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Il Messaggero | Italia, focolaio nel gruppo azzurro: con Bonucci, positivi al Covid altri 7, anche De Rossi e Vialli. I club di A in ansia

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Il campionato non si ferma, anzi riprende domani. Ma bisogna prendere atto che è sempre più condizionato dal Covid-19. Gli impegni delle qualificazioni mondiali (rinviate, invece, in Sudamerica) hanno fatto lievitare il problema. L’Italia, dopo l’en plein nelle prime 3 tappe verso il Qatar, non fa però parlare di sé solo per i risultati. Il timore di queste ore è il focolaio Nazionale. Che non è scomparso nemmeno dopo i tamponi con esito negativo per la maggioranza dei giocatori. I club della serie A restano in ansia almeno altre 24 ore. Soprattutto chi ha appena riaccolto i convocati di Mancini. Perché sarebbero almeno 8 i casi nella delegazione azzurra (la Figc ne ha comunicati solo 4 dopo la sfida con la Lituania): Cozzi, Salsano, Lombardo, Battara, De Rossi, Vialli e Valentini, più Bonucci. Tra i calciatori, l’unico dunque risultato positivo dopo il test fatto, a quanto pare, mercoledì sera all’aeroporto di Vilnius. I suoi compagni, invece, hanno aspettato di tornare a disposizione delle rispettive società per sottoporsi al nuovo tampone.

CLUSTER AL RISTORANTE

La situazione finora è sotto controllo: ok per Barella, Bastoni e Sensi dell’Inter, Mancini, Spinazzola, Pellegrini ed El Shaarawy della Roma, più Dzeko di rientro, Meret, Di Lorenzo e Insigne del Napoli, Acerbi, Lazzari e Immobile della Lazio, Ferrari e Locatelli del Sassuolo, Donnarumma del Milan e Mandragora dell’Udinese. Anche Gravina negativo. Controllo scontato per il presidente: è stato a tavola con lo staff di Mancini, contagiato al completo o quasi. Il 1° caso, giovedì scorso: qualche sintomo ha convinto il segretario Cozzi a tornare da Parma a Coverciano, dove il tampone ha dato esito positivo. Lunedì a Sofia, tutti negativi. Martedì altri 2 casi: Lombardo e Salsano. Invece di volare a Vilnius, virata sull’Italia con charter privato. Mercoledì i 4: con Valentini, direttore commerciale Valentini, pure Battara, De Rossi e Vialli. Solo Evani in panchina, loro sono rimasti isolati in un minivan e tornati solo ieri a casa (in aeroambulanza) e non mercoledì sera con la squadra.

FORFAIT PRECAUZIONALE

Lo staff medico, intanto, si è messo in contatto con i club, chiarendo che i giocatori non hanno avuto contatti stretti con i collaboratori di Mancini. Differenti gli spogliatoi per cambiarsi, come le sale per colazione, pranzo e cena. Bonucci subito in isolamento domiciliare (come la moglie, positiva dal 19 marzo, e i figli). Ma a far rumore è la decisione del Sassuolo di escludere Ferrari e Locatelli dal 29° turno di campionato. La nota del club emiliano fa capire come sta montando la preoccupazione: «A seguito della positività al Covid-19 da parte di alcuni componenti del “Gruppo Squadra” dell’Italia, il Sassuolo comunica che i propri atleti partecipanti alle gare con la Nazionale, pur in presenza di test negativo, in via prudenziale, non parteciperanno alla partita contro la Roma». Bolla domiciliare alla Roma, nel rispetto del protocollo autorizzato dalla Asl: casa-lavoro-casa per 14 giorni. Ok, quindi, agli allenamenti e alle partire. Spogliatoio personalizzato per Soriano al Bologna. Su 38 giocatori (13 club) convocati per le partite con l’Irlanda del Nord, la Bulgaria e la Lituania, sono 11 quelli colpiti in precedenza dal Coronavirus, più il ct che lasciò la pancina al vice Evani a novembre: Bastoni, Emerson, Pellegrini, El Shaarawy, Ricci, Verratti, Kean, Belotti, Immobile, Lazzari e Mandragora (Udinese). Diventano 12 con Bonucci. Falsi positivi Donnarumma e Mancini. Test molecolare, intanto, per il polacco Zielinski (ha avuto il Coronavirus a ottobre), passato in poche ore da positivo a negativo. Il polacco ha dormito in stanza con Skorupski del Bologna, anche lui positivo. Proprio come il turco Ayhan del Sassuolo.

ilmessaggero.it

 

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Un grande pubblico saluta i biancocelesti: campionato concluso davanti alla Roma.

Come riportato dal Corriere dello Sport, notte d’altri tempi con il popolo biancoceleste che torna a riempire l’Olimpico. Erano 55.000 i tifosi presenti per mandare un messaggio a Lotito: serve una Lazio ancora più ambiziosa nella prossima stagione.
Ieri partenza schock dei biancocelesti, il Verona segna con Simeone e Lasagna. Poi la rimonta: Cabral, Felipe e Pedro. Hongla acciuffa il pari.

Immobile è per la quarta volta re dei marcatori. Lo precede, nella storia della Serie A, solo Nordhal: nessun attaccante italiano era mai riuscito nell’impresa. Ha vinto Sarri, applaudito sotto la Curva Nord, perché bastava un pareggio per finire quinto e piazzarsi davanti alla Roma (terzo anno di fila per la società). La qualificazione in Europa League può essere la base per costruire un futuro radioso, a patto di accontentarlo sul mercato e magari ribaltando il destino attraverso la conferma di un top player come Milinkovic, forse al passo d’addio nella scia di Leiva, Strakosha, Luiz Felipe e probabilmente Acerbi.

 

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