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Mihajlović, l’amore per la Lazio e quello dei laziali per lui

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Il Bologna è diventato ormai il club nel quale ha allenato di più, da quando, il 28 gennaio 2019 ha firmato il contratto per gli emiliani. Ma la Lazio, a Siniša Mihajlović, è rimasta sempre nel cuore. Le testimonianze sono molteplici, come i cori della Curva Nord e dello Stadio Olimpico di Roma ogni qual volta il serbo mette piede a Roma per una partita. Oppure, ma non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo, quando si seppe della sua malattia: immediatamente vennero affissi striscioni di supporto, come giusto che sia.

                                                   

Siniša Mihajlović non ha mai nascosto il suo amore per la Lazio e i laziali quello per lui. Oggi accoglie i biancocelesti nella sua nuova casa, lo Stadio Dall’Ara, ma senza dimenticare il suo passato capitolino: 6 anni, dal 1998 (acquistato dalla Sampdoria) fino al 2004, quando andò via per andare a Milano, sponda neroazzurra. Con la Lazio 193 partite e 33 gol, di cui la maggior parte punizioni (ma anche calci d’angolo), che gli hanno valso il coro “E se tira Sinisa e se tira Sinisa e se tira Sinisa è gol!

 


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TMW | Lazio, Milinkovic e il “giorno più importante della carriera”. Ed è tornato prima a Formello

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C’era un tempo, non molto lontano, in cui Milinkovic era profeta a Roma ma non in patria. Titolare inamovibile con la Lazio, idolo dei tifosi, ma alternativa (di lusso) con la Serbia. Adesso invece anche in nazionale si sono accorti che un giocatore così non solo non può stare in panchina, ma deve avere un ruolo centrale nell’ossatura della squadra. Bella scoperta, verrebbe da aggiungere. Così, ormai da un anno abbondante, non esce dal campo quando gioca la sua Serbia e nella prima partita di questa sosta contro la Svezia ha indossato anche la fascia al braccio. Per un calciatore, avere i gradi da capitano in rappresentanza del proprio paese è forse il riconoscimento massimo. “Il giorno più importante della mia carriera”, il commento del centrocampista serbo.

foto Fraioli

Anche la Lazio l’ha elogiato sui propri canali social e l’aspetta nelle prossime ore a Formello. Milinkovic infatti tornerà prima degli altri nazionali (senza considerare Immobile, già a Roma) perché era diffidato e nell’ultima partita ha preso il cartellino giallo contro la Svezia e salterà la gara contro la Norvegia. Una buona notizia per Sarri, che ha bisogno di Milinkovic nel lungo tour de force che aspetta la Lazio prima dei Mondiali. Che il Sergente giocherà con la Serbia. TuttoMercatoWeb\Riccardo Caponetti

fraioli


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