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ESCLUSIVA LATIUM | Guido De Angelis e il suo libro: “Fantastico passare una notte al tavolo con Chinaglia”. E sul confronto con Immobile..

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Guido De Angelis, conduttore di Radiosei e autore del libro “C’era un ragazzo che come me… amava la Lazio e Long John“, è intervenuto in esclusiva a Latium, la trasmissione webtelevisiva di LazioPress.it. Ha parlato del momento attuale biancoceleste, proseguendo sul rapporto con Giorgio Chinaglia e sugli aneddoti del suo libro da poco pubblicato. Ecco le sue parole:

La scorsa stagione della Lazio fu un momento straordinario in cui tutto filava liscio. Oggi siamo a sei vittorie consecutive, speriamo di ripeterci, perché no. Però la Lazio quest’anno è diversa dallo scorso anno, l’augurio è che possa continuare così, la media è altissima con queste ultime sei partite. Ci sono i presupposti per sperare che la Lazio possa ripetersi quasi ai livelli dello scorso anno, anche se arriveranno momenti in cui ci si dovrà accontentare: nelle domeniche in cui non ti gira tutto a favore la Lazio deve accontentarsi, come quando abbiamo perso con squadre alla portata, perché siamo stati presuntuosi. Accontentandoci di un punto magari saremmo stati a ridosso di Inter e Milan: il pareggio a volte può essere una mezza vittoria.

Ad esempio se con l’Inter non si riuscisse a vincere il pareggio sarebbe prezioso, sono dettagli che fanno la differenza. La Lazio, quando concentrata, riesce a dare la sensazione di giocarsela con tutte; il nostro scudetto è il quarto posto, al momento abbiamo qualcosa in più di Atalanta, Napoli e Roma: bisogna continuare a vivere alla giornata, senza illusioni. La Lazio deve restare tranquilla, questo gruppo può darci grandi soddisfazioni, sperando di perderci per strada qualcuna tra Atalanta, Roma e Napoli: se Gattuso recupera tutti è una grande squadra, ora è in crisi, speriamo di avanzare per allontanarci”.

Prosegue sul libro “C’era un ragazzo che come me… amava la Lazio e Long John”:

Ho vissute tante storie, molte le ho scordate. Un aneddoto riguarda quello che era il mio sogno da bambino, quando il mio idolo era Giorgio Chinaglia: da ragazzo di stadio, che come voi oggi vedete Ciro Immobile, mi sono trovato con Giorgio a casa sua, dove mi ha parlato dalle 8 di sera alle 7 di mattina della sua vita, davanti a due bottiglie un Whisky Chivas: avessi avuto un registratore, avrei scritto il libro più bello della storia del calcio. Mi ha raccontato tutta la sua vita sofferta, da emigrante che va in Galles, passando per i genitori, con lui che andava a rubare il latte e aveva fame, fino al ritorno in Italia: mi ha parlato die rapporti con la madre e con il padre, oltre che la sorella tifosa dell’Arsenal. Poi le storie sui romanisti, che incontrava per strada e con cui faceva a botte. Oppure quando ha lasciato la Lazio per andare in America, per poi tornare in Italia da Presidente. E’ stata la notte più bella della mia vita, ed è una storia scritta anche sul libro. Io scappavo da casa e andavo a vedere gli allenamenti, e aspettavo Giorgio per un saluto: poi siamo diventati amici. 

Ho raccontato il 10 o il 20 percento delle storie che sono accadute, non so se riuscirò a scrivere tutto: meglio tardi che mai,  questo libro doveva uscire 20 anni fa. Ne ho tante di storie, me le sto appuntando: giorno dopo giorno qualcuno per radio me le racconta e io me le appunto. La mattina dopo le scrivo provando già a finire qualche capitolo: vediamo se per Natale prossimo magari riesco a scrivere un altro libro. In radio le ho raccontate tutte, ma lì le parole volano via, dovrei registrare tutto quello che dico. Mi ha chiamato il nipote del grande notaio di Gilardoni: mi ha detto che sta piacendo a tanti giovani, che hanno scoperto cose che non hanno vissuto”.

Sulle similitudini tra Giorgio Chinaglia e Ciro Immobile:

Non ci sono similitudini tra Ciro e Giorgio Chinaglia. Immobile si avvicina a Giordano, me lo ha detto proprio Bruno quando spesso lo chiamavo in radio. La qualità di Bruno Ciro non cel’ha: Giordano era una farfalla, però nel modo di muoversi si assomigliano. Ciro vede più la porta di Giordano, ma sono altri tempi, i difensori prima ti stavano attaccati fino alla doccia. Nel libro ho fatto entrare qualcosa su Immobile, che proviene dalle zone napoletane, dove Chinaglia è passato con l’Internapoli: Ciro è nato a Torre Annunziata, è un ragazzo di strada come Chinaglia, se devo avvicinarli, lo faccio proprio per la loro provenienza in strada. Sono giocatori diversi, in due epoche diverse: Ciro sta facendo cose straordinarie, sta rincorrendo Piola. Con una media così per altri quattro anni, se giocasse fino ai quarant’anni potrebbe battere anche il record di Totti“.

Su Paolo Di Canio e Giorgio Chinaglia:

Di Canio nasce laziale, Giorgio no. Giorgio sfidava la gente, Di Canio ha avuto grande temperamento, si avvicina a Chinaglia sotto certi aspetti: Paolo ha vissuto poco nella Lazio, ma rimane un giocatore che ha fatto sognare i giovani di allora, è un ragazzo tutto di un pezzo che ha esagerato ogni tanto come Chinaglia. Sono due personaggi non scontati, ma non sono attendibile quando parlo di Chinaglia: era un capoccione, quando gli dissi una cosa e avevo ragione io, lo ha capito“.

Sul titolo del libro:

Il titolo nasce di notte, stai andando a dormire e mi è venuto in mente il ritornello della canzone di Gianni Morandi che canticchiavo da ragazzo. Il finale Rolling Stones con Long John faceva rima e funzionava. Poi ho avuto il numero di telefono di Morandi, basterebbe chiamarlo domani mattina, ma non ci riesco. Altri titoli potevano essere ‘La mia lazio’, ma sarebbe stato scontato. Quello definitivo credo sia un titolo accattivante“.

E poi un ricordo sulle telecronache a Mediaset:

È cambiato il mondo, Mediaset ha ceduto i diritti a Sky. Io, come Recalcati o Pellegatti, non abbiamo più avuto modo di raccontare le partite. Peccato perché piacevano molto: stavo leggendo in questi giorni che Sky o Dazn potrebbero prendere tutta la Serie A. In quegli anni sia Mediaset che Sky avevano tutta la Serie A. Sky ci ha creduto poco, ma le avventure finiscono: a volte le rimpiangono, a volte non ci penso più. Non nascondo che mi piacerebbe fare la telecronaca di Lazio Bayern Monaco“.

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ESCLUSIVA | Lazio-Verona, l’ex Teodorani: “Divario evidente tra le squadre. Biancocelesti favoriti”

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Domenica sarà LazioHellas Verona. Mentre l’Olimpico si prepara ad attendere la sfida, Carlo Teodorani è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress per parlare del match che vedrà impegnati in casa i biancocelesti. Queste le parole dell’ex giocatore dell’Hellas Verona, che ha ricoperto il ruolo di difensore nelle stagioni 2001-2005 e 2005-2007.

Come arrivano Lazio e Verona alla sfida di domenica?
Il Verona scenderà in campo con un atteggiamento positivo, ma il divario tra le due squadre è evidente. Sicuramente, tra le due, vedo la Lazio favorita”.

Su cosa dovranno puntare gli uomini di Cioffi per mettere in difficoltà la Lazio?
Il Verona ha una buona fase difensiva, per mettere in difficoltà la Lazio dovrà cercare di puntare sui soliti 3-4 giocatori determinanti, capaci nelle ripartenze”.

Quest’anno l’Hellas ha puntato molto sui giovani. Finora chi ti ha colpito di più della rosa?
È ancora molto presto per dirlo. Il rendimento è stato sempre molto altalenante in queste partite e penso che i giovani abbiano ancora bisogno di tempo. Aver deciso di puntare sui millennials è sicuramente una scelta ponderata, frutto di un progetto a lungo termine”.

Dalla polemica sulla classe arbitrale alle ultime vicende che hanno visto protagonista Ciro Immobile. Un tuo commento.
Purtroppo queste vicende fanno parte del calcio. Immobile è una persona intelligente e in grado di affrontare questi episodi”.

Pronostico Lazio-Hellas Verona?
Penso che sarà una partita con molti gol, visto il calibro degli attaccanti. Azzardo un 3-1”. 

 


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