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ESCLUSIVA| Lazio-Benevento, Melara: “Biancocelesti favoriti. Io sono laziale, andavo in Curva anche da giocatore”

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Domenica all’Olimpico andrà in scena la partita tra Lazio e Benevento, una gara importante in cui entrambe le squadre cercheranno ad ogni costo di agguantare punti importanti per il raggiungimento dei propri obiettivi, ovvero la qualificazione in Champions per i biancocelesti  e la salvezza per la squadra campana. Per analizzare questa gara è intervenuto ai microfoni di Laziopress,it Fabrizio Melara, doppio ex che ha contribuito all’approdo in Serie A del Benevento quattro anni ed è cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Lazio, fino a trovare l’esordio nel calcio professionistico proprio con i biancocelesti.

Che partita ti aspetti domenica?

Mi aspetto di vedere una Lazio molto aggressiva, con un risultato che deve cercare a tutti i costi, dato la corsa Champions un po’ dura, considerando le due partite che seguiranno con Napoli e Milan. La Lazio poi proviene da quattro risultati positivi. Ma allo stesso tempo c’è un Benevento che ha bisogno di salvarsi, ha trovato una compattezza importante ed ha ripreso il carisma di mister Inzaghi. Credo che la Lazio possa portare a casa i tre punti facendo una partita aggressiva.

Pensi che entrambe le squadre raggiungeranno i propri obiettivi?

Me lo auguro perché vorrei rivedere la Lazio in Champions e nuovamente il Benevento in Serie A. Sono molto legato ad entrambe le squadre, nel Benevento ci ho fatto 5 anni ed ho molte conoscenze, mentre nella Lazio ho fatto tutto il settore giovanile. Credo siano obiettivi alla portata, che entrambe possono raggiungere. 

Tu hai giocato anche nel Benevento della storica prima promozione in A. Vedi differenze tra questo e quel Benevento?

Assolutamente si, io ho fatto entrambi gli anni delle due qualificazioni dalla Lega pro alla Serie B e dalla B alla A. La piazza di allora non era ancora pronta. Anche se il presidente è molto competente e capace, però il primo anno in A è stato difficile. C’era un gap troppo importante con le altre squadre. Ora invece c’è più consapevolezza, hanno stretto rapporti con squadre importanti di Serie A, mentre nel primo anno non c’erano grandi possibilità di fare un mercato all’altezza. Inoltre sono migliorati molto anche a livello di struttura. 

Degli anni nelle giovanili della Lazio e del tuo esordio, hai ricordi particolari?

L’esordio è stata un’emozione unica, ma già l’anno prima con le convocazioni di Mancini ho dei bellissimi ricordi, poi era una Lazio importanti, c’erano giocatori del calibro di Stankovic, Mihajlovic e Stam. Non era facile essere in quello spogliatoio, però ho imparato molte cose. E’ stato un’esperienza stupenda, anche se purtroppo non c’è stato un seguito, anche per via degli anni difficili che sono stati per la Lazio quelli, un periodo di transizione e c’ero capitato dentro, ma è stata un’esperienza unica. Poi delle volte venivo convocato ma poi andavo in tribuna, così mi buttavo in curva nord, sono tifoso della Lazio. Sono stato 10 anni poi lì. 

Tra i tuoi compagni hai avuto anche Inzaghi. Ti aspettavi questa carriera da allenatore così presto? 

A dir la verità era l’ultima persona dello spogliatoio che pensavo potesse essere allenatore, ma non per incapacità, ma solo per il fatto che non si metteva lì a dare consigli o altro. giocava, era un grande allenatore, ma vedevo molto più, come allenatore, gente come Mihajlovic o Liverani, erano più proiettati. Poi ho visto che ha fatto molto bene anche nelle giovanili della Lazio ed ha raggiunto grandi risultati. Insomma una carriera che non mi aspettavo. 

Tu ora giochi ancora?

Quest’anno mi ha chiamato l’Atletico Terme Fiuggi ed ho accettato, gioco in Serie D. Sono anche vicino a casa. Ho avuto un infortunio da cui mi sto riprendendo, sono stato operato al crociato ed al menisco. Spero di fare qualche partita alla fine della stagione. 

 

  


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Lazio, Cataldi torna sulla vittoria con il Milan: “Grande serata, insieme possiamo fare grandi cose” | FOTO

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Quella vista ieri sera è stata una delle migliori Lazio della stagione, se non proprio la migliore. Di Milinkovic-Savic, Zaccagni, Luis Alberto e Felipe Anderson le firme sul 4-0 finale contro il Milan. Danilo Cataldi, attraverso un post sul proprio profilo ufficiale Instagram, è tornato sul successo biancoceleste contro i rossoneri, continuando ad esultare, ma tenendo alta la guardia. Le immagine pubblicate, sono accompagnate dal messaggio: “Una grande serata davanti alla nostra gente. Continuiamo con questa voglia, tutti uniti. Insieme possiamo fare grandi cose”.

 

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