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Il Tempo | La Lazio è accerchiata

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Una Lazio destabilizzata. Se l’obiettivo era questo, traguardo centrato perchè l’ambiente biancoceleste non ha assorbito bene il rinvio a giudizio della Procura Federale per il caso tamponi. A pochi giorni dalla sfida contro il Bayern, è arrivata la temuta notizia che ha fatto crescere la sensazione di un accerchiamento nei confronti di un club che ha i conti a posto, che paga regolarmente gli stipendi e che, nonostante colossi intenazionali, è riuscito in questi anni a centrare risultati di ottimo livello.
Lotito incassa e prepara il contrattacco, mentre l’avvocato Gian Michele Gentile studia la linea difensiva per evitare sanzioni in classifica ma anche l’inibizione al presidente che potrebbe così rischiare di perdere il posto nel consiglio federale che sarà rieletto lunedì prossimo. Ai microfoni di Radio Incontro Olympia ha fatto il punto sui deferimenti subiti dalla Lazio: «C’è stata un’indagine da parte della procura federale nata prevalentemente da una denuncia da parte del Torino che si è concentrata sul rispetto dei protocolli Uefa e Figc da parte della Lazio. Si contesta il fatto di non avere avvisato la Asl di alcuni risultati di laboratori risultati positivi, come quelli di Strakosha, Leiva e Immobile e si fa riferimento alla violazione delle regole della Federazione ma la Lazio ha rispettato tutte le circolari ministeriali e tutte le disposizioni regionali». Poi c’è un aspetto di giurisdizione che va chiarito visto che i tamponi erano stato eseguiti dalla Uefa che non ha avuto nulla da ridire sul comportamento della Lazio: «Il laboratorio Synlab che ha fatto i tamponi per i due match col Bruges e lo Zenit ha comunicato i risultati alla Regione Toscana e quindi noi non dovevamo fare ulteriori comunicazioni perché la Regione è già informata. Tutto questo avviene per via telematica, la conta stessa dei positivi in Italia avviene grazie alle comunicazioni delle strutture pubbliche, perché non può essere fatto da ogni lavoratore privato».
Da segnalare anche la polemica sollevata da alcuni tifosi sul procuratore Chinè: il figlio Bruno è stato bocciato un paio di anni fa nella giovanili laziali ma l’avvocasato Gentile non vede nulla di strano: «Chiné è un magistrato e una persona altamente qualifica- ta, non c’è nessun motivo per mettere in dubbio la sua lealtà. Secondo me non c’è incompatibilità col suo ruolo. Giocatori positivi scesi in campo? È una grossa balla che non è stata di fatto neanche contestata. Ci stanno contestando un passaggio procedurale e amministrativo sulla comunicazione sui tamponi per questo non si può parlare di punti di penalizzazione». Che, però, la Procura federale potrebbe anche chiedere nel processo di primo grado. La battaglia legale è appena cominciata, sarà lunga con tre gradi di giudizio, l’ultimo il Collegio di Garanzia del Coni, probabilmente ad aprile inoltrato. Il vero poblema sono i tempi dei processi: se la Figc dovesse togliere alla Lazio 3-4 punti almeno in primo grado, potrebbe avere un effetto devstante sulla banda Inzaghi in lotta per un posto in Champions.

Il Tempo/Luigi Salomone  


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Nesta: “Romagnoli alla Lazio? Scelta di cuore, è tornato a casa. Per me ha fatto bene”

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Dal Milan all’Inter, passando per il suo futuro e alla Lazio. Questi sono i temi trattati da Alessandro Nesta nell’intervista ai microfoni del Corriere della Sera. All’ex difensore biancoceleste, tra le tante domande, è stato chiesto il suo pensiero su Lazio e Roma: “La Lazio ha qualità, la Roma vive di entusiasmo. Faranno un campionato simile”.

Non solo, tra i diversi temi trattati, c’è anche Alessio Romagnoli, arrivato dal Milan alla Lazio, facendo il percorso opposto rispetto all’ex 13 biancoceleste. Questo le parole di Nesta su Romagnoli, tra passato in rossonero e presente in biancoceleste: “Al Milan ha comunque giocato diversi anni ad alto livello. Poi sono arrivati nuovi in difesa e lì giocava di meno. Ha fatto una scelta di cuore, è tornato a casa, in una società importante, con un allenatore che fa giocare bene le sue squadre. Per me ha fatto bene”.

 


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