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ESCLUSIVA | L’ex Sassuolo Gazzola: “A volte Acerbi lo prendevamo per pazzo. Giocare contro la Lazio è sempre stato bello”

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Dopo le tre vittorie consecutive ottenute dai biancocelesti, la Lazio ospiterà il Sassuolo domenica alle 18:00, per cercare di continuare sulla scia degli ultimi risultati. Sarà una gara difficile: il Sassuolo sta dimostrando per l’ennesima stagione continuità nel gioco, e una crescita in termini di risultati. In Emilia ha giocato a lungo Marcello Gazzola, ex difensore del Sassuolo, che LazioPress.it ha contattato in esclusiva.

Sei stato circa sei stagioni a Sassuolo: dalla promozione alla Serie A, arrivando in Europa League, qual è stata la tua emozione più grande?

L’emozione più grande è stata quella della promozione in Serie A, perché per una realtà all’epoca piccola come era il Sassuolo, essere arrivati in Serie A è stato un coronamento di un sogno per noi giocatori in primis, e poi anche per la città, dato che per la gente di Sassuolo pochi anni prima era inimmaginabile una cosa del genere. L’emozione più forte è stata quindi la promozione in Serie A, anche perché in quel stagione ho sempre giocato, e ho vissuto tutto da protagonista: è stato molto bello“.

Nei tuoi anni al Sassuolo, c’è qualche giocatore che ti ha stupito, e qualcuno che non ha mantenuto le tue aspettative?

In Serie A è difficile trovare qualcuno che ti deluda, anche perché prima ero giocatore, e non vedevo le partite come adesso che lavoro per il Parma: nel campionato ci sono giocatori fortissimi soprattutto a livello mentale. Uno dei giocatori che ho sempre temuto e sofferto era Gomez dell’Atalanta“.

Riguardo Domenico Berardi: è arrivato al massimo del potenziale o può ancora crescere?

Berardi ha ancora margini di miglioramento, anche se non è più giovanissimo: oggi vediamo dei 2001 o dei 2002, Domenico è del 1994. Ha ancora margini di crescita, ma è un giocatore che fa la differenza: la faceva già quando c’ero io, e la fa ora che ha preso ancor più consapevolezza delle sue possibilità. Secondo me è già in una grande squadra, perché oggi il Sassuolo è una delle grandi realtà d’Italia“.

Uno dei tuoi ex compagni è Francesco Acerbi: che rapporto avevi con lui da calciatore, e puoi raccontarci qualcosa che non conosciamo, al di fuori del rettangolo di gioco?

Intanto è un ragazzo splendido, quando era a Sassuolo ha vissuto una pagina brutta della sua vita, con la brutta malattia che ha affrontato, ma come sappiamo ne è uscito alla grande: Francesco ha una grande forza di volontà, ed è un difensore secondo me fortissimo. Si merita di essere dove è oggi, si merita tutto il bene del mondo. Come aneddoto posso dirti che lui aveva dei riti pre partita: si faceva sempre il segno della croce, è un giocatore molto credente. Baciava sempre il crocifisso quando arrivava al campo, e a volte lo prendevamo per pazzo, perché lo vedevamo parlare da solo col crocifisso, ma in realtà stava pregando“.

Hai ricordi particolari rispetto alle gare che hai giocato contro la Lazio?

“E’ sempre stato bello giocarci contro, come lo era contro le grandi del calcio. Venivo a Roma allo Stadio Olimpico, e di per sé già questo è sufficiente. E’ sempre stata una squadra da temere, che era sempre nelle zone alte della classifica. Giocare a Roma contro la Lazio è sempre stato particolare: c’è sempre stata quella tensione positiva che magari in altre partite hai lo stesso, però un po di meno”.

Domani la Lazio affronta il Sassuolo: cosa devono temere i biancocelesti?

“Il Sassuolo è sempre lì, domani dovrebbe rientrare Locatelli: secondo me è un giocatore che è migliorato tre volte in un anno, ha avuto un miglioramento esponenziale in pochissimo tempo. Il Sassuolo gioca bene a calcio, tiene molto il possesso palla, è molto paziente e parte da dietro con il gioco. E’ difficile da affrontare, ma credo anche che la Lazio abbia tutte le carte in regola per tenere la partita equilibrata”.

Un motivo per cui il Sassuolo può arrivare in Europa? E un motivo per cui potrebbe non farcela?

Può farcela perché al momento è la squadra che se non sta esprimendo il miglior calcio poco ci manca: per ciò che esprime, e per il gioco che crea, si meriterebbe di arrivare in Europa. Potrebbe però non bastare perché ci sono squadre che hanno una rosa e una panchina molto più competitiva del Sassuolo, e questo alla lunga può fare la differenza“.

  


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ESCLUSIVA | Lazio-Verona, l’ex Teodorani: “Divario evidente tra le squadre. Biancocelesti favoriti”

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Domenica sarà LazioHellas Verona. Mentre l’Olimpico si prepara ad attendere la sfida, Carlo Teodorani è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress per parlare del match che vedrà impegnati in casa i biancocelesti. Queste le parole dell’ex giocatore dell’Hellas Verona, che ha ricoperto il ruolo di difensore nelle stagioni 2001-2005 e 2005-2007.

Come arrivano Lazio e Verona alla sfida di domenica?
Il Verona scenderà in campo con un atteggiamento positivo, ma il divario tra le due squadre è evidente. Sicuramente, tra le due, vedo la Lazio favorita”.

Su cosa dovranno puntare gli uomini di Cioffi per mettere in difficoltà la Lazio?
Il Verona ha una buona fase difensiva, per mettere in difficoltà la Lazio dovrà cercare di puntare sui soliti 3-4 giocatori determinanti, capaci nelle ripartenze”.

Quest’anno l’Hellas ha puntato molto sui giovani. Finora chi ti ha colpito di più della rosa?
È ancora molto presto per dirlo. Il rendimento è stato sempre molto altalenante in queste partite e penso che i giovani abbiano ancora bisogno di tempo. Aver deciso di puntare sui millennials è sicuramente una scelta ponderata, frutto di un progetto a lungo termine”.

Dalla polemica sulla classe arbitrale alle ultime vicende che hanno visto protagonista Ciro Immobile. Un tuo commento.
Purtroppo queste vicende fanno parte del calcio. Immobile è una persona intelligente e in grado di affrontare questi episodi”.

Pronostico Lazio-Hellas Verona?
Penso che sarà una partita con molti gol, visto il calibro degli attaccanti. Azzardo un 3-1”. 

 


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