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GdS | Il Sergente e la Lazio stesso chiodo fisso: l’Europa che conta

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Alla collezione mancano soltanto Napoli e Milan, le avversarie che la Lazio affronterà nel giro di quattro giorni, tra oggi e lunedì. E così in una stagione in cui sta colpendo con disarmante continuità Sergej Milinkovic ha ora l’opportunità di colmare pure questa lacuna. Il serbo ha avuto modo finora di punire tutte le altre big del nostro campionato. Ha segnato all’Inter (4 gol), all’Atalanta (5 reti), alla Roma (2) e alla Juve (1). È invece ancora a quota zero con il Napoli e con il Milan. Stasera allo Stadio Maradona e lunedì all’Olimpico avrà l’opportunità di completare la collezione. O, quanto meno, di avvicinarsi al percorso netto.

LA MATURAZIONE 

L’annata del serbo sembra quella giusta per poterci riuscire. Anche se già nelle precedenti stagioni era stato spesso decisivo, in quella in corso il Sergente ha trovato quella continuità che era sempre stato il suo tallone d’Achille. Nei suoi primi anni laziali alternava grandi prestazioni ad altre sottotono. E pure all’interno della stessa partita passava da momenti esaltanti a qualche pausa di troppo. Di anno in anno è sempre migliorato sotto questo punto di vista. Ma è quest’anno che il suo rendimento è diventato davvero costante, non più soggetto ai vecchi alti e bassi che lo avevano sempre accompagnato. Milinkovic adesso è se stesso dall’inizio alla fine di ogni singola partita e lo è anche di partita in partita. Sono arrivati così i suoi numeri im- pressionanti di questa stagio- ne. Su tutti quelli relativi a gol e assist. Le marcature sono 7, i passaggi vincenti sono invece 8.

MAI COSÌ DECISIVO 

Numeri che significano che ha preso attivamente parte a 15 reti della Lazio. Un simile rendimento lo aveva avuto solo nel campionato 2017-18, al termine del quale arrivò appunto a quella cifra. Ma in maniera più sbilanciata, perché i gol (12) furono molti più degli assist (3). E soprattutto quelli furono i suoi numeri finali. Adesso invece ha ancora otto partite a disposizione (la Lazio ha in ballo pure il recupero col Toro) per poterli ulteriormente migliorare. Per quanto riguarda gli assist, la cifra di 8 rappresenta già adesso il suo nuovo primato. Ed è inoltre in corsa per essere il miglior assist-man della Serie A. In questo momento è in testa alla classifica, ma insieme con lui ci sono altri sette giocatori (Ilicic, Morata, Chiesa, Barrow, Zapata, Mkhitaryan e Calhanoglu). Sarà dunque una volata complicatissima, ma il serbo comunque c’è e si candida a raccogliere l’eredità di Luis Alberto che l’anno scorso è stato il re degli assist della Serie A con 15 passaggi vincenti.

VOGLIA DI CHAMPIONS

Più che su questi traguardi personali il Sergente è però concentrato quasi esclusivamente su quello per cui sta lottando insieme con la sua squadra: la qualificazione in Champions League. E così gli assist e i gol per lui hanno un senso solo se contribuiscono ad avvicinare quell’obiettivo. Milinkovic ha debuttato quest’anno nella competizione europea più prestigiosa e farà l’impossibile per essere presente anche nella prossima stagione. Con l’avvicinarsi dell’estate le voci di un suo possibile addio alla Lazio cominciano ad intensificarsi. Ma, anche recentemente, il Sergente ha ribadito che lui la Champions la vuole giocare ancora con la maglia della Lazio. La sfida di stasera al Maradona contro il Napoli e poi quella di lunedì all’Olimpico contro il Milan saranno lo snodo decisivo. La Lazio sa di poterle affrontare con un Milinkovic in più.

Gazzetta dello Sport  


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Il Tempo | Processo Lazio

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Intervallo, più che una pausa, è quasi la fine della partita. La Lazio crolla nel secondo tempo: fosse solo per i primi 45′ avrebbe già mezza Champions in tasca. Con quelli contro il Verona sono diventati 17 i punti persi da posizione di vantaggio. E ancora una volta contro una ‘piccola’ della Seria A. Con le squadre che occupano attualmente tra l’undicesima e la ventesima posizione, i biancocelesti hanno ottenuto appena 21 punti, solo tre in più rispetto a quelli messi in cassaforte con le prime dieci della classe. Sarebbero bastate un pizzico di attenzione in più e maggiore cattiveria agonistica per portare in porto determinate sfide (vedi i quattro punti gettati alle ortiche contro le ultime tre).

Il problema principale continua a essere l’abisso nel rendimento tra primo tempo e ripresa. Dei 17 gol subiti, addirittura 14 sono stati incassati nella seconda parte di gara (solo Bologna, Napoli e Juve hanno bucato la Lazio nei primi 45′). Una situazione che si è accentuata nel 2023 visto che contro Lecce, Empoli, Fiorentina e Verona sono stati buttati via 9 punti. Un tesoretto enorme visto che la lotta Champions sempre più serrata e qualsiasi passo falso può avvantaggiare una rivale. Non è finita qui perché dalla gara con l’Inter in poi la squadra di Sarri non ha più vinto quando ha subito gol. In un momento così delicato del campionato non si può parlare di dettagli. Ecco perché, al netto di qualche decisione discutibile da parte di Sarri (vedi i soli due cambi contro l’Hellas), la società ha dimostrato di stare apertamente dalla parte dell’allenatore. Adesso sono i giocatori a salire sul banco degli imputati per le prestazioni troppo altalenanti. Il presidente Claudio Lotito e il diesse Tare si aspettano una reazione immediata già dalla sfida di sabato contro l’Atalanta. Dal punto di vista del tecnico, il problema è principalmente mentale. «Lavorare su queste cose non è semplice, parliamo di risvolti mentali che non coinvolgono un giocatore ma venticinque teste. Sarebbe un’impresa ardua anche per lo psicologo più affermato d’Europa, stiamo cercando di prenderne atto che sarebbe già qualcosa di importante», un concetto che Sarri ha ribadito più di una volta. È altrettanto evidente che ci sia qualcosa anche sotto l’aspetto della preparazione atletica e della condizione fisica. In tanti sono stati spremuti per mancanza di alternative, impensabile continuare così per i prossimi mesi. In vista del match contro i bergamaschi, in programma sabato 11 febbraio allo Stadio Olimpico di Roma, si aggiunge il pericolo cartellini. I diffidati in casa Lazio infatti sono tre: Casale, Cataldi e Marusic. In caso di ammonizione non sarebbero a disposizione per la gara contro la Salernitana, valida per la 23esima giornata. Il Tempo/Daniele Rocca

 


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