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Per Lei Combattiamo

Immobile, ripartire dalla Scarpa d’Oro per interrompere l’astinenza da gol

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Ripartire dalla Scarpa d’Oro. Ripartire dal prestigioso premio ricevuto mercoledì in Campidoglio. Ripartire: Ciro Immobile è chiamato a farlo.

La gloriosa premiazione, arrivata in un momento delicato per lui e per la Lazio (1 sola vittoria nelle ultime 5, Champions League inclusa), dovrà rappresentare uno stimolo eccezionale per tornare a fare quello che l’attaccante di Torre Annunziata ha sempre ampiamente dimostrato di saper fare: segnare.

Complici numerosi acciacchi con cui è stato costretto a fare i conti e un periodo di forma non brillantissimo di tutta la squadra, l’ultimo gol del numero 17 risale alla partita contro il Cagliari del mese scorso, in cui la Lazio vinse di misura grazie alla sua rete. Dopo la sconfitta dell’Allianz Stadium contro la Juventus infatti è arrivato a 5 il conto delle partite consecutive in cui Immobile non ha trovato la marcatura. Un dato sorprendente per il miglior goleador della passata stagione: non accadeva infatti da quasi due anni, tra aprile e maggio del 2019 quando l’attaccante non segnò per 9 partite di fila.

Per farlo la sua opportunità si chiama Crotone (contro cui ha già segnato 4 volte con la maglia biancoceleste) nell’anticipo della 27° giornata di Serie A sul prato casalingo dell’Olimpico. Con lui tutta la Lazio è chiamata a reagire per fare bottino pieno: tornare alla vittoria e prendere punti preziosi per la corsa Champions League.

L’imperativo sarà dunque ricominciare a segnare, infilando quella palla in fondo al sacco, come solo lui, per ben 144 volte, ci ha abituato finora. Perché, per citare José Saramago: “Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre”.

 


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ESCLUSIVA| Dai calciatori al Papa passando per la Lazio, i Gemelli: “La consegna più emotiva a Lucas Leiva. Non ci fermiamo mai” – FOTO

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I Gemelli sono sempre sul pezzo: che si tratti di calcio, spettacolo, musica o il mondo della ristorazione e della movida loro ci sono, tra opere richiestissime e la particolarità dei troni. Tra i tanti lavori che hanno fatto molti sono per la Lazio: calciatori attuali, ex e non solo. Un percorso lungo che ha raggiunto il proprio culmine con il trono regalato a Papa Francesco. Per parlare di questo evento, delle opere per il mondo Lazio e molto altro i Gemelli rilasciato un’intervista in esclusiva ai microfoni di Laziopress.it.

 

Parlando dell’ambito Lazio, quale fu la prima opera che avete fatto? 

Il primo fu Beppe Signori. Aveva aperto un ristorante a Bologna e facemm0 i troni a lui e Marcolin. Un trono della Lazio e uno del Bologna. Poi ne abbiamo fatte anche altre con varie maglie. Da Pedro a Immobile.

Le più significative? 

Facemmo in seguito quello di Candreva al derby di Lulic. Qualcosa di molto importante. Poi il gol sempre al derby di Pedro. Mi chiama dicendomi che mi conosceva tramite Leiva e che voleva darmi la maglia. Per noi maneggiare una maglia simile, di un gol che tutta Italia e non solo ha visto, è stato molto importante. Non dimentichiamoci poi di Lulic.

 

Avete fatto un trono anche per Radu in occasione del record di presenze. Il regalo fu mostrato anche dai canali social della Lazio…

In quell’occasione collaborammo con Parolo che mi fu complice insieme a tutta la squadra. Feci un trono alto con la maglietta davanti e una sua foto dietro. L’idea era quella di fargliela trovare come fosse un trono in mezzo al campo per il suo record di presenze. Eravamo coperti da tutta la squadra, loro si aprono e usciamo noi. Stesso discorso anche per il quadro per Radu, consegnato in presenza del presidente Lotito, un nostro omaggio alla società. Una giornata molto importante.

Come è partito il tutto? 

Noi nasciamo da Milano e ci siamo estesi anche all’estero. Nel 2014 Gokhan Inler ci fa fare opere per tutta la Nazionale Svizzera di cui era capitano. Ora spesso calciatori all’estero ci chiedono di diffondere la nostra arte nel loro palese. L’ultima consegna importante è Coulibaly. Lo abbiamo fatto per la Coppa D’Africa. L’arte non ha confini.

 

Il vostro lavoro si allarga su altri campi? 

Abbiamo toccato anche altri campi per cominciare a soddisfare le richieste anche di troni per vini e Champagne non solo. Bottiglie che arrivano ai tavoli sui nostri troni. Tuttavia, il mondo del social predomina e questo ci ha aiutato a diffonderci. Anche per quanto riguarda i locali è divenuta una sorta di pubblicità. Tra i lavori particolari che abbiamo fatto ce n’è anche uno con gli arrosticini. Ora ne stiamo facendo uno per un campione della pizza. A Parigi successe una cosa molto importante: ci hanno ringraziato per avergli dato un’idea per un regalo all’emiro mentre promuovevamo i nostri troni lì. Facemmo infatti un trono da cane per il principe a cui non sapevano cosa regalare. Questo è un po’ lo spirito con cui spesso ci si approccia a questo mondo. 

 

Come nasce questa idea di creare dei troni? 

Nasce come una coincidenza. Per regalare al presidente Moratti un trono con la maglia dell’Inter e con scritto “Massimo 100”. Quando lo portammo al centro dell’Inter ci vide l’allora allenatore Roberto Mancini che ci disse ‘No, questo lo regalo io’. Da quel momento le richieste sono aumentate e noi abbiamo deciso di portare avanti questa attività, grazie anche alle richieste di molti. E’ bello il fatto che comunque puoi anche rivivere la tua carriera in questo modo. Basta che ci siano consegnate delle maglie e possiamo creare dei progetti. si possono sistemare queste maglie nelle stanze in modo artistico, ma in modo che si abbinino bene alla stanza. 

 

Un percorso lungo con cui si è arrivati anche al Papa…

Si, una vittoria per noi. Si è concretizzata una bella cosa. Si ipotizzava di colpire Cristiano Ronaldo, Messi, Donald Trump… Ma il Papa è il Papa. C’era la difficoltà legata al fatto che Papa Francesco odia i reali, per cui non si sa se avrebbe accettato un trono. Però il calcio è anche unione, e avendo usato la maglia dell’argentina con il suo nome lui è stato felice in quanto un dono di due artigiani. Anche Vasco Rossi non è stato facile: quando siamo andati lì a Modena Park lui si intrattenne con noi  molto tempo nonostante i manager insistevano per portarlo via ma la magia dei troni lo intrattenne lì. 

La consegna più emotiva? 

La consegna più emotiva è stata quella di Lucas Leiva. La moglie Ariana ci ha contattato dicendo che, davanti al Colosseo, avrebbero festeggiato il loro anniversario. Noi ci siamo nascosti in un’altra stanza per un’ora finché la moglie non lo ha condotto lì dove eravamo noi con queste due opere in cui vi era sia la maglia della Lazio che quella del Liverpool. Leiva si è commosso vedendo questi regali. 

E ora?

Abbiamo in mente delle idee importanti. I gemelli sono sempre walk in progress. Abbiamo delle novità legate a degli effetti e delle magie create per calciatori e probabilmente qualche stadio. Si parla di un gioco di luci.

Per seguire i Gemelli:

 

 


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