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Amauri: “Lazio? Serve maggiore equilibrio. Immobile come un fratellino, l’ho visto crescere”

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Dopo la prima giornata di Serie A del 2021, che ha visto sia la Lazio che la Fiorentina partire con un pareggio, rispettivamente contro Genoa (1-1) e Bologna (0-0), domani si torna in campo, nel giorno dell’Epifania. A sfidarsi, allo Stadio Olimpico di Roma, saranno proprio Lazio e Fiorentina. In vista del match in programma alle ore 15:00, ai microfoni di Calciomercato.com, è intervenuto l’ex attaccante della Viola Amauri, che ha vestito anche le maglie di Juventus, Palermo, Parma e Torino nel campionato italiano. Ecco le sue parole su che sfida si aspetta tra biancocelesti e viola: “Guarda sono due squadre in un momento difficile. La Lazio è tutt’altro rispetto a quella vista prima della pandemia. Il pareggio col Genoa non è stato un buon risultato. Anche la Fiorentina sta avendo un rendimento strano. La Viola ha dei giocatori importanti, hanno vinto 0-3 con la Juve per poi fare dei passi indietro col Bologna. La Lazio magari tra le mura amiche potrà essere avvantaggiata, ma sarà un match duro”.

Post lockdown la Lazio non è riuscita a riprendere i ritmi tenuti fino a febbraio, ed ancora oggi fa fatica. Sul calo che ha subito la Lazio di Inzaghi, ecco cosa ne pensa Amauri: “Sai che è difficile da spiegare? Non voglio puntare il dito contro qualcuno, ci mancherebbe, però prima di questa pandemia la Lazio volava. Io pensavo addirittura che potesse vincere lo scudetto dopo vent’anni. Ricordo bene l’ultimo perché era l’anno che arrivai in Italia e vedevo la Lazio vincere. Secondo me quello che non sta funzionando bene è la fase difensiva, sta subendo troppi gol. Serve maggiore equilibrio, ma sono sicuro che Inzaghi lo saprà ritrovare presto”.

Ai tempi della Juventus, e poi anche al Torino, l’ex attaccante brasiliano ha condiviso una parte della sua carriera calcistica con Ciro Immobile, bomber biancoceleste che sta raggiungendo record su record con la maglia della Lazio. Queste le sue dichiarazioni sul numero 17 biancoceleste: “Seguo molto la Lazio proprio perché c’è il bomber (Immobile, ndr) che è un mio caro amico. Mi piace vedere quando gioca e quando segna, quindi sempre (ride, ndr). L’ho visto crescere, è come un fratellino. Era sempre con me in camera quando veniva con la prima squadra ai tempi della Juve. Poi l’ho ritrovato al Toro. Sta facendo veramente cose incredibili”.

Per rinforzare il reparto offensivo, la Lazio, nella scorsa finestra di mercato, ha acquistato Vedat Muriqi dal Fenerbahçe. L’attaccante kosovaro però ancora non è riuscito ad incidere con la maglia biancoceleste. Ecco cosa consiglierebbe Amauri al numero 94 della Lazio: “È normale andare giù di testa quando trovi poco spazio. Poi la Lazio ha un attaccante fortissimo come Immobile che oscura tutti gli altri. In questi periodi devi cercare di lavorare duro senza abbatterti. Poi è chiaro che serve il gol. Appena si toglierà questo peso ne uscirà bene”.

Per concludere, tornando a quando giocava ancora, gli è stato chiesto se fosse mai stato vicino ad approdare alla Lazio: “Sì. Non direi che è stata una cosa concreta con incontri programmati, però il mio agente ha cercato di portarmi alla Lazio tra il 2011 e il 2012. In quel momento però i biancocelesti non avevano bisogno di un’altra punta. Avevano appena acquistato Cissé e Klose. Mi ricordo che il mio agente (Giampiero Pocetta, ndr) mi disse: ‘Che ne pensi della Lazio?’. Io risposi subito: ‘Cavolo. Magari una squadra come la Lazio’. Ci fu qualche veloce contatto, ma non portò a nulla”.

 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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