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ESCLUSIVA | Mudingayi: “Con il Bayern una Lazio timorosa, ma la sconfitta non deve demoralizzare. Bologna gruppo solido, sarà una partita difficile”

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Torna il campionato, e la Lazio deve rialzarsi subito dopo lo scivolone in Champions League di martedì contro il Bayern Monaco. Bisogna riprendere il cammino verso l’obiettivo principale di questa stagione: la qualificazione alla prossima Champions. Le squadre che si giocano il terzo ed il quarto posto sono tante, ma anche a poca distanza tra di loro, visto che tra la Juventus terza ed il Napoli settimo ci sono solamente cinque punti, nove se consideriamo il Milan secondo. Domani pomeriggio, alle ore 18:00, allo Stadio Renato Dall’Ara di Bologna, i biancocelesti troveranno sul loro cammino il Bologna dell’ex Siniša Mihajlović. I rossoblù vengono da un buon momento, con tre risultati utili consecutivi (una vittoria e due pareggi) che l’hanno portata a centro classifica, a distanza di dieci punti dal terzultimo posto occupato dal Cagliari. In vista del match in programma domani, sabato 27 febbraio, la redazione di LazioPress.it ha intervista, in esclusiva, un doppio ex della sfida: si tratta di Gaby Mudingayi, ex centrocampista che, dal 2005 al 2008 ha vestito la maglia della Lazio. Dopo aver lasciato la Capitale si è trasferito a Bologna, indossando la maglia rossoblù fino al 2012.

 

Martedì sera è arrivata la prima sconfitta in Europa della Lazio in questa stagione. In cosa ha sbagliato la squadra biancoceleste? Cosa è mancato?

“Io ho visto una Lazio, fin dai primi minuti, un po’ contratta, timorosa all’idea di affrontare il Bayern Monaco, con il pensiero di avere di fronte la migliore squadra europea. Quando però ha iniziato a far vedere il suo calcio, è successo l’episodio del gol e poi da lì ha perso fiducia andando tutto come è andato”.

Questa sconfitta contro il Bayern Monaco potrà pesare in vista del proseguo della stagione? Può aver cambiato qualcosa nella testa dei giocatori di Inzaghi?

“Una sconfitta contro una squadra come il Bayern non ti deve mai demoralizzare, anzi, ti deve dare forza e sapere che, se si è arrivati fino agli ottavi di Champions a giocare contro questo tipo di squadre, vuol dire che sei una squadra forte. Anche perché altre squadre, questa partita, l’hanno vista in televisione. Questa sconfitta ti deve dare forza, sapendo che le potenzialità ci sono e andare avanti, perché comunque stiamo parlando della Lazio, non di una piccola squadra”.

Tra meno di tre settimane ci sarà la gara di ritorno: la Lazio deve schierare i titolarissimi e giocarsi la partita a Monaco oppure fare scelte diverse con uno sguardo al campionato?

“Una squadra importante come la Lazio deve pensare di avere 22/23 titolari, partiamo da questo. Poi l’allenatore manda in campo sempre una squadra competitiva, cercando di schierare giocatori in grado di sostituire quelli che chiamiamo titolari. Ovvio che c’è il campionato da giocarsi, però penso che, a livello europeo, una squadra come la Lazio, deve andare a Monaco a giocarsi la partita a viso aperto, cercando di fare un risultato anche se sappiamo che è difficile contro il Bayern, figuriamoci in casa loro, lo è ancora di più. Con la mentalità da grande squadra si deve andare a fare una partita senza paura giocandosi qualsiasi possibilità”.

Domani pomeriggio torna il campionato e, la Lazio, sarà di scena in casa del Bologna. Che partita ci dobbiamo aspettare?

“Sarà una partita difficile, giocare in casa del Bologna non è mai semplice. Gli uomini di Mihajlović hanno un gruppo solido. Non so quali saranno le scelte di Inzaghi dopo la partita di Champions, anche perché la stanchezza potrebbe essere un fattore. La Lazio ha voglia di fare punti, altrettanto il Bologna, quindi mi aspetto una bella partita”.

Bologna-Lazio sarà la sfida che vedrà di fronte Soriano e Luis Alberto, due centrocampisti che stanno facendo molto bene, anche in zona gol viste le sette reti realizzate da entrambi. Questa partita si potrà decidere a centrocampo, magari passando proprio dalle loro giocate?

“Io credo di sì. Il centrocampo è diventato fondamentale anche quando gli attaccanti non sono in giornata, visto che spesso le partite vengono decise da centrocampisti come loro, che hanno il fiuto del gol. Questi due giocatori sono davvero molto bravi e, la vittoria di una delle due squadre, secondo me passerà proprio da uno loro”.

Il Bologna si trova in una posizione “tranquilla” di classifica, con dieci punti di vantaggio sul terzultimo posto. Cosa manca alla squadra di Siniša Mihajlović per fare quel salto di qualità che gli permetterebbe di puntare a qualcosa di più della salvezza?

“Dietro al Bologna c’è una società che ogni anno cerca di migliorare, comprando i giocatori giusti. Hanno un progetto e lo stanno portando avanti con un allenatore molto preparato. Giustamente il campionato italiano non è facile, tutte le squadre sono attrezzate per fare bene. Per un posto in Europa, io credo che il Bologna ha le capacità per poter arrivarci. Non so se quest’anno o il prossimo, ma nel progetto che ha il presidente l’ambizione è quella e, prima o poi, riusciranno ad arrivarci”.

L’Inter con la vittoria nel derby ha messo un buon vantaggio sul Milan secondo e, con una partita a settimana, sembra essere la favorita numero uno per lo Scudetto. Quali squadre possono dare fastidio ai nerazzurri per il titolo e, di conseguenza, quali squadre si giocheranno i posti rimasti per la prossima Champions League?

“Le squadre che stanno subito dietro l’Inter faranno di tutto per dare fastidio ai nerazzurri. Ora la squadra di Conte ha tutto in mano per vincere lo Scudetto perché con quattro punti sul Milan, giocando una volta a settimana e con la squadra che ha, secondo me solo loro lo possono perdere. Dietro però hai comunque squadre importanti come Milan e Juventus che lotteranno fino alla fine. Io mi auguro sempre che ad andare in Champions League sia la Lazio, lo spero e credo che i biancocelesti hanno tutte le possibilità e le qualità per qualificarsi. Una squadra come la Lazio ogni anno deve giocare in Europa”.

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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