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ESCLUSIVA| L’ex blucerchiato Castellini: “Lazio e Sampdoria stanno facendo bene, complimenti ad Inzaghi per il suo lavoro. Su Signori, Veron e Mihajlovic…”.

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Sabato la Lazio affronterà all‘Olimpico la Sampdoria per cercare di rialzarsi in fretta dopo la caduta di San Siro domenica scorsa e per arrivare alla gara di martedì contro il Bayern Monaco, valevole per gli ottavi di Champions, con il morale giusto. Per parlare di questa gara e di altro è intervenuto l’ex giocatore della Sampdoria Marcello Castellini in esclusiva ai microfoni di Laziopress.it:

Come arrivano a questa partita Lazio e Sampdoria?

La Lazio è in un periodo sicuramente favorevole, nonostante la sconfitta di domenica contro l’Inter, in cui però ha giocato come sempre, l’unico problema è stato il risultato. Però ha risalito la classifica ed ha fatto molte vittorie, tra cui anche quella nel derby, è una squadra che gira bene. La Sampdoria è una squadra difficile da affrontare, sta facendo abbastanza bene, forse anche oltre le aspettative. In alcune partite magari si incunea in situazioni buie, ma nell’aspetto fisico e soprattutto mentale sta bene. 

Cosa ne pensi della Sampdoria costruita da Ranieri?

Io credo che abbia fatto un ottimo lavoro. E’ arrivato lo scorso anno ed ha sistemato quello che doveva sistemare, ha cementato questo gruppo e portato serenità, questo è stato ciò che li ha portati fuori da quelle sabbie monili, una situazione che poteva diventare drammatica. Quest’anno ha potuto lavorare dall’inizio, un lavoro diverso su consapevolezza ed ossatura della squadra, con qualche ritocco importante e con qualche giocatore d’esperienza. Poi c’è Quagliarella che nonostante passino gli anni, alla fine dell’anno fa sempre quei gol su cui la Sampdoria si poggia sempre. Insomma, su Ranieri un bilancio sicuramente importante. 

Nel 2005 hai avuto come compagno anche Simone Inzaghi. Pensavi che avrebbe fatto questo percorso da allenatore in così poco tempo?

Sinceramente no, ma non per le sue qualità, poiché secondo me aveva un’intelligenza calcistica non indifferente, ma non credevo che ambisse a fare l’allenatore, non avevo avvertito quello. Ma nella mia carriera ne ho conosciuti molti che non avevano questo pensiero da calciatore. Oggi Simone è un grande allenatore, i risultati parlano per lui, e non è semplice allenare su un palco scenico del genere, quello di una grande squadra, quindi tanti complimenti a lui. 

Nella tua prima esperienza in blucerchiato, invece, hai avuto come compagni altri giocatori che hanno fatto la storia Lazio. Gente come Veron, Mihajlovic e Signori…

Giocatori importanti, indubbiamente. Sono giocatori che hanno contribuito molto anche alla mia crescita. Loro erano di ruoli diversi, probabilmente io ho appreso di più da Sinisa, che ricopriva il mio ruolo. Ma anche dagli altri, sotto l’aspetto dell’affrontare la partita nel migliore dei modi, senza pressioni. Sono state esperienze importanti e da ognuno di loro ho appreso qualcosa. Signori quando arrivò alla Sampdoria aveva un problema, credo l’ernia. Poi al Bologna si operò e tornò il Signori che tutto il mondo ha conosciuto. Alla Sampdoria non fu quindi un’esperienza positivissima, ma dipendente da quel problema lì. Per fortuna ho avuto la possibilità di giocarci poi insieme al Bologna e poter poi vedere ed apprezzare ciò che avervo conosciuto solo in Tv. Dispiace solo per la sfortuna del problema all’ernia, ma poi si è riscoperto il grande giocatore dei campionati stratosferici fatti alla Lazio, dove più di una volta ha vinto la classifica cannonieri.

Cosa voleva dire affrontare la Lazio nel periodo del secondo scudetto?

Quella Lazio, di Cragnotti, senza nulla togliere la formazione odierna, che ha dei giocatori che mi piacciono molto e c’è un lavoro della società dietro importante, aveva una formazione molto forte, peraltro in un periodo dove c’erano grandi squadre, quindi era difficile imporsi e vincere lo scudetto. Ricordo Boksic, Nesta… Aveva grandissimi giocatori, dove pescavi, qualunque posizione, pescavi bene. Un periodo molto bello da ricordare, anche per i tifosi della Lazio. 

Qualche ricordo particolare in blucerchiato?

Ne ho tantissimi, non mi riferisco ad uno in particolare ma a molti: vestire quella maglia è stata qualcosa di fantastico. Arrivai lì molto contento calcisticamente parlando, e tutt’ora ho un ottimo rapporto con i tifosi e si può dire che mi sento un tufoso della Sampdoria, ho tanto ricordi positivi perché vivono il calcio quotidianamente e con passione. Sono sempre stati presenti in tanti in casa, ma anche fuori casa. Poi anche la città mi piace molto, ho bellissimi ricordi. 

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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