io in primis. Loro hanno fatto un’ottima partita, ma noi abbiamo sbagliato. È una giornata storta e siamo molto delusi, il calcio è anche questo e può capitare di perdere meritatamente». Niente da dire, se non che la Lazio quando perde, straperde: è la terza sconfitta in stagione, e in ognuna di queste sono stati almeno tre i gol subiti. E mentre i tifosi, sui social, invocano la titolarità di Reina al posto di uno Strakosha che non ha festeggiato il rientro nel migliore dei modi, Inzaghi prova ad analizzare i perché di un pranzo andato storto: «Siamo stati lenti nella circolazione della palla, l’Udinese si abbassava e noi dovevamo essere più bravi ad aver pazienza perché l’occasione sarebbe arrivata. Abbiamo preso gol su una deviazione: è una sconfitta da analizzare per ripartire»
È uscito Luis Alberto, non è entrato per niente Milinkovic-Savic, che ritrovava l’Olimpico dopo il Covid: «L’avrei fatto giocare volentieri, ma ieri (sabato, ndr) abbiamo valutato di non farlo scendere in campo. Deve allenarsi e tornare in forma, allora sarà di grande aiuto». Dovranno allenarsi anche gli altri, sfrecciati via dall’Olimpico a bordo delle loro auto per staccare la spina mezza giornata e rituffarsi, da oggi, sulla Champions e sulla trasferta di Dortmund che potrebbe spalancare alla Lazio le porte degli ottavi con una giornata di anticipo, a patto che in Germania si veda la versione migliore della squadra.
Intanto, almeno in campionato, c’è un problema Olimpico, perché se è vero che la Lazio in casa ha già affrontato Atalanta, Inter e Juventus, cinque punti in cinque partite sono pochi per chi punta a bissare il risultato dello scorso anno. Non ci sono i tifosi ma ieri, in uno stadio che ha ricordato Diego Armando Maradona prima e durante Lazio-Udinese (un grande numero 10 e la scritta «Ciao Pibe» in tribuna Tevere), per la Lazio ci sarebbero stati soltanto fischi, e neanche pochi.

Corriere della Sera  


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Lazio, finalmente le rotazioni: ecco quanto hanno giocato i nuovi arrivati

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Lotito nella finestra di mercato estiva ha speso come mai prima d’ora, regalando a mister Sarri non solo 8 nuovi acquisti, ma anche la possibilità di far ruotare i giocatori tra le varie competizioni. A differenza degli altri anni, infatti, tutti i nuovi innesti sono stati già scesi in campo per diversi minuti, permettendo i titolari di riprendere fiato.

Il meno utilizzato, per ora, è Luis Maximiano. Il portiere era titolare nella partita di esordio di questa stagione contro il Bologna, ma dopo 6 minuti ha rimediato un cartellino rosso, costringendo Provedel a prendere il suo posto.

Dal 14 agosto Provedel è titolare fisso, sia in campionato che in Europa League. In questo modo, tra i nuovi acquisti è quello che ha giocato per più minuti, in tutto 802. In campionato ne ha giocati 622’ (gli 82 di Lazio Bologna e le restanti partite 90’) e in Europa League 180’ (i 90 di Lazio-Feyenoord e di Midtjylland-Lazio).

In ordine, subito dopo troviamo Romagnoli con 638 minuti, di cui 475 in Serie A e 163 in Europa League. In campionato ha giocato tutti e 90 i minuti contro Bologna, Torino, Inter e Napoli, rimanendo in panchina contro il Verona e scendendo in campo per 81 minuti contro la Samp e 34 con la Cremonese. In Europa, invece, ha giocato 73 minuti contro il Feyenoord e tutta la partita con il Midtjylland.

fraioli

Al terzo posto c’è Vecino, il pupillo di Sarri. Il centrocampista è stato l’ultimo ad arrivare saltando tutta la preparazione ad Auronzo di Cadore, ma, nonostante ciò, è uno dei più utilizzati. Sono 378 i minuti in cui è sceso in campo, di cui 255 in Serie A e 123 in Europa. Non ha mai giocato una partita intera, però piano piano si è riconquistato la fiducia del suo ex mister che lo ha mandato in campo inizialmente 7 minuti contro il Bologna nella prima partita, poi man mano ha aumentato il minutaggio. Dopo il Bologna sono arrivati i 62’ contro il Torino, i 57’ contro l’Inter, i 37’ con il Napoli, 25’ contro il Verona e 67’ con la Cremonese. Solo con la Samp è rimasto in panchina. In EL, invece, ha giocato 70’ contro il Feyenoord, in cui ha segnato 2 gol e servito un assist, e 53’ contro il Midtjylland.

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Subito dopo troviamo Gila, che con i suoi 201 minuti totali si piazza al quarto posto. Solo 21 minuti per lui in campionato (9 con la Samp e 12 con la Cremonese), ma tutti i 180 in Europa League.

Terzultimo posto per Casale, con 146 minuti in campionato. Non ha ancora mai calcato i campi dell’Europa League, ma ha giocato 90 minuti contro il suo ex Verona e 56’ contro la Cremonese.

Infine, prima del meno utilizzato Luis Maximiano, troviamo Marcos Antonio con 138 minuti. In Serie A è sceso in campo 4 volte: contro il Torino (28’), l’Inter (6’), la Samp (18’) e il Verona (65’). In Europa League, invece, ha giocato solo 21 minuti contro il Midtjylland.

 


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