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Il Tempo | C’è Reina nel futuro

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Un grande passato e un futuro tutto da scrivere. Il presente della Lazio tra i pali si chiama Pepe Reina. Al momento del suo arrivo pochi avrebbero creduto che sarebbe diventato titolare nel giro di poche settimane. Eppure guardando i suoi numeri non ci sono dubbi. Il portiere spagnolo ha giocato 14 delle ultime 16 gare in campionato, e si appresta a tagliare un traguardo importante nella sua sfavillante carriera. Quella contro il Cagliari sarà la sua presenza numero 600 tra Liga, Premier League, Bundesliga e Serie A. L’obiettivo è quello di andare avanti insieme, il suo contratto scade il prossimo anno (ha firmato un biennale), ma ci sarebbero stati già i primi contatti per prolungare di un’altra stagione. Inzaghi l’ha voluto fortemente nel mercato estivo, ed ha cambiato il modo di gioco della squadra in funzione del suo acquisto. Pepe Reina è il secondo miglior portiere della Serie A per la media  migliore di passaggi riusciti: 29,93% (419 completati su 538 tentati). Non solo, l’ex Liverpool ha portato con se esperienza e leadership. Si è imposto all’interno dello spogliatoio grazie alla sua personalità e al suo carisma.
La società intanto dovrà fare delle valutazioni di Strakosha. L’albanese ancora out per motivi fisici (problemi al ginocchio), il prossimo giugno entrerà nel suo ultimo anno di contratto. Fino ad oggi ancora nulla sul rinnovo, tanto da alimentare possibili voci di una sua partenza. Come possibili sostituti la Lazio valuta Montipò del Benevento e Micai della Salernitana. L’indiscrezione più  suggestiva riguarda Vanja Milinkovic-Savic, il fratello di Sergej. La Lazio però ha puntato molto su Gabriel Pereira, portierino arrivato in prestito dal Monaco lo scorso anno. Deve ancora compiere 19 anni ed è stato più volte convocato nella Nazionale giovanile del Brasile.

Il Tempo/Daniele Rocca  


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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