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CorSera | Lazio, pronta la linea difensiva per il caso tamponi

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La linea difensiva della Lazio è pronta, le idee sulla strategia da seguire nel dibattimento davanti al Tribunale federale è chiara, anche se all’interno del club non c’è serenità dopo i deferimenti per il caso tamponi.
Il motivo? Benché il presidente Lotito e i medici siano convinti di avere rispettato il protocollo anti-Covid, e lo ripetano con convinzione, anche loro sanno che tutto si deciderà in base all’interpretazione delle norme.
«Noi siamo sicuri delle scelte che abbiamo fatto, ma è evidente che la Procura abbia un’idea diversa altrimenti non avrebbe preso questa decisione», diceva l’avvocato Gentile martedì, poco dopo la notifica dei provvedimenti nei confronti di Lotito, dei medici Pulcini e Rodia e della società per responsabilità diretta (è coinvolto il presidente) e oggettiva (riguarda gli altri tesserati).
Gentile è tornato a spiegare quale sia il motivo per cui la Lazio si sente dalla parte della ragione, entrando nel dettaglio delle normative europee, visto che le contestazioni riguardano soprattutto le positività riscontrate prima delle partite di Champions con Bruges e Zenit. Ha detto: «Nel protocollo Uefa è previsto che il laboratorio che esegue le analisi, unico in tutta Europa, comunica il risultato alla Regione Toscana per quanto riguarda i calciatori italiani. Se invece individua la positività di uno straniero, non cerca l’autorità sanitaria competente ma lo notifica al club. Nel caso in cui fosse stata rilevata una positività in Belgio, la comunicazione sarebbe arrivata alla Lazio che avrebbe dovuto avvisare la Regione. Ma questo è successo in Italia, pertanto – secondo noi – la comunicazione alla Regione è quanto previsto dai protocolli. Il fatto è che la Procura federale ha una lettura diversa, però una corretta analisi della disciplina giuridica dimostra che abbiamo ragione».
C’è un altro aspetto della vicenda su cui mette l’accento Gentile, molto più nebuloso: «Secondo Lotito, c’è anche una battaglia politica contro di lui».
Quasi una resa dei conti, insomma, in un periodo in cui i presidenti sono spaccati per le decisioni sui diritti televisivi. La sensazione è che si vada verso un confronto aspro davanti al Tribunale federale: da una parte la Lazio, dall’altra il procuratore capo Chinè, il quale è destinato a ricoprire il ruolo di capo di gabinetto del Mef nel nuovo governo Draghi ma non per questo lascerà il posto che occupa in Federcalcio almeno fino a giugno.

Corriere della Sera  


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Partita della Pace, le parole di Lotito e Immobile alla conferenza di presentazione

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Quest’oggi si è tenuta la conferenza di presentazione della Partita della Pace, iniziativa alla quale prenderà parte la Lazio con il suo bomber Ciro Immobile. L’attaccante sarà infatti capitano, insieme a Ronaldinho, di una della sue squadre che si affronteranno il 14 novembre. Alla conferenza, sono intervenuti sia Immobile che il Presidente della Lazio Claudio Lotito.

Queste le loro parole, raccolte da a Radiosei:

Lotito: “Ho accolto con favore questa iniziativa. Quando sono entrato nel mondo del calcio anche perché questo sport, con questo forte impatto mediatico, può educare e moralizzare. Viviamo un momento difficile, l’appello di pace del papa deve essere recepito da chi vive con i valori dello sport. Questa è una guerra nata per interessi geopolitici quindi queste iniziative servono peer sensibilizzare in tal senso. I valori che cerco di trasmettere al mio club e che cerco di tramandare nell’istruzione sportiva, perché al di la dei risultati del campo, dove siamo avversari e non dividere, sono trasportabili con questo sport perché insieme possiamo unire, esaltare il valore, il merito. Maradona anni fa mi ha chiesto di entrare a Formello proprio perché la Lazio incarna questi valori. Ed è stato contento di vedere l’accoglienza che gli abbiamo riservato. Il calcio non rappresenta i valori economici, ma i valori umani. lo dico sempre ai miei calciatori che devono scendere in campo con il rispetto degli avversari. Il valore di questo evento è proprio questo. Trasmettere tale messaggio ai giovani. Viva la pace”.

Ciro Immobile: “Sono felice che papa Francesco abbia scelto il calcio per mandare un messaggio così importante e sono orgoglioso di essere il capitano di una squadra. Sono contento perché giocheremo nel ricordo di Maradona che è stato capitano e rappresentante di questo evento in passato. Diego ha ispirato tanti di noi e continuerà a farlo”. 


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