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GdS | La parola ad Immobile, il principe dei goleador: “Mi mancano i tifosi”

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Immobile, ci è voluto un po’, ma la Scarpa d’oro è finalmente sua…
“Andava bene aspettare, conta che ce l’ho ora (sorri- de, ndr)”.
È il terzo italiano a vincerla dopo Toni e Totti. Dopo un romanista, un laziale, no?
«Giusto (ride, ndr). Entrambi campioni del mondo e giocatori straordinari. Sono orgoglioso di vedere il mio nome tra i grandi che hanno vinto prima di me».
È stata anche una risposta alle molte critiche subite?
«Nel calcio, ognuno ha il suo momento. E nella scorsa stagione ho avuto il mio».
Ora, l’emergenza Covid?
«Periodo difficile. Mi manca la vita sociale, gli incontri con gli amici o la famiglia, che prima vedevo molto spesso».
Il calcio ai tempi del Covid?
«Senza tifosi manca la cosa più importante: la passione, l’emozione, il boato nello stadio dopo un gol, festeggiare coi tifosi. Così dedico questo premio non solo alla società e ai miei compagni, ma anche ai tifosi».
Più tempo a casa. Ha scoperto nuove passioni?
«Cucina e giardinaggio. E ballare con moglie e figli. Così vado avanti (ride, ndr)».
A 17 anni, ha lasciato la famiglia a Torre Annunziata per andare a Torino, alla Juventus: un cambiamento radicale.
«Un passaggio difficile tra due realtà completamente diverse. Avevo il sogno di arrivare in Serie A. Per farlo servono sacrifici e un amore assoluto per il calcio. Ho lavorato duramente per arrivare alla Scarpa d’oro. So che molti giovani hanno questi sogni ma ora vivono un momento difficile. A loro dico: “Stringi i denti, non arrenderti!” Ognuno ha la possibilità di realizzare il proprio sogno».
È vero che sua madre una vol- ta è venuta a Torino per un duro confronto?
«Sì. Forse a un mio compleanno, mi disse: “Sbrigati e torna a casa. Cosa ci fai qui? (Ride, ndr). Per fortuna non ho ascoltato mamma per una volta».
Viene da una famiglia devota. Ha mantenuto la fede?
«Decisamente. Un mese fa ho avuto un’udienza privata dal Papa col presidente Lotito. Una giornata molto emozionante».
E che cosa le ha detto?
«Gli è piaciuto che io abbia tre figli. Gli piacciono le famiglie numerose e mi ha detto di avere più figli».
Ha abbastanza tempo a casa in questo periodo …
«Sì, meglio esaudire un desiderio del Papa…».
Otto club in otto anni, ora con la Lazio ininterrottamente dal 2016. Come ha deciso di mettere radici?
«Io e la mia famiglia siamo felici a Roma. Con la società e l’allenatore Inzaghi stiamo costruendo da anni un progetto con tanti successi. E vogliamo arrivare più su».
Alla Lazio da erede di Klose… 

«Incredibilmente difficile: Miro era un idolo. Come quando al Dortmund ho preso il posto di Lewandowski. Impossibile so- stituire giocatori così ecceziona- li, puoi solo cercare il tuo percor- so di successo».
Ha superato Klose come gol.
«Non mi piacciono questi confronti. Miro non è stato alla Lazio quanto me».

Le esperienze all’estero non sono state brillanti?
«Anche se non sono andate in modo ottimale in termini sportivi, ho portato via molto dalla Germania e dalla Spagna. Sperimentare altre culture è un processo di apprendimento».
Ha avuto molti allenatori in- teressanti. Come Klopp?
«Impressionante: la volontà di lottare per ogni palla bruciava dentro di te dai suoi occhi appena ti parlava. Tuchel? Un tipo meticoloso. Zeman? Un infinito “attacco, attacco, attacco”».
Ora con Mancini in Nazionale. Prima il flop per l’ultimo Mondiale …
«Uno dei momenti più oscuri e deludenti della mia carriera. Con Mancini un lavoro fantastico dal 2018: i risultati parlano da soli. E i tifosi sono di nuovo entusiasti».
La nuova Italia?
«Squadra molto forte con tanti giovani di grandi prospettive».
Per l’Europeo?
«Siamo molto ottimisti e le gare del girone si svolgeranno a Roma: avremo più motivazioni».
Solo 10 gol in 42 gare con la Nazionale. Non molto?
«A quanto pare, ne ho segnati così tanti nei club che avevo esaurito la mia polvere con gli azzurri (ride, ndr). È vero, devo lavorare sulla mia media».
Il prossimo obiettivo personale?
«Vincere un’altra Scarpa d’oro (sorride, ndr)».

La Gazzetta dello Sport  


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Europa League

Sturm Graz-Lazio, i convocati di Sarri per la gara di Europa League

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Sul proprio sito web ufficiale, la Lazio ha comunicato la lista di convocati scelti da Sarri per la sfida delle 18:45 di Europa League:

Portieri: Magro, Maximiano, Provedel;

Difensori: Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric, Radu, Romagnoli;

Centrocampisti: Basic, Cataldi, Luis Alberto, Marcos Antonio, Milinkovic, Vecino;

Attaccanti: Cancellieri, Felipe Anderson, Immobile, Pedro, Romero, Zaccagni

  


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